Da quasi una settimana sono in pausa dal centro, ho preso la decisione mercoledì scorso.
Non avevo previsto di farlo proprio quel giorno, volevo aspettare che scadesse il tesserino per l'esenzione ma quel giorno ho sentito troppo il bisogno di togliermi questo "peso", di allentare la presa. Non ho smesso completamente di andarci, infatti il prossimo appuntamento è a inizio giugno perché abbiamo deciso di fare degli incontri più distanziati prima di non andare proprio più. Molto probabilmente farò solo questi incontri a giugno, luglio e settembre prima di partire se tutto va bene per l'università. Sono incontri proprio per vedere se nell'arco di tempo di autonomia che ho avuto prosegue tutto bene.
Come potete immaginare non ho fatto questa scelta perché io sia guarita e di questo sono consapevoli al centro, per questo in questi casi si consiglia sempre di fare questi incontri a lungo termine fin quando è possibile. Avrei tanto voluto dire di aver fatto questa scelta perché sto bene, perché tutto sommato il cibo non è protagonista delle mie giornate ma mentirei.
Posso dire però che finora mi è sembrata la scelta più giusta per me, non ho più l'ansia e il pensiero di andare lì, il che mi legava ancora di più al cibo. Per fare un esempio pratico mi veniva l'ansia al pensiero di parlare con la psicologa, ho continuato a non trovarmi bene con lei, non c'era quel rapporto di empatia e voglia di raccontarmi, di scoprirmi che a il vero non ho forse mai avuto, ero semplicemente stanca di ripercorrere tutto di nuovo, io sono consapevole di quello che mi ha fatto stare male, nell'ultimo anno non ho fatto altro che cercare cause, eventi rimossi, parole rimosse. Nonostante ciò però ho sempre fatto difficoltà a risolvere il problema col cibo, perché come dicevo nello scorso post si è radicato e si è quasi isolato da tutti gli altri problemi. Non so se riesco bene a esprimere il concetto, probabilmente no, ma sostanzialmente ero stanca di dover raccontare, perché io sapevo già, dentro di me cosa mi fa stare male.
Un altro esempio pratico riguarda proprio il cibo in se, per fare un esempio se il giorno prima dell'appuntamento avevo mangiato la pizza, o un pezzo di torta o qualsiasi altro cibo che potrebbe causare ritenzione idrica non me lo godevo fino in fondo, perché avrebbero pensato che fossi veramente ingrassata, mi sentivo in colpevole in qualche modo e questo non dovrebbe succedere.
Invece ora che non ho questo impegno, mi sento molto più libera anche col cibo nei giorni più positivi, perché ovviamente continuano ad esserci i momenti no, i momenti di sconforto e apatia.
Ma quando ho l'occasione di mangiare dei pasticcini, una pizza o quando vado ad una cena so che posso ovviare all'ansia del peso semplicemente non pensandomi e senza il pensiero che qualcuno mi debba comunque pesare la vivo meglio. Infatti non mi sono mai pesata da sola, non lo faccio da luglio e non ho ceduto in questa settimana di indipendenza, non so nemmeno io se sarò mai pronta a vedere il peso di adesso sulla bilancia.
Fondamentalmente quindi non mi sono distaccata dal centro perché sono guarita ma fino ad ora nemmeno come occasione per perdere peso. Io ci penso tutto il santo giorno, continuo a sentirmi in colpa per certe cose, continuo ad essere ipersensibile al tema del cibo, sia quando ne sento parlare che quando ne leggo ma qualcosa, non so cosa, al momento di scegliere poi mi impedisce di restringere.
Ho imparato a conoscermi, anzi sto ancora imparando... Io so che se mi privo di qualcosa non ho energie, il tempo passa lentissimo e la mia vita diventa la pausa tra un pasto e l'altro più di quanto non sia.
Io odio la fame. Non so come si faccia ad amare i crampi della fame, sarò atipica io ma io odio avere fame, non mi fa sentire ne potente ne altro, anzi mi sento la persona più debole del mondo in quel momento. Io non ho la forza di fare niente senza cibo, e quando mangio tutto quello che devo sento la differenza rispetto a quando mangio qualcosa di più leggero.
La mia quotidianità ormai è questa, ogni giorno mi ritrovo a scegliere se in quella giornata voglio avere tutte le energie necessarie o se preferisco essere debole per tutto il giorno e mi conviene decisamente la prima. Oltre al fatto che si sta avvicinando l'esame sto pensando al dopo, a cosa mi aspetterà, non ho tantissima ansia per l'esame di stato, quello che mi scoccia è arrivarci. L'ansia è per il dopo, sono tanto confusa e ho tanti dubbi e preoccupazioni non solo legate strettamente alla scelta dell'università ed è inevitabile pensare a come cambierà il mio rapporto col cibo, perché inevitabilmente dovrò cambiare io.
Giusto per aggiornare ho iniziato anche scuola guida, a fine maggio l'esame teorico e non vedo l'ora di raggiungere almeno questo traguardo, è molto importante per me.
Questi pensieri e impegni mi hanno aiutato un po', mi aiutano a scegliere di avere l'energia giusta per fare tutto.
In altri giorni invece, l'apatia e lo sconforto prende il sopravvento e non vorrei far altro che rivivere quello che ho vissuto ma arrivati a questo punto non so quando questo pensiero mi lascerà.
Quindi per ora vado avanti così, e vedremo a giugno cosa succederà, mi sento più libera e credetemi è come se mi fossi tolta una grande ansia che mi ricordava il problema col cibo, mi ricordava che dovevo pesarmi, che dovevo fare un diario alimentare tutti i santi giorni,mi ricordava che la mia vita è uno schema fatto di cibo e basta. Può sembrare una cosa di poco conto ma non dover più scrivere tutto quello che mangio effettivamente mi fa sentire più libera, non dover pensare al fatto di aver mangiato la pizza in date ravvicinate o essere andata ad una cena mi fa vivere meglio la situazione, perché so che l'80% della mia alimentazione è sana e quell'altro 20% di cose meno sane e di altre occasioni deve esserci e sopratutto so di cosa ho bisogno per avere energia, so che se un giorno ho fame e voglio mangiare di più non devo scriverlo su un diario per ricordarmelo e magari sentirmi dire che i biscotti due volte al giorno non vanno bene, perché IO so che va bene per me.
Lo psichiatra mi ha aiutato nella scelta e la dietista mi ha preso misure ed il peso, così da controllare la prossima volta che sia tutto ok, mi ha fatto qualche domanda di routine sull'alimentazione attutale e mi ha detto che le sembra tutto regolare.
Sentivo di aver lasciato il blog all'abbandono per troppo tempo e per troppo tempo sono stata assente, sarà anche un post confusionario come al solito ma spero di essere riuscita ad aggiornare e fare un quadro generale di quello che mi è successo.
Un abbraccio a tutte. ♡
Lettori fissi
martedì 3 maggio 2016
mercoledì 9 marzo 2016
La mia malattia sono io.
Non avete idea di quanto io volessi scrivere in questi giorni, rimandavo sempre perché mi sembrava di non aver nulla da dire, di non trovare l'ispirazione giusta. Ma come mi succede sempre quando parlo o leggo un post di Sybil, avrei un milione di cose da dire. In quelle parole trovo scritta la mia vita, e se fino ad un secondo prima non sapevo che scrivere e come metterlo nero su bianco tutto si fa più chiaro immediatamente dopo, penso che sia magia.
Oggi sono stata al centro, c'è una novità: da oggi parlo anche con la psicologa. Devo essere sincera? Dal primo momento in cui sono entrata in quella stanza, ho sentito fortissimo e chiarissimo dentro di me che non sarebbe servito a nulla, questo perché io so di essere in una posizione superiore alla loro. È quello che penso da sempre e quello che solo oggi ho realizzato perfettamente, dopo aver letto le parole spiazzanti di Sybil. Oh, quelle parole... Parlano di me. Io so perfettamente che io sono la persona più informata di tutte sul mio disturbo. Ma non solo, sento che qualsiasi cosa esca dallo stereotipo si trasforma in incomprensione e mancata comunicazione. Non ho mai parlato forse dettagliatemente delle mie visite, ma spesso lo psichiatra fa fatica a capire alcuni miei passaggi, come fa lui, che ha studiato a non comprendere la mia mente contorta? Le mie contraddizioni? Questo perché solo io conosco perfettamente il mio disturbo. E con questo non voglio dire che non capisca, altrimenti non farebbe il suo lavoro. Anzi, è quello che forse mi ha aiutato più di tutti ma io non sono lo stereotipo, mi sento stupida quando dico certe cose che vanno fuori dal "manuale" è come se dicessi cose senza senso ai loro occhi. Non so se mi spiego, ma quando cerco di uscire dai preconcetti e dai luoghi comuni, non vengo capita, posso ripetere allo sfinimento che non sto male per il peso, che non mi fa stare tranquilla mantenere il peso perché ormai sono FISSATA con il mio disturbo e che la cosa che mi fa stare male è il pensiero di abbandonarlo,
In fin dei conti io non sono affatto guarita dopo un anno di percorso e sapete cosa? Mi sono accorta che non voglio nemmeno.
Cioè, io voglio assolutamente fare una vita dignitosa, considerare il cibo come il contorno della mia vita, eppure non vorrei mai rinunciarci. La mia è una tranquillità apparente, seguo quello che mi è stato prescritto perché so che lo devo fare, perché non posso fare altrimenti per vivere.
Ma da una parte il mio disturbo è parte integrante di me, è diventata una caratteristica qualsiasi, come avere gli occhi marroni. Ho sempre pensato di poter condurre una vita dignitosa sempre e comunque con il mio "bambino" accanto, come l'ha definito perfettamente Sybil.
Questo è il motivo per cui appena tornata a casa, ho detto a mia madre che sentivo che sarebbe stato tutto inutile. Lei giustamente mi dice "perché lo dici a me?" ed ha ragione. Ma io come tutto nella mia vita ho accettato passivamente di fare questi incontri con la psicologa, di tentare.
Perché quando sei disperato accetti di tutto, anche l'aiuto più superficiale del mondo. Perché si, purtroppo lo percepisco dannatammete superficiale, diciamocelo in questo ambito non esiste giustizia, non esiste a meno che tu non pesi trenta chili, questo è così da sempre e sarà così tristemente per sempre. Basti pensare ai dubbi che hanno su di me per il fatto che pur essendo perfettamente normopeso e scoppiando apparenentemente di salute io stia ancora male dentro. Perché in fondo si guarisce così giusto? Basta mangiare normale, come se il cibo fosse il problema. Che poi lo ammetto, in fondo lo è non penserei sempre a quello altrimenti, ma sappiamo che non è veramente li tutto.
Ma dicevo, ho accettato di vedere la psicologa. È stato un colloquio molto veloce, fuori programma, dettato solo dal fatto che mi hanno mandata li perché sto ancora male per il cibo.
Mi ha chiesto di dirle brevemente la mia storia, (intendeva la famiglia ecc...) ma io ero così STANCA. Sono nauseata dal raccontarla, perché so che è lì che gli psicologi indagano per comporre il puzzle che ti definisce. Io so di essere più intelligente, e questo lo dico senza presunzione assolutamente. Ma io so e l'ho sperimentato, che venire ridotta ad un'adoloscente problematica non mi aiuta, non so fino a che punto. Perché sarebbe tutto così riduttivo e banale.
Ci ho provato a descrivere il rapporto con la mia famiglia, sul serio. Ma non ci sono riuscita, so che quello è un contorno del mio problema, so che il mio problema è diventato un tutt'uno con me. Sono io la mia malattia. Non gli altri, non i miei genitori ma IO.
La mia malattia sta diventando una cosa a se dalle questioni della mia vita come possono essere il rapporto con i miei o con i miei amici, dalla mia vita sociale.
È una cosa a se da tutto questo eppure un tutt'uno con me.
O almeno è così che si sta evolvendo. Io riconosco che queste cose c'entrino ovviamente con la malattia, che l'abbiamo portata allo scoperto in qualche modo, ma so che risolvendolo io non guarirei.
Perché appunto la malattia è una cosa a se ormai e sono io allo stesso tempo.
Tornando alla psicologa mi ha detto che lei lavora con i sogni, che dicono tanto della psiche e che la prossima volta se mi ricordo le racconto di quello che ho sognato. Interessante la cosa dei sogni, chissà se me li ricorderò.
Poi quando mi ha chiesto della mia storia io ho goffamente tentato di dirle che ho un bel rapporto con mia madre ma che mi ha fatta sentire inadeguata nella mia vita, e che con mio padre non ho un rapporto praticamente. La mia voce lì mi stava tradendo, come mai mi veniva da piangere?
Eppure è qui il problema, io mi sentivo stupida dicendo quelle cose, perché ero perfettamente consapevole di come la psicologa e qualunque altro lo avrebbe interpretato. "Ecco qui la povera ragazza insicura, che ha un rapporto difficile coi suoi e che perciò si è ammalata."
È così per tutte in fondo, ma dannazione la ragione non è lì.
Gli psicologi scavano nella mente, no? Allora perché non sanno scavare più profondamente? Non si può ridurre tutto a questo. Spiegatemi perché un bel giorno mi sono fissata col controllo del cibo
Inizio a pensare che non ci sia una ragione, o meglio c'è, ma non si vede. Non si può conoscere.
E io con questo non voglio fare una colpa agli psicologi o ergermi a chissà chi, ma io oggi l'ho capito perfettamente.
Io non so se me la sento di dovermi conformare a quello che loro sanno studiando su dei manuali. Davvero il mio disturbo è tutto lì? Se lo fosse stato sarei già guarita. Penso di aver reso abbastanza quanto il disturbo sia parte di me.
Poi inizio a pensare che potrei sfruttare la mia posizione di superiorità, in quanto conoscitrice nel vero senso della parola del mio disturbo per guarire davvero. In fondo sono stanca, mi sento di ripetere sempre la stessa canzone, dopo un po' stona e non la sopporti più.
Potrei approfittarne per guarire e non dover sentire quella sottile insoddisfazione ogni volta che esco da quel centro, perché so che quello non è quello che avrei voluto dire. E non posso dirlo come dicevo prima, perché scatta l'incomunicabilità, ci ho provato più e più volte credetemi.
A volte sono tentata di firmare e chiudere la cartella dicendo che sono troppo intelligente per stare lì. Ma come potrei dirlo? Già dirlo qui mi fa sembrare presuntuosa, ma credetemi non è quello che intendo.
Ma poi penso anche alle persone che sono guarite li, come hanno fatto? A volte penso che non abbiano raggiunto un certo stadio del DCA, perché allo stadio in cui mi sento io adesso sinceramente non vedo chissà che prospettive di fronte a me, non vedo e non vedrò mai il cibo come un aspetto secondario della mia vita, non mi stuferò mai di andare al supermercato cercando le cose integrali e senza questo e quello, non mi stuferò di pensare di poter trovare la felicità qui, nel mio fantastico e sporco mondo.
Comunque, io ci provo davvero a vedere cosa ne viene fuori da questo incontro con la psicologa, l'unico modo è mettermi al loro pari, accettare che loro possono darmi solo quel tipo di aiuto che per me non sarà mai abbastanza, e trarne tutto ciò che di positivo posso trarne.
È solo mettendomi al loro stesso livello che posso comunicare, le volte in cui ci riesco sono le uniche in cui non mi sento totalmente disperata e insoddisfatta, ma ci vuole tanto impegno farlo.
È frustrante doversi accontentare, ma nel frattempo lo faccio. Infondo, che altre speranze avrei di guarire? Ubriacarmi o drogarmi per non pensare al cibo?
È l'unico aiuto a mia disposizione e a tutte le ragazze che soffrono di dca, la soluzione più logica.
Scusate questo post, mi è venuto di getto. Forse dovrei scrivere più spesso, altrimenti rischio post come questi. Ma vi assicuro che almeno in questo momento è tutto sentito, magari tra un anno ci riderò su.
Oggi sono stata al centro, c'è una novità: da oggi parlo anche con la psicologa. Devo essere sincera? Dal primo momento in cui sono entrata in quella stanza, ho sentito fortissimo e chiarissimo dentro di me che non sarebbe servito a nulla, questo perché io so di essere in una posizione superiore alla loro. È quello che penso da sempre e quello che solo oggi ho realizzato perfettamente, dopo aver letto le parole spiazzanti di Sybil. Oh, quelle parole... Parlano di me. Io so perfettamente che io sono la persona più informata di tutte sul mio disturbo. Ma non solo, sento che qualsiasi cosa esca dallo stereotipo si trasforma in incomprensione e mancata comunicazione. Non ho mai parlato forse dettagliatemente delle mie visite, ma spesso lo psichiatra fa fatica a capire alcuni miei passaggi, come fa lui, che ha studiato a non comprendere la mia mente contorta? Le mie contraddizioni? Questo perché solo io conosco perfettamente il mio disturbo. E con questo non voglio dire che non capisca, altrimenti non farebbe il suo lavoro. Anzi, è quello che forse mi ha aiutato più di tutti ma io non sono lo stereotipo, mi sento stupida quando dico certe cose che vanno fuori dal "manuale" è come se dicessi cose senza senso ai loro occhi. Non so se mi spiego, ma quando cerco di uscire dai preconcetti e dai luoghi comuni, non vengo capita, posso ripetere allo sfinimento che non sto male per il peso, che non mi fa stare tranquilla mantenere il peso perché ormai sono FISSATA con il mio disturbo e che la cosa che mi fa stare male è il pensiero di abbandonarlo,
In fin dei conti io non sono affatto guarita dopo un anno di percorso e sapete cosa? Mi sono accorta che non voglio nemmeno.
Cioè, io voglio assolutamente fare una vita dignitosa, considerare il cibo come il contorno della mia vita, eppure non vorrei mai rinunciarci. La mia è una tranquillità apparente, seguo quello che mi è stato prescritto perché so che lo devo fare, perché non posso fare altrimenti per vivere.
Ma da una parte il mio disturbo è parte integrante di me, è diventata una caratteristica qualsiasi, come avere gli occhi marroni. Ho sempre pensato di poter condurre una vita dignitosa sempre e comunque con il mio "bambino" accanto, come l'ha definito perfettamente Sybil.
Questo è il motivo per cui appena tornata a casa, ho detto a mia madre che sentivo che sarebbe stato tutto inutile. Lei giustamente mi dice "perché lo dici a me?" ed ha ragione. Ma io come tutto nella mia vita ho accettato passivamente di fare questi incontri con la psicologa, di tentare.
Perché quando sei disperato accetti di tutto, anche l'aiuto più superficiale del mondo. Perché si, purtroppo lo percepisco dannatammete superficiale, diciamocelo in questo ambito non esiste giustizia, non esiste a meno che tu non pesi trenta chili, questo è così da sempre e sarà così tristemente per sempre. Basti pensare ai dubbi che hanno su di me per il fatto che pur essendo perfettamente normopeso e scoppiando apparenentemente di salute io stia ancora male dentro. Perché in fondo si guarisce così giusto? Basta mangiare normale, come se il cibo fosse il problema. Che poi lo ammetto, in fondo lo è non penserei sempre a quello altrimenti, ma sappiamo che non è veramente li tutto.
Ma dicevo, ho accettato di vedere la psicologa. È stato un colloquio molto veloce, fuori programma, dettato solo dal fatto che mi hanno mandata li perché sto ancora male per il cibo.
Mi ha chiesto di dirle brevemente la mia storia, (intendeva la famiglia ecc...) ma io ero così STANCA. Sono nauseata dal raccontarla, perché so che è lì che gli psicologi indagano per comporre il puzzle che ti definisce. Io so di essere più intelligente, e questo lo dico senza presunzione assolutamente. Ma io so e l'ho sperimentato, che venire ridotta ad un'adoloscente problematica non mi aiuta, non so fino a che punto. Perché sarebbe tutto così riduttivo e banale.
Ci ho provato a descrivere il rapporto con la mia famiglia, sul serio. Ma non ci sono riuscita, so che quello è un contorno del mio problema, so che il mio problema è diventato un tutt'uno con me. Sono io la mia malattia. Non gli altri, non i miei genitori ma IO.
La mia malattia sta diventando una cosa a se dalle questioni della mia vita come possono essere il rapporto con i miei o con i miei amici, dalla mia vita sociale.
È una cosa a se da tutto questo eppure un tutt'uno con me.
O almeno è così che si sta evolvendo. Io riconosco che queste cose c'entrino ovviamente con la malattia, che l'abbiamo portata allo scoperto in qualche modo, ma so che risolvendolo io non guarirei.
Perché appunto la malattia è una cosa a se ormai e sono io allo stesso tempo.
Tornando alla psicologa mi ha detto che lei lavora con i sogni, che dicono tanto della psiche e che la prossima volta se mi ricordo le racconto di quello che ho sognato. Interessante la cosa dei sogni, chissà se me li ricorderò.
Poi quando mi ha chiesto della mia storia io ho goffamente tentato di dirle che ho un bel rapporto con mia madre ma che mi ha fatta sentire inadeguata nella mia vita, e che con mio padre non ho un rapporto praticamente. La mia voce lì mi stava tradendo, come mai mi veniva da piangere?
Eppure è qui il problema, io mi sentivo stupida dicendo quelle cose, perché ero perfettamente consapevole di come la psicologa e qualunque altro lo avrebbe interpretato. "Ecco qui la povera ragazza insicura, che ha un rapporto difficile coi suoi e che perciò si è ammalata."
È così per tutte in fondo, ma dannazione la ragione non è lì.
Gli psicologi scavano nella mente, no? Allora perché non sanno scavare più profondamente? Non si può ridurre tutto a questo. Spiegatemi perché un bel giorno mi sono fissata col controllo del cibo
Inizio a pensare che non ci sia una ragione, o meglio c'è, ma non si vede. Non si può conoscere.
E io con questo non voglio fare una colpa agli psicologi o ergermi a chissà chi, ma io oggi l'ho capito perfettamente.
Io non so se me la sento di dovermi conformare a quello che loro sanno studiando su dei manuali. Davvero il mio disturbo è tutto lì? Se lo fosse stato sarei già guarita. Penso di aver reso abbastanza quanto il disturbo sia parte di me.
Poi inizio a pensare che potrei sfruttare la mia posizione di superiorità, in quanto conoscitrice nel vero senso della parola del mio disturbo per guarire davvero. In fondo sono stanca, mi sento di ripetere sempre la stessa canzone, dopo un po' stona e non la sopporti più.
Potrei approfittarne per guarire e non dover sentire quella sottile insoddisfazione ogni volta che esco da quel centro, perché so che quello non è quello che avrei voluto dire. E non posso dirlo come dicevo prima, perché scatta l'incomunicabilità, ci ho provato più e più volte credetemi.
A volte sono tentata di firmare e chiudere la cartella dicendo che sono troppo intelligente per stare lì. Ma come potrei dirlo? Già dirlo qui mi fa sembrare presuntuosa, ma credetemi non è quello che intendo.
Ma poi penso anche alle persone che sono guarite li, come hanno fatto? A volte penso che non abbiano raggiunto un certo stadio del DCA, perché allo stadio in cui mi sento io adesso sinceramente non vedo chissà che prospettive di fronte a me, non vedo e non vedrò mai il cibo come un aspetto secondario della mia vita, non mi stuferò mai di andare al supermercato cercando le cose integrali e senza questo e quello, non mi stuferò di pensare di poter trovare la felicità qui, nel mio fantastico e sporco mondo.
Comunque, io ci provo davvero a vedere cosa ne viene fuori da questo incontro con la psicologa, l'unico modo è mettermi al loro pari, accettare che loro possono darmi solo quel tipo di aiuto che per me non sarà mai abbastanza, e trarne tutto ciò che di positivo posso trarne.
È solo mettendomi al loro stesso livello che posso comunicare, le volte in cui ci riesco sono le uniche in cui non mi sento totalmente disperata e insoddisfatta, ma ci vuole tanto impegno farlo.
È frustrante doversi accontentare, ma nel frattempo lo faccio. Infondo, che altre speranze avrei di guarire? Ubriacarmi o drogarmi per non pensare al cibo?
È l'unico aiuto a mia disposizione e a tutte le ragazze che soffrono di dca, la soluzione più logica.
Scusate questo post, mi è venuto di getto. Forse dovrei scrivere più spesso, altrimenti rischio post come questi. Ma vi assicuro che almeno in questo momento è tutto sentito, magari tra un anno ci riderò su.
sabato 2 gennaio 2016
Aggiornamenti
Questo post inizierà in un modo banale e scontato.. Ma prima di iniziare ci tenevo a fare gli auguri a tutte. Sono la prima a non crederci molto ma un augurio non fa mai male, quello che conta è l'intenzione che c'è dietro.
Non voglio farmi troppe illusioni, altrimenti va a finire che rimango delusa.
Una cosa però è certa, quest'anno per me significa molti cambiamenti e ho paura. Ho paura di non riuscire a finire la scuola in condizioni psicofisiche decenti, visto quello che è successo recentemente e di cui vi parlerò tra poco. Ho paura del dopo, io vorrei andare fuori all'università. Ad ogni persona che mi chiede io rispondo di voler continuare con le lingue, di voler fare interpretariato. Ma allo stesso tempo ho un sacco di dubbi. Ho persino pensato che se fallissi il test a settembre, andrei a studiare scienze dell'alimentazione (ahahah). E non so se sono condizionata dal mio disturbo, non so se è più un tentativo di salvare me stessa, di conoscere da vicino ciò che mi distrugge. Fatto sta che mi è venuta questa malsana idea, e sembra appassionarmi più delle lingue che erano la mia certezza. So che può sembrare da pazzi masochisti, io stessa ho molti dubbi. Però allo stesso tempo c'è qualcosa che mi affascina così tanto, studiare i processi del corpo, come sono fatti gli alimenti, avere una conoscenza scientifica e consapevole, poter aiutare altre persone. Questo mi affascina moltissimo. Mi diverto un sacco a fare le ricerche sugli alimenti, compro cose che sono considerate strane e cerco di convincere i miei famigliari che sono buone.
Scusate, mi vergogno molto di aver detto questa cosa e non so nemmeno perché visto che ho aperto il blog proprio per parlare a vanvera e dare sfogo ai miei deliri. Per ora chiudo qua questo argomento, mi mette ansia pensare al mio futuro ora.
Passo ad aggiornarvi su alcune cose a cui accennavo prima. Penso che farò dei punti così da non essere troppo dispersiva come al solito.
• Situazione scuola: Dall'ultima volta che ho scritto è stato sempre più difficile. Non parlo dei voti o del rendimento scolastico perché NON SO davvero come cavolo faccia ma non ho fatto danni da quel punto di vista. Ma parlo proprio della fatica a stare lì, emotiva e fisica. Gli attacchi di panico sono stati all'ordine del giorno, e mi facevano stare davvero malissimo. Ne ho parlato anche con lo psichiatra, ma di questo parlerò in un altro punto. Non ho mai fatto così fatica, per quanto vi possa spiegare come mi sono sentita non riuscirò mai a rendere l'idea. Gli ultimi giorni li ho passati a piangere, senza dire niente a nessuno. E nessuno che si accorgesse. Quando è arrivato l'ultimo giorno è stato un sollievo non indifferente, ma mi sono portata gli strascichi di malessere per tutti i primi giorni di vacanza. Gli sbandamenti continui, lo stato confusionale... Giorni interi passati così. Lo stato confusionale sta diventando un problema, quando parlavo con gli altri ero in uno stato di derealizzazione e non riuscivo proprio a connettere col cervello ed inserirmi bene nella realtà. In conclusione: HO SERIAMENTE PAURA DI TORNARE IN QUEL POSTO.
• Vita sociale: Diciamo che qui ho fatto parecchi passi avanti. La maggior parte di questi giorni di vacanza sono uscita, anche in quello stato psicofisico in cui mi trovavo. Complice il fatto che con le persone con cui sono uscita mi trovassi meglio rispetto ad altre, complice il fatto che mi ero imposta di uscire lo stesso perché tanto erano giorni che stavo così l'ho fatto. Sono uscita più in questi giorni che nell'ultimo anno probabilmente. Un giorno in particolare ho fatto davvero fatica, tenevo l'equilibrio a fatica anche da seduta e dopo essermi costretta a ingerire più zuccheri mi sono sentita meglio.
Più che essere riuscita a distarmi ho provato solo una grande soddisfazione personale.
• Natale/Capodanno: Il Natale l'ho passato in famiglia, tutto sommato è stato abbastanza tranquillo. Il Capodanno invece l'ho passato a casa, con mia sorella e i miei. All'inizio il programma era di prendere coraggio e accettare la proposta di andare con le mie compagne di classe, ma l'amico che conosco meglio è partito in vacanza quindi mi sarei sentita fuori luogo. Con la mia amica erano già in troppi. Insomma, una serie di cose ha voluto che restassi a casa, ma sinceramente non mi è dispiaciuto affatto. Ho fatto la pizza e il dolce con mia sorella, ed ho anche assaggiato tutto.
• Situazione cibo/centro: Qui ci sarebbe un sacco da dire. In breve ho parlato allo psichiatra degli attacchi di panico, delle ossessioni che mi fanno impazzire. Lui mi ha dato questo periodo delle vacanze di pausa, il 13 ho l'appuntamento e inizieremo a parlare di terapia con gli psicofarmaci. A me questa cosa fa paura. Io ho sempre fatto di tutto per non prenderli, ho il terrore che peggiorino la situazione. Ma da una parte non posso nemmeno rischiare di fare un mese di assenze a scuola o pesino di lasciarla visto che questo stato mi impedisce seriamente di andarci in alcuni giorni. E giuro che ho pensato di farla finita.
Se lo ritengono necessario vedrò se sarà di supporto ma la paura è tantissima. Io che ho sempre ritenuto di essere una persona equilibrata. Ho la convinzione che i farmaci possano risolvere il sintomo, ma non il problema alla base. E questo è grave. Io sono andata in psicoterapia per questo, ma fino ad ora non mi pare di aver scoperto grandi cose. A parte il fatto che è insito nel mio carattere essere così rigida e ossessiva. Nella mia vita ho sempre avuto questo tipo di comportamento su altre cose, ho capito che il controllo del cibo era una conseguenza scontata. Lo psichiatra dice che è il circolo ossessivo che peggiora gli attacchi di panico.. Che se lo aspettavano che col piano alimentare impazzissi. Qui arriviamo al rapporto col cibo, in generale sono meno tranquilla, vivo tutto con più rigidità di prima, la qualità degli alimenti mi ossessiona di più, ma è come se ne avessi sentito il bisogno. Non penso che dipenda dal piano alimentare, visto che durante questo mese e più l'ho preso come una guida e non mi ci sono mai ossessionata. Ma penso che sia stato proprio un bisogno. Non ho eliminato particolari cose perché davvero, non ne sarei capace e non mi salterebbe in mente di eliminare i carboidrati a cena. E infondo so che non è quello che voglio. Ma certamente ho mangiato meno del solito nell'ultimo periodo, la dietista mi ha detto di aver perso qualcosa, ma sinceramente non mi sono accorta di nulla, anzi. Io sono convinta che sia stato anche l'effetto post-ciclo che mi a sgonfiare un po'.
In conclusione dopo la visita del 23 dicembre avevamo deciso di affidare la mia alimentazione a mia madre, ma io davvero non riesco a fidarmi. Lei fa tutto a occhio, e non ci pensa nemmeno a mettersi a pesare le cose.
Nonostante ciò sono riuscita a gestire le varie cene e pranzi, ho assaggiato tutto e non mi sono negata le cose.
Però mi sento instabile e boh, mi sembra di vivere continuamente lo stesso calvario.
Questi giorni di vacanza mi stanno sfuggendo di mano, non voglio che finiscano così in fretta. Non riesco a godermeli completamente.
Penso di essere riuscita ad aver detto tutto..
Scusate l'assenza, sentivo il bisogno di scrivere e fare un aggiornamento.
Mi sono resa conto che è un anno che ho aperto questo blog, volevo RINGRAZIARVI, DALLA PRIMA ALL'ULTIMA. E se non fosse stato per questo blog non avrei conosciuto persone così meravigliose, non avrei conosciuto l'unica persona che ha salvato quest'anno che non so nemmeno come definire.
domenica 22 novembre 2015
?
Ultimamente passa sempre un millennio da l'ultimo post che scrivo e il prossimo, e finisce sempre che ho tante cose da dire che non so da dove iniziare.
Oggi mi sembrava il momento più adatto per scrivere, anche se la domenica mi angoscia sempre tantissimo, come se non bastasse poi mi é morto il cellulare da ieri sera e non riesco proprio a farlo accendere, mi ritroverò con mille messaggi del gruppo classe e persone che mi chiedono appunti di italiano.
Passando al motivo per cui ho scritto il post avrei tantissime cose da dire. Il mio rapporto con il cibo al momento non so definirlo. Diciamo che la situazione é questa: so solo che mi sento in trappola, che sia un' alimentazione normale o meno io mi sento sempre allo stesso modo. Ed anche peggio visto che mi faccio praticamente schifo, ed é questa la cosa che mi fa più paura di tutte, non faccio progressi mentalmente, non penso ad altro che al cibo comunque ed a farmi film mentali su come dimagrire di nuovo. Però mantengo la mia alimentazione solita da più di due mesi, non saprei proprio definire questa situazione.
Mi sento al punto di mollare ogni giorno, ma allo stesso tempo in certi giorni meglio altri meno riesco a non eliminare i carboidrati anche se é stata una giornata di merda o cose del genere, un passo avanti ENORME lo riconosco. Si presuppone che io stia meglio visto che ho recuperato sia chili che alimentazione più normale, sempre con le mie paure ma completamente diversa rispetto a prima, eppure io sto male e non me lo spiego, e non riesco nemmeno a farlo capire agli altri. Visto che al centro credevano che il disturbo si stesse alleviando solo perché faccio "il mio dovere". Per capire cosa dirò dopo devo fare una premessa, cercherò di essere sintetica. Come voi sapete io non ho avuto un piano alimentare, ho fatto il mio percorso da sola con le mie sole conoscenze di me stessa e del mio corpo, ma io così non mi sono mai sentita sicura e penso che il mio non fare progressi mentalmente sia derivato anche un po' da quello. Dopo una visita al centro di qualche settimana fa uscii da quell' ospedale piangendo, con un dolore dentro lancinante visto che mi sembrava di star sbagliando tutto. Non conosco il mio peso e mi spaventa da morire, ma so che il mio BMI é perfettamente normopeso e che dal mio corpo "non si direbbe che ho paura del cibo" come ha detto la dietista l'ultima volta, ma questo so che nessuno lo ha sospettato mai, nemmeno con sei chili e passa in meno di ora (faccio supposizioni perché non conosco il mio peso da un po' ma ne ho un'idea) quindi non mi ha nemmeno toccata più di tanto, ma questo é successo nell'ultima visita.
In quella visita di qualche settimana fa sono andata in crisi perché la dietista cercando di darmi consigli qualitativi mi ha fatto sentire che stavo sbagliando, che i biscotti non saziano, ha avuto da ridire persino sulla torta di mele, cose che FATICOSAMENTE ero riuscita a mangiare e questo mi ha distrutta. Non dovrebbe essere così? Non si dovrebbe cercare di mangiare biscotti, un pezzo di torta per guarire da un disturbo alimentare restrittivo?
Una volta ero riuscita a mangiare i biscotti a merenda, grande conquista. Peccato che lei mi abbia smontato tutto dicendo che era meglio una fetta di pane con l'olio, ed a colazione lei mangia il pane con la marmellata per sentirsi sazia. In pratica mi ha consigliato pane, che già mangio allo spuntino quindi la mia alimentazione doveva essere costituita interamente da pane secondo quello che diceva lei. Il mio bisogno di un piano alimentare era già presente, ma dopo quell'episodio si era rafforzato ancora di più, anche se nella visita successiva la nutrizionista aveva corretto il tiro dicendo che me lo aveva detto non perché stavo prendendo peso o sbagliassi ma per darmi un consiglio qualitativo. Ma il mio bisogno del piano era sempre lì, visto che mi stavano anche consigliando di fare attività fisica ma per una vita sana e per distrarmi e non per dimagrire, ma io l'ho sempre vissuto così, come se fossi una vacca grassa che deve contenrsi e fare attività fisica a vita sennò ingrassa. Con le varie visite poi ho capito che non vogliono farmi dimagrire come diceva la mia mente malata, anche perché sarebbe stato ridicolo diciamocelo. Però io lo pensavo fermamente e a volte anche adesso.
In realta loro si sono sempre opposti al piano per paura che io restringessi e che avrei preso lo schema come un mezzo di controllo per dimagrire di nuovo, io non ho seguito molto questo loro ragionamento. Se davvero avessi avuto questa intenzione lo avrei fatto in altri modi e da sola.
Io volevo solo essere SICURA di mantenere nel modo più sano possibile, loro mi dicono che rimango stabile ma non mi fido perché loro non considerano aumento nemmeno 400 gr, e so che possono essere tutto ma io non mi fido ancora, visto che mi faccio più schifo ogni giorno che passa.
Così alla fine ho ottenuto il fantomatico piano, dopo aver espresso più volte che altrimenti avrei ristretto di nuovo e sarei probabilmente caduta nelle abbuffate, perché ragazze il mio corpo non ce la fa più, non si fida ancora e ormai credo che il metabolismo si sia velocizzato e se tolgo una briciola sto male, sto creando anche di muovermi di più, vado sempre in bici a scuola ultimamente e sono comunque una ventina di minuti tra andata e ritorno ma prima nemmeno ce l'avrei fatta con il sottopeso. Questo però mi porta ad essere molto più affamata e di conseguenza se una volta non voglio portare a scuola il pane non posso, perché sennò il mio corpo ha reazioni strane.
Questa cosa mi manda abbastanza in crisi, ma me lo merito dopo due anni in cui ho eliminato il pane.
Quindi dicevo arrivando alla fine di questo discorso infinito e intricato che ho ottenuto il piano, ma questo piano é praticamente uguale al piano che mi ero costruita da sola, se non fosse per le indicazioni più precise delle quantità d'olio su cui avevo il braccio un po' troppo corto rispetto alla quantità che mi é stata consigliata, oppure sulla quantità di carne o di pesce e di pasta, mi ha anche lasciato il panino a scuola aumentandomi addirittura la quantità di prosciutto. Non so che mi aspettassi in realtà , ma sicuramente una cosa diversa da quella che mi ero costruita io visto che mi aveva fatta sentire "in errore". Probabilelmnte avevo percepito male io, probabilmente mi stava solo dicendo di variare e scegliere cose più sazianti, sicuramente. Ma adesso quello che mi lascia perplessa é che ho realizzato che mi hanno trascritto su una cartellina verde praticamente quello che mangio io, se non con quantità più precise e condimenti. L'hanno fatto perché volevano farmi stare sicura con il piano, ma allo stesso tempo mi hanno lasciato quasi tutto ciò che mangio per paura che poi dimagrisco, addirittura per una volta che avevo trascritto nel mio diario alimentare ( che ho sempre continuato a fare) di aver mangiato uno snack della loacker al cioccolato me lo ha messo nel piano 1-2 volte a settimana aggiungendo che il piano me lo ha fatto ma é solo una base e che devo mangiare 1-2 volte a settimana lo snack più calorico che ho.
Ciò che mi ha mandata in confusione in sintesi é questo, il cambio di atteggiamento che hanno avuto prima volendomi dare consigli e poi correggendo il tiro essendosi accorti che ormai mantengo così e se mangio meno dimagrisco. La dietista ha detto che ero arrivata io al piano, infatti é praticamente uguale.
In questi giorni da mercoledì non l'ho seguito alla lettera, mi sono adattata a quello che cucinava mia madre per tutti come mi é stato detto di fare, e se ad esempio un giorno avevo la carne ma io avevo la ricotta in frigo ho mangiato quella, oppure cambiano tipo di biscotti visto che gli oro saiwa non mi fanno impazzire e non li avrei comprati apposta, mi sembra anche noioso mangiare solo quelli. Oggi stesso poi a colazione ho mangiato lo yogurt invece che il latte e dei biscotti alla nocciola.
Ho paura che mi dicano che sbaglio, ho paura che mi dicano che ho tanto voluto il piano e non lo rispetto.
Faccio anche fatica ad usare 40 gr di olio al giorno, sinceramente.
Questa é la situazione al momento, mi trovo di fronte ad un grande punto interrogativo e non so dove mi porteranno i pensieri che permangono nella mia testa.
Alla fine non ho altra scelta che continuare visto che se restringo di nuovo va a finire male.
Però io sto male e non so come fare, non so come fare a far riprendere la mente.
Oggi pomeriggio farò anche la pizza con mia sorella e non riesco ad essere completamente felice perché ho l'ansia di mangiarla, cosa che fino a qualche tempo fa era migliorata.
Vi abbraccio, spero di riuscire ad essere più presente, sennò finisce che faccio post lunghissimi e contorti come questo.
Oggi mi sembrava il momento più adatto per scrivere, anche se la domenica mi angoscia sempre tantissimo, come se non bastasse poi mi é morto il cellulare da ieri sera e non riesco proprio a farlo accendere, mi ritroverò con mille messaggi del gruppo classe e persone che mi chiedono appunti di italiano.
Passando al motivo per cui ho scritto il post avrei tantissime cose da dire. Il mio rapporto con il cibo al momento non so definirlo. Diciamo che la situazione é questa: so solo che mi sento in trappola, che sia un' alimentazione normale o meno io mi sento sempre allo stesso modo. Ed anche peggio visto che mi faccio praticamente schifo, ed é questa la cosa che mi fa più paura di tutte, non faccio progressi mentalmente, non penso ad altro che al cibo comunque ed a farmi film mentali su come dimagrire di nuovo. Però mantengo la mia alimentazione solita da più di due mesi, non saprei proprio definire questa situazione.
Mi sento al punto di mollare ogni giorno, ma allo stesso tempo in certi giorni meglio altri meno riesco a non eliminare i carboidrati anche se é stata una giornata di merda o cose del genere, un passo avanti ENORME lo riconosco. Si presuppone che io stia meglio visto che ho recuperato sia chili che alimentazione più normale, sempre con le mie paure ma completamente diversa rispetto a prima, eppure io sto male e non me lo spiego, e non riesco nemmeno a farlo capire agli altri. Visto che al centro credevano che il disturbo si stesse alleviando solo perché faccio "il mio dovere". Per capire cosa dirò dopo devo fare una premessa, cercherò di essere sintetica. Come voi sapete io non ho avuto un piano alimentare, ho fatto il mio percorso da sola con le mie sole conoscenze di me stessa e del mio corpo, ma io così non mi sono mai sentita sicura e penso che il mio non fare progressi mentalmente sia derivato anche un po' da quello. Dopo una visita al centro di qualche settimana fa uscii da quell' ospedale piangendo, con un dolore dentro lancinante visto che mi sembrava di star sbagliando tutto. Non conosco il mio peso e mi spaventa da morire, ma so che il mio BMI é perfettamente normopeso e che dal mio corpo "non si direbbe che ho paura del cibo" come ha detto la dietista l'ultima volta, ma questo so che nessuno lo ha sospettato mai, nemmeno con sei chili e passa in meno di ora (faccio supposizioni perché non conosco il mio peso da un po' ma ne ho un'idea) quindi non mi ha nemmeno toccata più di tanto, ma questo é successo nell'ultima visita.
In quella visita di qualche settimana fa sono andata in crisi perché la dietista cercando di darmi consigli qualitativi mi ha fatto sentire che stavo sbagliando, che i biscotti non saziano, ha avuto da ridire persino sulla torta di mele, cose che FATICOSAMENTE ero riuscita a mangiare e questo mi ha distrutta. Non dovrebbe essere così? Non si dovrebbe cercare di mangiare biscotti, un pezzo di torta per guarire da un disturbo alimentare restrittivo?
Una volta ero riuscita a mangiare i biscotti a merenda, grande conquista. Peccato che lei mi abbia smontato tutto dicendo che era meglio una fetta di pane con l'olio, ed a colazione lei mangia il pane con la marmellata per sentirsi sazia. In pratica mi ha consigliato pane, che già mangio allo spuntino quindi la mia alimentazione doveva essere costituita interamente da pane secondo quello che diceva lei. Il mio bisogno di un piano alimentare era già presente, ma dopo quell'episodio si era rafforzato ancora di più, anche se nella visita successiva la nutrizionista aveva corretto il tiro dicendo che me lo aveva detto non perché stavo prendendo peso o sbagliassi ma per darmi un consiglio qualitativo. Ma il mio bisogno del piano era sempre lì, visto che mi stavano anche consigliando di fare attività fisica ma per una vita sana e per distrarmi e non per dimagrire, ma io l'ho sempre vissuto così, come se fossi una vacca grassa che deve contenrsi e fare attività fisica a vita sennò ingrassa. Con le varie visite poi ho capito che non vogliono farmi dimagrire come diceva la mia mente malata, anche perché sarebbe stato ridicolo diciamocelo. Però io lo pensavo fermamente e a volte anche adesso.
In realta loro si sono sempre opposti al piano per paura che io restringessi e che avrei preso lo schema come un mezzo di controllo per dimagrire di nuovo, io non ho seguito molto questo loro ragionamento. Se davvero avessi avuto questa intenzione lo avrei fatto in altri modi e da sola.
Io volevo solo essere SICURA di mantenere nel modo più sano possibile, loro mi dicono che rimango stabile ma non mi fido perché loro non considerano aumento nemmeno 400 gr, e so che possono essere tutto ma io non mi fido ancora, visto che mi faccio più schifo ogni giorno che passa.
Così alla fine ho ottenuto il fantomatico piano, dopo aver espresso più volte che altrimenti avrei ristretto di nuovo e sarei probabilmente caduta nelle abbuffate, perché ragazze il mio corpo non ce la fa più, non si fida ancora e ormai credo che il metabolismo si sia velocizzato e se tolgo una briciola sto male, sto creando anche di muovermi di più, vado sempre in bici a scuola ultimamente e sono comunque una ventina di minuti tra andata e ritorno ma prima nemmeno ce l'avrei fatta con il sottopeso. Questo però mi porta ad essere molto più affamata e di conseguenza se una volta non voglio portare a scuola il pane non posso, perché sennò il mio corpo ha reazioni strane.
Questa cosa mi manda abbastanza in crisi, ma me lo merito dopo due anni in cui ho eliminato il pane.
Quindi dicevo arrivando alla fine di questo discorso infinito e intricato che ho ottenuto il piano, ma questo piano é praticamente uguale al piano che mi ero costruita da sola, se non fosse per le indicazioni più precise delle quantità d'olio su cui avevo il braccio un po' troppo corto rispetto alla quantità che mi é stata consigliata, oppure sulla quantità di carne o di pesce e di pasta, mi ha anche lasciato il panino a scuola aumentandomi addirittura la quantità di prosciutto. Non so che mi aspettassi in realtà , ma sicuramente una cosa diversa da quella che mi ero costruita io visto che mi aveva fatta sentire "in errore". Probabilelmnte avevo percepito male io, probabilmente mi stava solo dicendo di variare e scegliere cose più sazianti, sicuramente. Ma adesso quello che mi lascia perplessa é che ho realizzato che mi hanno trascritto su una cartellina verde praticamente quello che mangio io, se non con quantità più precise e condimenti. L'hanno fatto perché volevano farmi stare sicura con il piano, ma allo stesso tempo mi hanno lasciato quasi tutto ciò che mangio per paura che poi dimagrisco, addirittura per una volta che avevo trascritto nel mio diario alimentare ( che ho sempre continuato a fare) di aver mangiato uno snack della loacker al cioccolato me lo ha messo nel piano 1-2 volte a settimana aggiungendo che il piano me lo ha fatto ma é solo una base e che devo mangiare 1-2 volte a settimana lo snack più calorico che ho.
Ciò che mi ha mandata in confusione in sintesi é questo, il cambio di atteggiamento che hanno avuto prima volendomi dare consigli e poi correggendo il tiro essendosi accorti che ormai mantengo così e se mangio meno dimagrisco. La dietista ha detto che ero arrivata io al piano, infatti é praticamente uguale.
In questi giorni da mercoledì non l'ho seguito alla lettera, mi sono adattata a quello che cucinava mia madre per tutti come mi é stato detto di fare, e se ad esempio un giorno avevo la carne ma io avevo la ricotta in frigo ho mangiato quella, oppure cambiano tipo di biscotti visto che gli oro saiwa non mi fanno impazzire e non li avrei comprati apposta, mi sembra anche noioso mangiare solo quelli. Oggi stesso poi a colazione ho mangiato lo yogurt invece che il latte e dei biscotti alla nocciola.
Ho paura che mi dicano che sbaglio, ho paura che mi dicano che ho tanto voluto il piano e non lo rispetto.
Faccio anche fatica ad usare 40 gr di olio al giorno, sinceramente.
Questa é la situazione al momento, mi trovo di fronte ad un grande punto interrogativo e non so dove mi porteranno i pensieri che permangono nella mia testa.
Alla fine non ho altra scelta che continuare visto che se restringo di nuovo va a finire male.
Però io sto male e non so come fare, non so come fare a far riprendere la mente.
Oggi pomeriggio farò anche la pizza con mia sorella e non riesco ad essere completamente felice perché ho l'ansia di mangiarla, cosa che fino a qualche tempo fa era migliorata.
Vi abbraccio, spero di riuscire ad essere più presente, sennò finisce che faccio post lunghissimi e contorti come questo.
domenica 25 ottobre 2015
Il fascino del perdere peso.
Le 9:20 di mattina, sono stanca ma non riesco a dormire per i troppi pensieri.
In questo periodo il tempo, la voglia di scrivere mi mancano. Ma qualcosa devo pur scrivere altrimenti scoppio.
Senza troppi giri di parole: sto male. Sto male perché il pensiero della magrezza e della restrizione mi assillano ancora, il pensiero di annullarmi mi assilla ancora, la paura di ingrassare all'infinito mi assilla ancora, se già mi faccio schifo ora come farei con altro peso in più?
Mercoledì sono andata al centro, e nonostante la cosa che temevo di più non si è verificata non riesco a stare tranquilla, sono rimasta stabile ma fatico a crederci. Mi viene solo da piangere, non ce la faccio davvero più. Dovrei essere felice di aver mantenuto il peso (anche se non ci credo molto) ed invece non ci riesco, non oggi. In certi giorni sono davvero determinata a farcela, mi sforzo di andarmi bene così perché questo peso mi consente di vivere e devo vivere il mio corpo come dice la dietista, ma a volte non ce la faccio.
Penso solo a questi fianchi enormi che sono cresciuti e non ne ho il coraggio, non riesco ad essere serena, e mi chiedo perché la malattia si attacchi alla magrezza, perché proprio la magrezza.
Mentre scrivo qualche lacrima mi è venuta, e vorrei solo spegnere il cervello e addormentarmi per tutto il giorno.
Oggi non ce la faccio ad essere forte, nonostante non abbia ristretto niente, io non so davvero che fare. I pensieri malati mi stanno invadendo e mi sento in bilico, io non voglio cadere di nuovo dopo così tanta fatica, non voglio riziare tutto per l'ennesima volta.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il compleanno a cui sono andata ieri, mi faceva piacere andarci e non ho trovato nessuna scusa, ho accettato subito perché sono molto legata a questa ragazza e non la vedo mai.
Ma mentre mi vestivo quella vista di quei fianchi, di quelle gambe, mi faceva impazzire.
Fatico ad abituarmi, quando non li avevo lo davo per scontato, ora ho fatto la scoperta che dei fianchi li ho anche io. Forse solo chi ha un disturbo alimentare pretende di non averne, ma è più forte di me, mi fanno ribrezzo e vorrei strapparmeli via.
Nonostante tutto vado al compleanno, per il cibo ci hanno servito loro e non era a buffet, ci sono stati prima una sorta di antipasti e potevi scegliere tu cosa prendere e poi ci hanno portato del salmone che non ho mangiato, una lasagna e poi la torta.
Mi sono sentita SPORCA, quel cibo era pesantissimo, unto, il solo pensiero di averlo ingerito mi fa sentire sporca.
Mai mangiate cose così pesanti e artefatte, la torta sembrava presa al supermercato e la lasagna strabordava di olio ed era pesantissima, mai mangiata una cosa del genere, solo a pensarci ho i brividi. Gli antipasti erano meglio ma comunque non sono riuscita ad essere serena.
Già per questi pensieri stavo male, ma comunque cercavo di distrarmi, ma poi mi sono sorpresa di quanto sia ancora debole di fronte a certe situazioni. C'era una ragazza che conosco magrissima per costituzione, le tipiche persone che mangiano due piatti di pasta, il secondo e il dolce e non ingrassano, magrissime da una vita. Fin qui niente di strano, sono abituata ad essere circondata da persone così e me ne faccio una ragione. Il problema è sorto quando questa ragazza ha detto di essere stata male, a causa della mononucleosi aveva mangiato meno del solito e ha chiesto alle sue amiche de avesse perso peso perché aveva perso un chilo. Lì mi è scattato qualcosa, vedere quelle gambe mi disturbava, e mi ha fatto pensare a quando pesavo più di cinque chili in meno di ora, sebbene io ci pensi praticamente SEMPRE.
C'è qualcosa di affascinante nel perdere peso, fondamentalmente è questo che mi ha disturbata, il fatto che qualcuno DIMAGRISCA, non la sua magrezza in se. Le persone già magre di solito non mi fanno nessun effetto, io vorrei tornare ad essere come ero IO, non mi interessa degli altri, rivoglio solo l'effetto di come mi faceva sentire perdere peso.
Quando qualcuno dice "ho perso un chilo" mi chiedo come possano essere indifferenti, per me c'è qualcosa di magico e affascinante in tutto ciò, penso sarà così per sempre. Perdere peso mi permette di non pensare, di anestetizzarmi, di sentirmi meno uno schifo.
Quella frase "ho perso un chilo", quella stupida frase è riuscita a farmi scatenare dentro una serie di pensieri assurdi. Vorrei tanto perderlo io, e perdere all'infinto, magari non mi vedrei neanche, ma lo vorrei solo per il gusto del perdere peso in se, per quello che mi fa provare, e insieme a quei chili vorrei perdere tutto il peso che mi porto dentro.
Perché non è facile per niente non restringere dopo aver provato queste sensazioni, accettare il fatto che devo avere un corpo normale e questo significa anche avere delle forme.
Al tempo stesso tutta questa situazione mi sembra ridicola, qualche notte fa ho improvissamente pensato alla morte, e questo mi ha angosciata perché ho realizzato che un giorno tutto questo schifo che sto passando non sarà contato un cazzo, che in un attimo tutto finirà e che senso ha avuto passare tutto ciò?
Il fatto che io pensi SOLO a questo, solo al cibo mi ha angosciata da morire. Mi sento in trappola, ne ho fatto la mia vita, e come mi ha detto Sybil quando realizzi di avere qualcosa ne fai la tua ragione di vita ed è finita per tutto ciò che c'era di normale prima.
Tutto quello che ho detto non ha senso, ma è stato un minimo liberatorio, vorrei solo che questa giornata finisse ora.
Vi abbraccio e grazie di essere sempre qui.
In questo periodo il tempo, la voglia di scrivere mi mancano. Ma qualcosa devo pur scrivere altrimenti scoppio.
Senza troppi giri di parole: sto male. Sto male perché il pensiero della magrezza e della restrizione mi assillano ancora, il pensiero di annullarmi mi assilla ancora, la paura di ingrassare all'infinito mi assilla ancora, se già mi faccio schifo ora come farei con altro peso in più?
Mercoledì sono andata al centro, e nonostante la cosa che temevo di più non si è verificata non riesco a stare tranquilla, sono rimasta stabile ma fatico a crederci. Mi viene solo da piangere, non ce la faccio davvero più. Dovrei essere felice di aver mantenuto il peso (anche se non ci credo molto) ed invece non ci riesco, non oggi. In certi giorni sono davvero determinata a farcela, mi sforzo di andarmi bene così perché questo peso mi consente di vivere e devo vivere il mio corpo come dice la dietista, ma a volte non ce la faccio.
Penso solo a questi fianchi enormi che sono cresciuti e non ne ho il coraggio, non riesco ad essere serena, e mi chiedo perché la malattia si attacchi alla magrezza, perché proprio la magrezza.
Mentre scrivo qualche lacrima mi è venuta, e vorrei solo spegnere il cervello e addormentarmi per tutto il giorno.
Oggi non ce la faccio ad essere forte, nonostante non abbia ristretto niente, io non so davvero che fare. I pensieri malati mi stanno invadendo e mi sento in bilico, io non voglio cadere di nuovo dopo così tanta fatica, non voglio riziare tutto per l'ennesima volta.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il compleanno a cui sono andata ieri, mi faceva piacere andarci e non ho trovato nessuna scusa, ho accettato subito perché sono molto legata a questa ragazza e non la vedo mai.
Ma mentre mi vestivo quella vista di quei fianchi, di quelle gambe, mi faceva impazzire.
Fatico ad abituarmi, quando non li avevo lo davo per scontato, ora ho fatto la scoperta che dei fianchi li ho anche io. Forse solo chi ha un disturbo alimentare pretende di non averne, ma è più forte di me, mi fanno ribrezzo e vorrei strapparmeli via.
Nonostante tutto vado al compleanno, per il cibo ci hanno servito loro e non era a buffet, ci sono stati prima una sorta di antipasti e potevi scegliere tu cosa prendere e poi ci hanno portato del salmone che non ho mangiato, una lasagna e poi la torta.
Mi sono sentita SPORCA, quel cibo era pesantissimo, unto, il solo pensiero di averlo ingerito mi fa sentire sporca.
Mai mangiate cose così pesanti e artefatte, la torta sembrava presa al supermercato e la lasagna strabordava di olio ed era pesantissima, mai mangiata una cosa del genere, solo a pensarci ho i brividi. Gli antipasti erano meglio ma comunque non sono riuscita ad essere serena.
Già per questi pensieri stavo male, ma comunque cercavo di distrarmi, ma poi mi sono sorpresa di quanto sia ancora debole di fronte a certe situazioni. C'era una ragazza che conosco magrissima per costituzione, le tipiche persone che mangiano due piatti di pasta, il secondo e il dolce e non ingrassano, magrissime da una vita. Fin qui niente di strano, sono abituata ad essere circondata da persone così e me ne faccio una ragione. Il problema è sorto quando questa ragazza ha detto di essere stata male, a causa della mononucleosi aveva mangiato meno del solito e ha chiesto alle sue amiche de avesse perso peso perché aveva perso un chilo. Lì mi è scattato qualcosa, vedere quelle gambe mi disturbava, e mi ha fatto pensare a quando pesavo più di cinque chili in meno di ora, sebbene io ci pensi praticamente SEMPRE.
C'è qualcosa di affascinante nel perdere peso, fondamentalmente è questo che mi ha disturbata, il fatto che qualcuno DIMAGRISCA, non la sua magrezza in se. Le persone già magre di solito non mi fanno nessun effetto, io vorrei tornare ad essere come ero IO, non mi interessa degli altri, rivoglio solo l'effetto di come mi faceva sentire perdere peso.
Quando qualcuno dice "ho perso un chilo" mi chiedo come possano essere indifferenti, per me c'è qualcosa di magico e affascinante in tutto ciò, penso sarà così per sempre. Perdere peso mi permette di non pensare, di anestetizzarmi, di sentirmi meno uno schifo.
Quella frase "ho perso un chilo", quella stupida frase è riuscita a farmi scatenare dentro una serie di pensieri assurdi. Vorrei tanto perderlo io, e perdere all'infinto, magari non mi vedrei neanche, ma lo vorrei solo per il gusto del perdere peso in se, per quello che mi fa provare, e insieme a quei chili vorrei perdere tutto il peso che mi porto dentro.
Perché non è facile per niente non restringere dopo aver provato queste sensazioni, accettare il fatto che devo avere un corpo normale e questo significa anche avere delle forme.
Al tempo stesso tutta questa situazione mi sembra ridicola, qualche notte fa ho improvissamente pensato alla morte, e questo mi ha angosciata perché ho realizzato che un giorno tutto questo schifo che sto passando non sarà contato un cazzo, che in un attimo tutto finirà e che senso ha avuto passare tutto ciò?
Il fatto che io pensi SOLO a questo, solo al cibo mi ha angosciata da morire. Mi sento in trappola, ne ho fatto la mia vita, e come mi ha detto Sybil quando realizzi di avere qualcosa ne fai la tua ragione di vita ed è finita per tutto ciò che c'era di normale prima.
Tutto quello che ho detto non ha senso, ma è stato un minimo liberatorio, vorrei solo che questa giornata finisse ora.
Vi abbraccio e grazie di essere sempre qui.
lunedì 5 ottobre 2015
La libertà di scegliere.
Oggi non sono andata a scuola, sono a letto con l'influenza... Mi sento un rottame.
Mi sento anche in colpa e non capisco perché, forse perché anche quando non mi reggevo davvero in piedi io ero lì.
Ma so che ho fatto la cosa giusta a restare a casa e ne approfitto per parlare un po' con voi. Avrei tante cose da dire, da quando ho scritto l'ultima volta sono successe tante cose, è stato sempre un crescendo di difficoltà ma ho intrapreso questo percorso, e non sono mai stata così costante. Sono maturata, sono cresciuta, ho capito che devo farlo per me, ma davvero stavolta.
Ne sono successe tante...
Ho raggiunto i 50.
Ancora non lo realizzo bene, penso che sia la fase più difficile di tutte. Io ho un rapporto davvero strano con questo numero, io penso che sia un peso normalissimo, giusto... Ma sarà proprio questa normalità che mi spaventa? Penso proprio di sì.
Il mio corpo cambia di giorno in giorno, quasi tutti i jeans che prima mi stavano larghi ora mi stanno aderenti, ed è brutto dirlo ma sembra che ci scoppi dentro, io ero dimagrita appunto perché non volevo che si ripetesse questa situazione, e invece...
Infondo ho preso tre chili.
Le forme mi fanno paura, mi fanno sentire ingombrante. Mi sentivo protetta quando un anno fa mi sentivo leggera quando camminavo, protetta nel mio sciarpone di lana arancio che mi sembrava più grande di me.
Non avrei MAI immaginato che dopo aver visto il 50 e anche qualche etto in più non sarei tornata indietro, mai. Non dico che non ci pensi, perché ho davvero paura... Ho paura di aumentare per sempre e tornare a 65 chili,
Quando a scuola mangio il mio panino, mi chiedo davvero se io me lo posso permettere come i miei compagni, e mi rispondo di sì. Poi le paure tornano. Ma io non torno indietro, stavolta no. NON VOGLIO STARE A DIETA A VITA.
In queste settimane ho mangiato pizza, compleanni, panini a scuola... E quando sono andata al centro mercoledì avevo preso tre etti, ma mi hanno detto che conta da mantenimento, anche perché avevo mangiato prima... Questo mi ha dato davvero fiducia. Io non avrei mai pensato che fosse possibile mantenermi mangiando così, ma evidentemente è perché mi avvicino al mio peso. Secondo lo psichiatra dovrei ancora stabilizzarmi, io in realtà vorrei restare così, perché non so fino a quanto potrei sopportare ancora.
Io so che non posso controllare il mio corpo, so che aumenterò lo stesso... Ma il mio corpo deve farmelo capire, voglio che stia dalla mia parte, che mi faccia capire qual è il peso giusto per me e che si fermi.
Non vi nego che anche se non ho intaccato la mia alimentazione ho passato giorni di veri e propri crolli psicologici, ma andare al centro mi ha aiutata. Ho la visita dopodomani, ma non riesco ad essere tranquilla, perché penso sia solo un caso non essere aumentata troppo l'altra volta sebbene avessi mangiato la pizza due giorni di fila e avessi avuto un compleanno.
Sabato ne ho avuto un altro, e penso che sia stata la vera prova di quanto sono cambiata.
Di solito io non faccio mai il bis, prendo il mio piatto una volta e basta, e non riesco ad alzarmi due volte o più. Anche se gli altri lo fanno, al massimo vado con qualcuno, ma da sola mai... Figuriamoci!
E invece ieri l'ho fatto per bene DUE VOLTE, mi sono alzata da quella fottuta sedia e sono andata a prendere le patatine, perché le avevano messe dopo e io non le mangio mai, e sì le volevo. Mi sono alzata e ho cercato di non pensare a come avrebbero osservato gli altri le mie gambe, a cosa avrebbero pensato, a cosa avrebbero detto, perchè questo è il MIO percorso, e se pensano che sto ingrassando non me ne può fregare di meno.
Io so che ho ancora TANTA strada da fare, forse durerà una vita.
E poi arrivano i dolci, volevo fermarmi a quel profiterole super calorico, ma no io volevo assaggiare anche la torta, e l'ho fatto DA SOLA. Mi sono alzata anche stavolta, anche stavolta non curante del fatto che avrebbero pensato che fossi un'ingorda, perché io mi sono negata le cose per due anni, e se me le nego anche adesso finisco per abbuffarmi lo so.
Anche io ho il LIBERO ARBITRIO.
Sapete, ho scoperto che ho il potere di decidere per me, le diete le lascio a loro. A loro che mi fanno impazzire ogni volta che nominano una cazzo di dieta, perché sono talmente stupide che non si ammaleranno mai, e invece io prima mi sono ammalata e poi ho fatto una dieta, se così si può chiamare.
Mi fanno impazzire perché mi riempiono il cervello di quelle convinzioni ERRATE, e io vorrei urlare, urlare urlare e basta. Vi giuro che è deleterio e pesante sentirle, e per fortuna la compagna che sta facendo la fame per dimagrire non è più nella mia classe, viene soltanto a ricreazione, ma ogni volta le vorrei urlare contro, è più forte di me. E no, non provo nessuna compassione perché è una persona STUPIDA e IGNORANTE, perché è quel tipo di persona che non si ammalerà mai, è chiaro dal suo atteggiamento.
E nulla, io continuo lo stesso.
Avevo tante cose da dire ma penso che queste siano le più importanti.
Un'altra novità che può sembrare una cavolata è che finalmente ce l'ho fatta e che mi sono iscritta a Facebook, senza un motivo preciso, forse per avere più contatto col mondo. E ho messo da parte le mie paure, anche se sono sempre lì. Chissà che non ne esca qualcosa di buono.
Incrocio le dita per la visita di mercoledì, io ho bisogno di speranza, mi nutro di quella e voglio comunicarla a tutte voi.
Vi abbraccio forte forte.
Mi sento anche in colpa e non capisco perché, forse perché anche quando non mi reggevo davvero in piedi io ero lì.
Ma so che ho fatto la cosa giusta a restare a casa e ne approfitto per parlare un po' con voi. Avrei tante cose da dire, da quando ho scritto l'ultima volta sono successe tante cose, è stato sempre un crescendo di difficoltà ma ho intrapreso questo percorso, e non sono mai stata così costante. Sono maturata, sono cresciuta, ho capito che devo farlo per me, ma davvero stavolta.
Ne sono successe tante...
Ho raggiunto i 50.
Ancora non lo realizzo bene, penso che sia la fase più difficile di tutte. Io ho un rapporto davvero strano con questo numero, io penso che sia un peso normalissimo, giusto... Ma sarà proprio questa normalità che mi spaventa? Penso proprio di sì.
Il mio corpo cambia di giorno in giorno, quasi tutti i jeans che prima mi stavano larghi ora mi stanno aderenti, ed è brutto dirlo ma sembra che ci scoppi dentro, io ero dimagrita appunto perché non volevo che si ripetesse questa situazione, e invece...
Infondo ho preso tre chili.
Le forme mi fanno paura, mi fanno sentire ingombrante. Mi sentivo protetta quando un anno fa mi sentivo leggera quando camminavo, protetta nel mio sciarpone di lana arancio che mi sembrava più grande di me.
Non avrei MAI immaginato che dopo aver visto il 50 e anche qualche etto in più non sarei tornata indietro, mai. Non dico che non ci pensi, perché ho davvero paura... Ho paura di aumentare per sempre e tornare a 65 chili,
Quando a scuola mangio il mio panino, mi chiedo davvero se io me lo posso permettere come i miei compagni, e mi rispondo di sì. Poi le paure tornano. Ma io non torno indietro, stavolta no. NON VOGLIO STARE A DIETA A VITA.
In queste settimane ho mangiato pizza, compleanni, panini a scuola... E quando sono andata al centro mercoledì avevo preso tre etti, ma mi hanno detto che conta da mantenimento, anche perché avevo mangiato prima... Questo mi ha dato davvero fiducia. Io non avrei mai pensato che fosse possibile mantenermi mangiando così, ma evidentemente è perché mi avvicino al mio peso. Secondo lo psichiatra dovrei ancora stabilizzarmi, io in realtà vorrei restare così, perché non so fino a quanto potrei sopportare ancora.
Io so che non posso controllare il mio corpo, so che aumenterò lo stesso... Ma il mio corpo deve farmelo capire, voglio che stia dalla mia parte, che mi faccia capire qual è il peso giusto per me e che si fermi.
Non vi nego che anche se non ho intaccato la mia alimentazione ho passato giorni di veri e propri crolli psicologici, ma andare al centro mi ha aiutata. Ho la visita dopodomani, ma non riesco ad essere tranquilla, perché penso sia solo un caso non essere aumentata troppo l'altra volta sebbene avessi mangiato la pizza due giorni di fila e avessi avuto un compleanno.
Sabato ne ho avuto un altro, e penso che sia stata la vera prova di quanto sono cambiata.
Di solito io non faccio mai il bis, prendo il mio piatto una volta e basta, e non riesco ad alzarmi due volte o più. Anche se gli altri lo fanno, al massimo vado con qualcuno, ma da sola mai... Figuriamoci!
E invece ieri l'ho fatto per bene DUE VOLTE, mi sono alzata da quella fottuta sedia e sono andata a prendere le patatine, perché le avevano messe dopo e io non le mangio mai, e sì le volevo. Mi sono alzata e ho cercato di non pensare a come avrebbero osservato gli altri le mie gambe, a cosa avrebbero pensato, a cosa avrebbero detto, perchè questo è il MIO percorso, e se pensano che sto ingrassando non me ne può fregare di meno.
Io so che ho ancora TANTA strada da fare, forse durerà una vita.
E poi arrivano i dolci, volevo fermarmi a quel profiterole super calorico, ma no io volevo assaggiare anche la torta, e l'ho fatto DA SOLA. Mi sono alzata anche stavolta, anche stavolta non curante del fatto che avrebbero pensato che fossi un'ingorda, perché io mi sono negata le cose per due anni, e se me le nego anche adesso finisco per abbuffarmi lo so.
Anche io ho il LIBERO ARBITRIO.
Sapete, ho scoperto che ho il potere di decidere per me, le diete le lascio a loro. A loro che mi fanno impazzire ogni volta che nominano una cazzo di dieta, perché sono talmente stupide che non si ammaleranno mai, e invece io prima mi sono ammalata e poi ho fatto una dieta, se così si può chiamare.
Mi fanno impazzire perché mi riempiono il cervello di quelle convinzioni ERRATE, e io vorrei urlare, urlare urlare e basta. Vi giuro che è deleterio e pesante sentirle, e per fortuna la compagna che sta facendo la fame per dimagrire non è più nella mia classe, viene soltanto a ricreazione, ma ogni volta le vorrei urlare contro, è più forte di me. E no, non provo nessuna compassione perché è una persona STUPIDA e IGNORANTE, perché è quel tipo di persona che non si ammalerà mai, è chiaro dal suo atteggiamento.
E nulla, io continuo lo stesso.
Avevo tante cose da dire ma penso che queste siano le più importanti.
Un'altra novità che può sembrare una cavolata è che finalmente ce l'ho fatta e che mi sono iscritta a Facebook, senza un motivo preciso, forse per avere più contatto col mondo. E ho messo da parte le mie paure, anche se sono sempre lì. Chissà che non ne esca qualcosa di buono.
Incrocio le dita per la visita di mercoledì, io ho bisogno di speranza, mi nutro di quella e voglio comunicarla a tutte voi.
Vi abbraccio forte forte.
martedì 15 settembre 2015
Fiume in piena.
Sono incazzata.
Mi sento un fiume in piena che sta per straripare, a parte il fatto che sto per esplodere davvero da quanto sono ingrassata. Non mi soffermo su quanto sono ingrassata perché non avete idea. Vi descriverò un episodio emblematico.
Non mi riconosco più.
Avete presente quando succedono una serie di cose tutte insieme proprio nel momento meno opportuno? Nel momento in cui state già abbozzando troppo e una minima goccia potrebbe distruggervi completamente?
Ecco, su di me è sceso un temporale, all'improvviso.
Sto male, inutile negarlo... dopo quei tre giorni a Bologna mi sembra mi stia crollando tutto addosso.
Ho quella forza che avevo trovato li, è con quella che sono andata avanti in questi giorni.
Giovedì è ricominciata la scuola, il fatidico ultimo anno. Quella mattina io sono andata a fare colazione benché non avessi la minima voglia con il mio amico e il suo gruppo di amiche che conosco anche io. Per fortuna avevo fatto colazione a casa dato che loro hanno preso un misero caffè, e poche persone hanno preso in seguito una brioche ma ovviamente io avevo fatto colazione, non sarei riuscita a prenderla.
Già quella è stata una vittoria enorme per me, visto che non lo vedevo da un secolo e non sapevo nemmeno come comportarmi.
A scuola sto portando il PANE per spuntino, perché a me quello serve, se mangio la barrettina di cereali non mi reggo in piedi come l'anno scorso.
Per la prima volta, dopo un anno non sto di merda a scuola, o meglio: non sono una morta vivente.
Faccio una colazione che è il doppio di quella di prima e in combinazione col pane per spuntino non mi sento più morire, non mi gira più la testa, non mi vengono più gli attacchi di panico, riesco a fare ginnastica. Sono enorme ma almeno il mio corpo ora regge e di questo almeno sono stata felice per un secondo.
Fantastico,no? Direte voi, perché ti lamenti allora?
Il fatto è che sono ingrassata e continuo ad ingrassare.
Mi faccio schifo così, ho paura. Io non voglio continuare ad ingrassare per sempre, sono al LIMITE.
Non riesco a guardarmi allo specchio, non ce la faccio. Mi sembra di impazzire e ho la visita al centro solo tra otto giorni, non ce la faccio ad aspettare.
E' una fase critica.
Io ho abbozzato, ho continuato ad incassare, continuo a NON restringere ogni giorno ma non serve a niente se dentro sto di merda. E' la fase più difficile da due anni a questa parte.
Se fin ora sentivo delle goccioline ma comunque mi riparavo col mio ombrello ora è scoppiata una grandinata, il mio ombrello si sta bucando.
Oggi a scuola stavo facendo ginnastica, mi sentivo letteralmente il grasso scoppiare da qualsiasi parte del corpo,dai leggins che ero stata costretta a mettere. Adesso pure nei fianchi, quando il mio punto debole erano sempre state le gambe.
Ma resistevo perché dicevo "almeno non sto di merda, wow!" cioè sono stanca,ma stanca come gli altri, anzi loro si lamentavano più di me.
Tra un esercizio di corsa e l'altro arriva il momento della trave, arriva il mio turno. La bocca di quella stronza (la mia professoressa) si apre lentamente... quando dice:"Oh, ti vedo molto meglio rispetto all'anno scorso, abbiamo messo su la ciccetta eh?!"
Attimo di silenzio. Sbiancamento totale. Agghiacciata. Paralizzata.
Parte la risatina isterica, cosa cazzo avrei dovuto rispondere? Che questa CICCETTA che ho preso mi ha permesso di non morire? Che questa CICCETTA mi permette quanto meno di fare un passo senza sentirmi crollare il mondo addosso? Che questa CICCETTA è la conseguenza del mio NUTRIMENTO? Che io ho un fottutissimo disturbo alimentare? Che ci devo convivere a vita ed è già troppo doloroso così?
Lo so, non mi andrà mai bene nulla di quello che dicono, ma io già mi sento obesa di mio, anzi lo sono e poteva benissimo fermarsi al classico,canonico "ti vedo meglio" che è sempre un'offesa per noi ma almeno non ferisce più di tanto, mi sarebbe andato persino bene -che poi mica tanto, perché fa supporre che hai preso ciccia- però non il termine CICCIA, me lo ripete già troppo il mio amico, che tanto lo ripeteva anche a 45 chili. Eh sì, perché in tutto questo io ho dovuto anche sopportare questo, sentire questo termine in continuazione, non mi frega niente se lo dice sempre per "scherzo".
Mi dite come si fa dopo questo a non crollare? EPPURE IO NON HO RISTRETTO.
Ma non lo dico nemmeno per sentirmi forte o altro, perché tanto faccio pensieri terribili lo stesso e la mia immagine mi fa venire gli attacchi di panico e mi fa scoppiare a piangere ( cosa mai successa fino ad ora) quindi il fatto che non stia restringendo è marginale,
E adesso cosa faccio? Torno a restringere? NON POSSO.
Continuo a ingrassare a oltranza?
Io ora non posso mangiare meno di questo. e allora che faccio?
Ogni giorno io continuo a ignorare il fatto che sono grassa ora, ogni giorno non restringo ma soffro anche tantissimo, come non mai.
In questo ci si aggiunge anche l'ansia che mi mette la gente, una tizia mi deve portare gli appunti che le ho prestato da un mese, addirittura un quaderno di Maggio, DI MAGGIO.
Io stavolta mi sono incazzata, ci è rimasta di merda perché tutti pensano che sono quella dolce e buona, e grassa. Ma NO. Non lo sono, io mi sono ammalata per l'incapacità di dire NO.
E allora ho controllato il cibo, wow quante cose ho capito. Oggi le ho parlato con un tono con cui mai avevo fatto, spero porti i suoi frutti, vediamo se mi chiede ancora qualcosa, la gente mi STRESSA.
Pensavo mi avrebbero lasciata in pace diventando uno scheletro? Per loro sto benissimo, io sono quella che fa tutto per tutti, io sono una birra rossa come dice Michela Marzano nel suo libro, anch'io ho i capelli neri, ma sono rossa.
Rossa dentro.
Forse è questo il mio problema... "Nel bene e nel male non riesco a non essere eccessiva... Se c'è un termine che mi definisce veramente quello sarebbe "troppo". Mi innamoro troppo. Mi appassiono troppo. Mi stanco troppo. Mi arrabbio troppo."
Io sono esattamente così.
Stasera, FORSE riuscirò a farmi ridare quei maledetti quaderni (io sono l'unica a cui li chiedono, io sono quella che "li prende bene") perché ovviamente oggi pomeriggio deve andare dallo zio che sta male, sembra che succedano apposta questo genere di cose.
Scusate il linguaggio più volgare del solito, perdonatemi ma sto scoppiando in tutti i sensi.
Se non mi sfogo qui non so dove altro farlo.
Perché io quando mi arrabbio, mi arrabbio troppo.
Vi abbraccio.
Mi sento un fiume in piena che sta per straripare, a parte il fatto che sto per esplodere davvero da quanto sono ingrassata. Non mi soffermo su quanto sono ingrassata perché non avete idea. Vi descriverò un episodio emblematico.
Non mi riconosco più.
Avete presente quando succedono una serie di cose tutte insieme proprio nel momento meno opportuno? Nel momento in cui state già abbozzando troppo e una minima goccia potrebbe distruggervi completamente?
Ecco, su di me è sceso un temporale, all'improvviso.
Sto male, inutile negarlo... dopo quei tre giorni a Bologna mi sembra mi stia crollando tutto addosso.
Ho quella forza che avevo trovato li, è con quella che sono andata avanti in questi giorni.
Giovedì è ricominciata la scuola, il fatidico ultimo anno. Quella mattina io sono andata a fare colazione benché non avessi la minima voglia con il mio amico e il suo gruppo di amiche che conosco anche io. Per fortuna avevo fatto colazione a casa dato che loro hanno preso un misero caffè, e poche persone hanno preso in seguito una brioche ma ovviamente io avevo fatto colazione, non sarei riuscita a prenderla.
Già quella è stata una vittoria enorme per me, visto che non lo vedevo da un secolo e non sapevo nemmeno come comportarmi.
A scuola sto portando il PANE per spuntino, perché a me quello serve, se mangio la barrettina di cereali non mi reggo in piedi come l'anno scorso.
Per la prima volta, dopo un anno non sto di merda a scuola, o meglio: non sono una morta vivente.
Faccio una colazione che è il doppio di quella di prima e in combinazione col pane per spuntino non mi sento più morire, non mi gira più la testa, non mi vengono più gli attacchi di panico, riesco a fare ginnastica. Sono enorme ma almeno il mio corpo ora regge e di questo almeno sono stata felice per un secondo.
Fantastico,no? Direte voi, perché ti lamenti allora?
Il fatto è che sono ingrassata e continuo ad ingrassare.
Mi faccio schifo così, ho paura. Io non voglio continuare ad ingrassare per sempre, sono al LIMITE.
Non riesco a guardarmi allo specchio, non ce la faccio. Mi sembra di impazzire e ho la visita al centro solo tra otto giorni, non ce la faccio ad aspettare.
E' una fase critica.
Io ho abbozzato, ho continuato ad incassare, continuo a NON restringere ogni giorno ma non serve a niente se dentro sto di merda. E' la fase più difficile da due anni a questa parte.
Se fin ora sentivo delle goccioline ma comunque mi riparavo col mio ombrello ora è scoppiata una grandinata, il mio ombrello si sta bucando.
Oggi a scuola stavo facendo ginnastica, mi sentivo letteralmente il grasso scoppiare da qualsiasi parte del corpo,dai leggins che ero stata costretta a mettere. Adesso pure nei fianchi, quando il mio punto debole erano sempre state le gambe.
Ma resistevo perché dicevo "almeno non sto di merda, wow!" cioè sono stanca,ma stanca come gli altri, anzi loro si lamentavano più di me.
Tra un esercizio di corsa e l'altro arriva il momento della trave, arriva il mio turno. La bocca di quella stronza (la mia professoressa) si apre lentamente... quando dice:"Oh, ti vedo molto meglio rispetto all'anno scorso, abbiamo messo su la ciccetta eh?!"
Attimo di silenzio. Sbiancamento totale. Agghiacciata. Paralizzata.
Parte la risatina isterica, cosa cazzo avrei dovuto rispondere? Che questa CICCETTA che ho preso mi ha permesso di non morire? Che questa CICCETTA mi permette quanto meno di fare un passo senza sentirmi crollare il mondo addosso? Che questa CICCETTA è la conseguenza del mio NUTRIMENTO? Che io ho un fottutissimo disturbo alimentare? Che ci devo convivere a vita ed è già troppo doloroso così?
Lo so, non mi andrà mai bene nulla di quello che dicono, ma io già mi sento obesa di mio, anzi lo sono e poteva benissimo fermarsi al classico,canonico "ti vedo meglio" che è sempre un'offesa per noi ma almeno non ferisce più di tanto, mi sarebbe andato persino bene -che poi mica tanto, perché fa supporre che hai preso ciccia- però non il termine CICCIA, me lo ripete già troppo il mio amico, che tanto lo ripeteva anche a 45 chili. Eh sì, perché in tutto questo io ho dovuto anche sopportare questo, sentire questo termine in continuazione, non mi frega niente se lo dice sempre per "scherzo".
Mi dite come si fa dopo questo a non crollare? EPPURE IO NON HO RISTRETTO.
Ma non lo dico nemmeno per sentirmi forte o altro, perché tanto faccio pensieri terribili lo stesso e la mia immagine mi fa venire gli attacchi di panico e mi fa scoppiare a piangere ( cosa mai successa fino ad ora) quindi il fatto che non stia restringendo è marginale,
E adesso cosa faccio? Torno a restringere? NON POSSO.
Continuo a ingrassare a oltranza?
Io ora non posso mangiare meno di questo. e allora che faccio?
Ogni giorno io continuo a ignorare il fatto che sono grassa ora, ogni giorno non restringo ma soffro anche tantissimo, come non mai.
In questo ci si aggiunge anche l'ansia che mi mette la gente, una tizia mi deve portare gli appunti che le ho prestato da un mese, addirittura un quaderno di Maggio, DI MAGGIO.
Io stavolta mi sono incazzata, ci è rimasta di merda perché tutti pensano che sono quella dolce e buona, e grassa. Ma NO. Non lo sono, io mi sono ammalata per l'incapacità di dire NO.
E allora ho controllato il cibo, wow quante cose ho capito. Oggi le ho parlato con un tono con cui mai avevo fatto, spero porti i suoi frutti, vediamo se mi chiede ancora qualcosa, la gente mi STRESSA.
Pensavo mi avrebbero lasciata in pace diventando uno scheletro? Per loro sto benissimo, io sono quella che fa tutto per tutti, io sono una birra rossa come dice Michela Marzano nel suo libro, anch'io ho i capelli neri, ma sono rossa.
Rossa dentro.
Forse è questo il mio problema... "Nel bene e nel male non riesco a non essere eccessiva... Se c'è un termine che mi definisce veramente quello sarebbe "troppo". Mi innamoro troppo. Mi appassiono troppo. Mi stanco troppo. Mi arrabbio troppo."
Io sono esattamente così.
Stasera, FORSE riuscirò a farmi ridare quei maledetti quaderni (io sono l'unica a cui li chiedono, io sono quella che "li prende bene") perché ovviamente oggi pomeriggio deve andare dallo zio che sta male, sembra che succedano apposta questo genere di cose.
Scusate il linguaggio più volgare del solito, perdonatemi ma sto scoppiando in tutti i sensi.
Se non mi sfogo qui non so dove altro farlo.
Perché io quando mi arrabbio, mi arrabbio troppo.
Vi abbraccio.
martedì 8 settembre 2015
Tre giorni di normalità a... Bologna!
Eccomi qui, sono tornata giusto ieri da Bologna.
Vi chiederete come mai sono stata lì, sono andata per accompagnare mia cugina che ha dovuto fare un test per l'università e cercare casa. Sono partita sabato e sono tornata ieri nel tardo pomeriggio, non avrei mai pensato di accettare, ma mi sono buttata senza pensarci più di tanto, perché ero sicura alla fine che mi avrebbe fatto BENE. Fino ad un secondo prima già pensavo al cibo che avrei dovuto mangiare, agli imprevisti, agli orari diversi dal solito, al fatto che a casa sarei stata tentata di restringere... Ma alla fine ho detto sì.
Sono stati i tre giorni più belli che abbia mai vissuto da tanto tempo ormai.
Finalmente posso raccontare qualcosa di bello dopo tutto questo schifo, dopo tutta questa battaglia che mi sta sfinendo.
Non so da dove partire perché ogni momento è stato speciale, ma nel viaggio dell'andata è successa una cosa bellissima: ho detto a mia cugina del blog.
Ebbene sì, non le ho detto il titolo perché non ero pronta in quel momento, ma ha capito benissimo... Le ho detto che ho conosciuto Sybil, che ho conosciuto tutte voi. Lei ha capito tutto perfettamente, sapevo che potevo fidarmi e mi sono sentita davvero leggera dopo averglielo detto!
Abbiamo fatto merenda in macchina con un panino, pranzo con un panino e un tortino al limone, per me era incredibile! Con lei ho ritrovato la mia naturalità con il cibo, non lo associavo più ad uno schema rigido, mi ha fatto capire tante di quelle cose che se le scrivessi tutte non finirei davvero più e sarebbe difficile esprimerle con le sue parole. Ho capito fondamentalmente una cosa: MI SONO FATTA GIÀ TROPPO MALE.
Io mi vedo normalissima ormai, anzi in questo periodo mi vedo addosso come macigni tutti i chili che ho preso, chili vitali però... L'ho capito grazie a lei. Addirittura lei mi vede ancora non troppo in forma, quando ha parlato del mio corpo con i termini "braccine" e "gambette" sembrava che non stesse descrivendo il mio corpo, mi ha detto di aver paura per me, perché sono due anni che sono in restrizione e il corpo per un po' va avanti ma poi non ce la fa più.
Una cosa mi ha colpito molto, lei se ne era accorta prima di tutti, anzi lei è stata l'unica qui vicino a me fisicamente ad essersi accorta di me, che mi stavo distruggendo, perché lei ci è passata.
Già a Natale, ha detto di avermi vista cambiarmi di schiena, aver visto lo scheletro ed esser tornata a casa con quell'immagine nella mente. Io ancora non mi rendo conto di aver potuto scatenare una reazione simile, lei è stata l'unica a vederlo. Ma con quelle parole ho capito che io in realtà non devo dimostrare niente a nessuno, chi ha gli occhi per vedere vede, non posso aprire gli occhi a persone che li hanno serrati, in nessun modo.
Sabato sera abbiamo parlato tanto di questo... Mi ha detto tanto, mi ha insegnato tanto e paura l'ho avuta anch'io per come mi sono trattata. Non posso dire tutto ciò che ci siamo dette perché non finirei più davvero! Ma ho capito tanto, ho capito che questo scherzo della mente non può durare a lungo, che non posso tornare indietro, che io voglio che a Natale lei mi riveda come un tempo, serena e in forma, il mio peso forma.
Questa cosa dovevo proprio raccontarla, il viaggio in se è stato tranquillo, il tempo è passato velocemente e la cosa più importante è che in questi tre giorni mi sono fatta GUIDARE, ho seguito esattamente ciò che facevano gli altri, mia cugina ha avuto un DCA come sapete, ma ora vede le cose diversamente e dall'esterno per fortuna. Mi ha dato tanta speranza perché io l'ho vista stare male quanto me, distruggersi completamente, stare meglio e poi distruggersi ancora e così via... È sempre stata una persona stupenda, ma ora le si vede in faccia che ha superato una cosa più grande di lei, a parlarne mi viene da piangere, chissà se un giorno lei leggerà questo post, un po' mi vergogno... Ma sarebbe fiera di me, ne sono certa.
Bologna è bellissima, abbiamo camminato, camminato e camminato, tutto il giorno. Il mio corpo era distrutto ma ha retto, perché gli ho dato tutto il necessario. Come dico nel titolo sono stati tre giorni di normalità, di naturalezza col cibo. Sapevo che dovevo camminare TANTO, e ho mangiato tutto il necessario che a volte nemmeno bastava! Vi giuro che abbiamo camminato tutto il giorno, ci spostavamo a piedi dall'hotel alla stazione e al centro, la gente del posto era sconvolta perché non era abituata a camminare così. Per trovare dei posti in cui mangiare, o le vie per vedere le case con cui avevamo appuntamento poi non vi dico! Ho fatto chilometri e chilometri, e senza colazione all'hotel, senza panino, senza pizza, senza gelato, senza tutte queste cose non ce l'avrei mai fatta, il cibo è il nostro carburante in tutti i sensi.
Vi faccio un piccolo riepilogo per farvi capire quante sfide ho affrontato:
- sabato panini a pranzo e pizza a cena (buonissima!)
- domenica mattina colazione all'hotel, pranzo con strette alla romagnola (piatto tipico tipo tagliatelle con prosciutto affumicato in un posto bellissimo) cena alla roadhouse con panino e patatine FRITTE.
-domenica colazione all'hotel, pranzo con un pezzo di pizza e un gelato delizioso, sarà un anno e più che non mangiavo il gelato artigianale.
È stato bellissimo, mi sono fatta proprio guidare come vi dicevo, per quanto ho camminato era più che giusto!
Non ho mai mangiato così, con quelle sensazioni... NON ME LO RICORDAVO PIÙ, non ricordavo più come fosse mangiare per nutrirsi.
Ho fatto anche shopping, ho preso il libro "volevo essere una farfalla" di Michela Marzano, un po' mi sono vergognata a chiederlo, ma poi ho pensato: vergogna di cosa? Che pensassero ciò che vogliono, tanto avranno SEMPRE da ridire, TUTTI. ( altra cosa che ho capito ancora meglio)
Già mi aspetto i commenti quando dopodomani ahimè... Ricomincia la scuola.
Non sono pronta e non ho le forze, ma forse farò un post a parte per lamentarmi di questo, questo non può essere rovinato da questo argomento.
Ho comprato anche dei jeans, nel camerino sono andata in crisi quando la 38 di certi jeans mi stava stretta, poi ho trovato dei jeans semplicissimi che ho preso alla fine, e che ho messo giusto oggi. Ma mi vedo davvero un salame, mi mancano quelle cosce un po' più sottili anche se prive di muscoli e vuote.
Ma quello che mi è restato di questi non è una taglia di un paio di jeans, ma tre giorni di normalità, di divertimento e di spensieratezza in tutti i sensi, ho affrontato tutto.
Mi è dispiaciuto così tanto tornare alla normalità, era così bello lì, in una città grande con la persona a cui voglio un bene immenso e che mi capisce, con i miei zii che mi hanno fatta sentire al sicuro, che mi chiedevano sempre come stessi.
Ho conservato lo spirito di questi tre giorni e me lo porto nel cuore, oggi ho mangiato tutto il pacchetto di biscotti a colazione; era confezionato così, con otto pezzi e li ho mangiati tutti.
Ancora non mi sembra vero, questo era uno scoglio che mi sembrava insormontabile, davvero.
Nel frattempo ho fatto anche cena e ho mangiato la mia dose esagerata di pane ( ricordate?!) e anche un po' di più perché non posso toglierne 15 gr se le fette sono fatte così, o meglio potrei ma non avrebbe senso, sarebbe malato.
Sono davvero orgogliosa di me perché nonostante i pensieri ( e vi assicuro sono tantissimi, se non li assecondo non vuol dire che non mi assillino, anzi... potete immaginare!) sono riuscita a fare così tanto, non lo avrei mai immaginato, ho finalmente capito che il mio corpo ci metterà un po' per riprendersi, ho capito che non devo avvelenarmici più il sangue perché io so che tutti i danni che mi sono creata dipendono esclusivamente da come mi sono trattata.
Gli altri non lo vedono?! STI GRAN CAVOLI. Mi fa male che non lo vedano ma almeno ora non sento il bisogno di dimostrare niente e spero che questo momento duri, perché non saprei affrontare un'altra ricaduta, proprio no.
E vi dirò di più... Guarire vuol dire anche AFFRONTARE la vita, senza escamotage che conosciamo bene... E oggi che ha fatto la vostra Kiki? E' andata a girare un video per il compleanno del suo amico di cui parla sempre, benché non avesse la minima voglia e avesse un mal di testa atroce. INCREDIBILE. Non vi racconto delle figure che ho fatto ( era una sorta di intervista e ad alcune domande non ho risposto, non sapevo che dire... Si vede che non ci esco più?!)
Guarire vuol dire soprattutto questo.
Detto ciò vi dico velocemente che la visita di mercoledì è andata... per loro bene, io devo ancora metabolizzare il tutto, alla fine sì, ho preso peso e mi devo malissimo,molto cambiata, ma non tre chili come pensavo.
Ma avete visto? Ho risposto così. Ve lo sareste mai aspettate?! Io no, affatto.
Basta volerlo davvero e anche se io per prima a volte non lo voglio completamente vi dico che si può, vorrei darvi un minimo di speranza, perché io sono la prima che adesso è pervasa da pensieri malati e a volte penso sul serio di cedere ma mi auguro che non sarà sempre così, me lo auguro davvero perché non ce la farei a ricominciare tutto.
Vi abbraccio forte
<3
Vi chiederete come mai sono stata lì, sono andata per accompagnare mia cugina che ha dovuto fare un test per l'università e cercare casa. Sono partita sabato e sono tornata ieri nel tardo pomeriggio, non avrei mai pensato di accettare, ma mi sono buttata senza pensarci più di tanto, perché ero sicura alla fine che mi avrebbe fatto BENE. Fino ad un secondo prima già pensavo al cibo che avrei dovuto mangiare, agli imprevisti, agli orari diversi dal solito, al fatto che a casa sarei stata tentata di restringere... Ma alla fine ho detto sì.
Sono stati i tre giorni più belli che abbia mai vissuto da tanto tempo ormai.
Finalmente posso raccontare qualcosa di bello dopo tutto questo schifo, dopo tutta questa battaglia che mi sta sfinendo.
Non so da dove partire perché ogni momento è stato speciale, ma nel viaggio dell'andata è successa una cosa bellissima: ho detto a mia cugina del blog.
Ebbene sì, non le ho detto il titolo perché non ero pronta in quel momento, ma ha capito benissimo... Le ho detto che ho conosciuto Sybil, che ho conosciuto tutte voi. Lei ha capito tutto perfettamente, sapevo che potevo fidarmi e mi sono sentita davvero leggera dopo averglielo detto!
Abbiamo fatto merenda in macchina con un panino, pranzo con un panino e un tortino al limone, per me era incredibile! Con lei ho ritrovato la mia naturalità con il cibo, non lo associavo più ad uno schema rigido, mi ha fatto capire tante di quelle cose che se le scrivessi tutte non finirei davvero più e sarebbe difficile esprimerle con le sue parole. Ho capito fondamentalmente una cosa: MI SONO FATTA GIÀ TROPPO MALE.
Io mi vedo normalissima ormai, anzi in questo periodo mi vedo addosso come macigni tutti i chili che ho preso, chili vitali però... L'ho capito grazie a lei. Addirittura lei mi vede ancora non troppo in forma, quando ha parlato del mio corpo con i termini "braccine" e "gambette" sembrava che non stesse descrivendo il mio corpo, mi ha detto di aver paura per me, perché sono due anni che sono in restrizione e il corpo per un po' va avanti ma poi non ce la fa più.
Una cosa mi ha colpito molto, lei se ne era accorta prima di tutti, anzi lei è stata l'unica qui vicino a me fisicamente ad essersi accorta di me, che mi stavo distruggendo, perché lei ci è passata.
Già a Natale, ha detto di avermi vista cambiarmi di schiena, aver visto lo scheletro ed esser tornata a casa con quell'immagine nella mente. Io ancora non mi rendo conto di aver potuto scatenare una reazione simile, lei è stata l'unica a vederlo. Ma con quelle parole ho capito che io in realtà non devo dimostrare niente a nessuno, chi ha gli occhi per vedere vede, non posso aprire gli occhi a persone che li hanno serrati, in nessun modo.
Sabato sera abbiamo parlato tanto di questo... Mi ha detto tanto, mi ha insegnato tanto e paura l'ho avuta anch'io per come mi sono trattata. Non posso dire tutto ciò che ci siamo dette perché non finirei più davvero! Ma ho capito tanto, ho capito che questo scherzo della mente non può durare a lungo, che non posso tornare indietro, che io voglio che a Natale lei mi riveda come un tempo, serena e in forma, il mio peso forma.
Questa cosa dovevo proprio raccontarla, il viaggio in se è stato tranquillo, il tempo è passato velocemente e la cosa più importante è che in questi tre giorni mi sono fatta GUIDARE, ho seguito esattamente ciò che facevano gli altri, mia cugina ha avuto un DCA come sapete, ma ora vede le cose diversamente e dall'esterno per fortuna. Mi ha dato tanta speranza perché io l'ho vista stare male quanto me, distruggersi completamente, stare meglio e poi distruggersi ancora e così via... È sempre stata una persona stupenda, ma ora le si vede in faccia che ha superato una cosa più grande di lei, a parlarne mi viene da piangere, chissà se un giorno lei leggerà questo post, un po' mi vergogno... Ma sarebbe fiera di me, ne sono certa.
Bologna è bellissima, abbiamo camminato, camminato e camminato, tutto il giorno. Il mio corpo era distrutto ma ha retto, perché gli ho dato tutto il necessario. Come dico nel titolo sono stati tre giorni di normalità, di naturalezza col cibo. Sapevo che dovevo camminare TANTO, e ho mangiato tutto il necessario che a volte nemmeno bastava! Vi giuro che abbiamo camminato tutto il giorno, ci spostavamo a piedi dall'hotel alla stazione e al centro, la gente del posto era sconvolta perché non era abituata a camminare così. Per trovare dei posti in cui mangiare, o le vie per vedere le case con cui avevamo appuntamento poi non vi dico! Ho fatto chilometri e chilometri, e senza colazione all'hotel, senza panino, senza pizza, senza gelato, senza tutte queste cose non ce l'avrei mai fatta, il cibo è il nostro carburante in tutti i sensi.
Vi faccio un piccolo riepilogo per farvi capire quante sfide ho affrontato:
- sabato panini a pranzo e pizza a cena (buonissima!)
- domenica mattina colazione all'hotel, pranzo con strette alla romagnola (piatto tipico tipo tagliatelle con prosciutto affumicato in un posto bellissimo) cena alla roadhouse con panino e patatine FRITTE.
-domenica colazione all'hotel, pranzo con un pezzo di pizza e un gelato delizioso, sarà un anno e più che non mangiavo il gelato artigianale.
È stato bellissimo, mi sono fatta proprio guidare come vi dicevo, per quanto ho camminato era più che giusto!
Non ho mai mangiato così, con quelle sensazioni... NON ME LO RICORDAVO PIÙ, non ricordavo più come fosse mangiare per nutrirsi.
Ho fatto anche shopping, ho preso il libro "volevo essere una farfalla" di Michela Marzano, un po' mi sono vergognata a chiederlo, ma poi ho pensato: vergogna di cosa? Che pensassero ciò che vogliono, tanto avranno SEMPRE da ridire, TUTTI. ( altra cosa che ho capito ancora meglio)
Già mi aspetto i commenti quando dopodomani ahimè... Ricomincia la scuola.
Non sono pronta e non ho le forze, ma forse farò un post a parte per lamentarmi di questo, questo non può essere rovinato da questo argomento.
Ho comprato anche dei jeans, nel camerino sono andata in crisi quando la 38 di certi jeans mi stava stretta, poi ho trovato dei jeans semplicissimi che ho preso alla fine, e che ho messo giusto oggi. Ma mi vedo davvero un salame, mi mancano quelle cosce un po' più sottili anche se prive di muscoli e vuote.
Ma quello che mi è restato di questi non è una taglia di un paio di jeans, ma tre giorni di normalità, di divertimento e di spensieratezza in tutti i sensi, ho affrontato tutto.
Mi è dispiaciuto così tanto tornare alla normalità, era così bello lì, in una città grande con la persona a cui voglio un bene immenso e che mi capisce, con i miei zii che mi hanno fatta sentire al sicuro, che mi chiedevano sempre come stessi.
Ho conservato lo spirito di questi tre giorni e me lo porto nel cuore, oggi ho mangiato tutto il pacchetto di biscotti a colazione; era confezionato così, con otto pezzi e li ho mangiati tutti.
Ancora non mi sembra vero, questo era uno scoglio che mi sembrava insormontabile, davvero.
Nel frattempo ho fatto anche cena e ho mangiato la mia dose esagerata di pane ( ricordate?!) e anche un po' di più perché non posso toglierne 15 gr se le fette sono fatte così, o meglio potrei ma non avrebbe senso, sarebbe malato.
Sono davvero orgogliosa di me perché nonostante i pensieri ( e vi assicuro sono tantissimi, se non li assecondo non vuol dire che non mi assillino, anzi... potete immaginare!) sono riuscita a fare così tanto, non lo avrei mai immaginato, ho finalmente capito che il mio corpo ci metterà un po' per riprendersi, ho capito che non devo avvelenarmici più il sangue perché io so che tutti i danni che mi sono creata dipendono esclusivamente da come mi sono trattata.
Gli altri non lo vedono?! STI GRAN CAVOLI. Mi fa male che non lo vedano ma almeno ora non sento il bisogno di dimostrare niente e spero che questo momento duri, perché non saprei affrontare un'altra ricaduta, proprio no.
E vi dirò di più... Guarire vuol dire anche AFFRONTARE la vita, senza escamotage che conosciamo bene... E oggi che ha fatto la vostra Kiki? E' andata a girare un video per il compleanno del suo amico di cui parla sempre, benché non avesse la minima voglia e avesse un mal di testa atroce. INCREDIBILE. Non vi racconto delle figure che ho fatto ( era una sorta di intervista e ad alcune domande non ho risposto, non sapevo che dire... Si vede che non ci esco più?!)
Guarire vuol dire soprattutto questo.
Detto ciò vi dico velocemente che la visita di mercoledì è andata... per loro bene, io devo ancora metabolizzare il tutto, alla fine sì, ho preso peso e mi devo malissimo,molto cambiata, ma non tre chili come pensavo.
Ma avete visto? Ho risposto così. Ve lo sareste mai aspettate?! Io no, affatto.
Basta volerlo davvero e anche se io per prima a volte non lo voglio completamente vi dico che si può, vorrei darvi un minimo di speranza, perché io sono la prima che adesso è pervasa da pensieri malati e a volte penso sul serio di cedere ma mi auguro che non sarà sempre così, me lo auguro davvero perché non ce la farei a ricominciare tutto.
Vi abbraccio forte
<3
venerdì 28 agosto 2015
Frasi dette così, come coltellate.
Avrei voluto intitolare questo post in un altro modo ma poi ho preferito cambiare titolo, racchiude tutto meglio.
Mi ero scordata di quanto fosse utile scrivere per riordinare i pensieri, io ne ho talmente tanti che forse non ce la faccio a riordinarli tutti.
Non so da dove partire... quindi partiamo dall'ovvio: mi sento grassa, grassissima.
Anzi dovrei dire sono perché se dico "mi sento" faccio intendere che è solo un'impressione.
Non so assolutamente quanto peso ma manco lo voglio lontanamente sapere, sarebbe troppo da sopportare. Sono ventitré giorni che non mi peso, ventitré giorni in cui ho mangiato pane ogni sera in quantità variabili ma mai in senso restrittivo, ventitré giorni in cui ho affrontato anche altri cibi e schemi.
Non so che numero aspettarmi il due settembre quando mi peserò al centro, si sorprenderanno forse di quanto sia possibile prendere peso così velocemente, e io a quel punto che faccio? Chiedo il piano di mantenimento? Ma no, non posso perché io so gestirmi da sola a quanto pare.
Vorrei tanto che fossero tutti film mentali, vorrei tanto aver preso al massimo solo un chilo ( che sarebbe comunque una batosta perché secondo me per ingrassare ci vuole di più, o almeno mi piace pensarlo per giustificare il fatto che avrei sempre fame da quando il metabolismo è impazzito ) ma è un dato di fatto, non posso avere conferma dalla bilancia ma dai vestiti, e a quanto pare anche da chi sta attorno a me.
Qui veniamo al titolo del post, che mi ha dato una bella ispirazione per scriverlo visto che in questi giorni scrivevo post e poi li eliminavo...
Sono sicura che nel vostro trascorso coi DCA e tutt'ora ne avrete sentite di ogni, (non trattenetevi dal commentare con quale "bel" commento che vi è stato rivolto in una fase così delicata della vostra vita che vi avrebbe fatto prendere il muro a pugni dal nervoso) e prima di citarvi alcune simpatiche frasi dette da mia madre faccio una piccola premessa per farvi capire meglio la situazione.
Mercoledì ero andata al centro commerciale con tutta la famiglia, l'estate sta finendo e quindi ho pensato potesse fare un po' freschetto quando sarei tornata, così ho avuto la brillante idea di mettere dei jeans lunghi e per di più non un paio a caso, ma quelli che mi avrebbero dato la prova schiacciante che sono più grassa dello scorso anno in questo preciso periodo (in cui mi vedevo ugualmente grassa e che avrebbe segnato la fase "luna di miele") e ho scoperto che sono terribilmente più grassa. Non so come ho avuto la lucidità di mettere subito i pantaloncini e andare via (mi vedevo enorme anche con quelli ma decisamente meglio rispetto a quelli lunghi)
Non so come ho fatto visto che già lo scorso anno mi sembrava di impazzire, e vedermi il doppio di allora mi ha fatta sentire praticamente sovrappeso, sento che sto tornando al punto di partenza e la cosa mi fa impazzire da giorni.
Al centro commerciale la situazione è degenerata, ho preso solo maglie perché non vi dico come mi stessero su quelle maledette cosce che si amano così tanto che stanno per attaccarsi ancora di più, sembrano due salami.
Io non ho mai ridotto il mio DCA ad un fattore prettamente estetico, anzi ma capite la crisi in quel momento.
Tornata a casa però ho mangiato la mia dose di pane come sempre e Dio solo sa chi mi ha dato la forza di farlo perché penso sia stato il momento più brutto da quando sono in questa situazione,
La mattina dopo, a colazione con il mio yogurt e i miei biscotti mi stavo lamentando con mia madre:pessima, PESSIMA scelta.
Al che lei mi dice: " forse mangi troppo pane!"
FORSE MANGI TROPPO PANE.
Avete capito bene, questa è la frase da dire ad una persona che sta cercando di guarire, che fa uno sforzo immane per mangiarlo, quel pane. Che fino a non molto tempo fa si metteva a piangere se per caso ne mangiava venti grammi. E' praticamente l'alimento su cui ho ristretto di più e che avevo completamente eliminato, quindi potrete capire che vittoria fosse mangiarlo.
La mia dose sarebbe 70 gr, ma a volte mi spingo anche più su perché voglio poter mangiare il pane senza ingrassare in futuro, perché se la panettiera si sbaglia e mi da il panino da 100 gr non ha senso toglierne 30, perché se ne sono 80 non vado a tagliarne 10 gr e così via...
Poi si è ripresa sviando l'argomento sul ciclo ( che è tornato oggi tra l'altro, dopo una settimana di ritardo) ma a me sembra impossibile cambi così tanto.
Ora, potrete pensare che l'ha detto superficialmente e sicuramente in parte è così, ma è stata una coltellata visto che vedendo tua figlia passare dal piangere per una briciola di pane al mangiarne anche più di 70 e a cercare la normalità, vedendo che non mi sto arrendendo nemmeno dopo sapere che ho preso così tanto peso e avrei tutte le ragioni per mollare e ridurmi al limite ancor più di prima fai un'affermazione del genere.
E già questo mi è bastato a fare pensieri ancora più malati, poi ieri resa arriva la coltellata finale. Io le avevo semplicemente chiesto se per caso mi avessero lasciato il cornetto gelato che non ho potuto mangiare l'altra volta visto che non mi hanno aspettata e io ho i miei tempi, ma le ho anche detto che non sapevo quando lo avrei mangiato visto che ero una balena.
Lei mi risponde: "abbiamo preso tutti qualche etto" toccandosi la pancia. Il nervoso è salito alle stelle, invece di sottolinearlo poteva semplicemente rispondere alla domanda.
Cos' era quella? Una "rassicurazione"? Sinceramente bel modo di rassicurarmi, avrei preferito stesse zitta invece di ribadirlo. Come si può pensare di rassicurare una persona con DCA con quella frase?! A volte questi tentativi fuori luogo mi fanno anche u po' ridere, perché evidenziano ancora di più l'incomprensione che dobbiamo sopportare in questo ambito.
Tutte frasi dette così lo so, non mi arrabbio nemmeno con lei, ma che nel momento che sto vivendo mi hanno distrutta, non immaginano quanto si può essere sensibili sull'argomento, persino mio padre l'ha capito ed è venuto in mia "difesa" e questo vi fa capire il tono in cui l'ha detto. Me lo dice spesso che tutti prendiamo chili ma si scorda il piccolo particolare che non tutte le persone che ingrassano hanno un disturbo del comportamento alimentare.
Mi sento smarrita, non so che obiettivo ho adesso, ho PAURA.
Paura di essere come prima, paura paura paura.
Se lo dico stavolta c'è una ragione, le altre volte ero consapevole di non esserlo.
Ora vi lascio, ho scritto troppo ma ne avevo un gran bisogno! Stasera mi aspetta anche la pizza, è l'anniversario dei miei.
Continuerò a mangiare la mia dose ESAGERATA di pane e penso che ci sentiremo dopo la visita al centro probabilmente, spero solo di non avere crisi, qualsiasi cosa accada.
Quanto è dura... Ora vado a leggere i libri che devo per la scuola, anche se sarà difficile con l'immagine nella testa delle mie cosce strizzate dei jeans, mi peserei ora solo per il gusto di vedere che ho preso già tre chili, ma NON LO FACCIO.
Vi abbraccio tutte.
Mi ero scordata di quanto fosse utile scrivere per riordinare i pensieri, io ne ho talmente tanti che forse non ce la faccio a riordinarli tutti.
Non so da dove partire... quindi partiamo dall'ovvio: mi sento grassa, grassissima.
Anzi dovrei dire sono perché se dico "mi sento" faccio intendere che è solo un'impressione.
Non so assolutamente quanto peso ma manco lo voglio lontanamente sapere, sarebbe troppo da sopportare. Sono ventitré giorni che non mi peso, ventitré giorni in cui ho mangiato pane ogni sera in quantità variabili ma mai in senso restrittivo, ventitré giorni in cui ho affrontato anche altri cibi e schemi.
Non so che numero aspettarmi il due settembre quando mi peserò al centro, si sorprenderanno forse di quanto sia possibile prendere peso così velocemente, e io a quel punto che faccio? Chiedo il piano di mantenimento? Ma no, non posso perché io so gestirmi da sola a quanto pare.
Vorrei tanto che fossero tutti film mentali, vorrei tanto aver preso al massimo solo un chilo ( che sarebbe comunque una batosta perché secondo me per ingrassare ci vuole di più, o almeno mi piace pensarlo per giustificare il fatto che avrei sempre fame da quando il metabolismo è impazzito ) ma è un dato di fatto, non posso avere conferma dalla bilancia ma dai vestiti, e a quanto pare anche da chi sta attorno a me.
Qui veniamo al titolo del post, che mi ha dato una bella ispirazione per scriverlo visto che in questi giorni scrivevo post e poi li eliminavo...
Sono sicura che nel vostro trascorso coi DCA e tutt'ora ne avrete sentite di ogni, (non trattenetevi dal commentare con quale "bel" commento che vi è stato rivolto in una fase così delicata della vostra vita che vi avrebbe fatto prendere il muro a pugni dal nervoso) e prima di citarvi alcune simpatiche frasi dette da mia madre faccio una piccola premessa per farvi capire meglio la situazione.
Mercoledì ero andata al centro commerciale con tutta la famiglia, l'estate sta finendo e quindi ho pensato potesse fare un po' freschetto quando sarei tornata, così ho avuto la brillante idea di mettere dei jeans lunghi e per di più non un paio a caso, ma quelli che mi avrebbero dato la prova schiacciante che sono più grassa dello scorso anno in questo preciso periodo (in cui mi vedevo ugualmente grassa e che avrebbe segnato la fase "luna di miele") e ho scoperto che sono terribilmente più grassa. Non so come ho avuto la lucidità di mettere subito i pantaloncini e andare via (mi vedevo enorme anche con quelli ma decisamente meglio rispetto a quelli lunghi)
Non so come ho fatto visto che già lo scorso anno mi sembrava di impazzire, e vedermi il doppio di allora mi ha fatta sentire praticamente sovrappeso, sento che sto tornando al punto di partenza e la cosa mi fa impazzire da giorni.
Al centro commerciale la situazione è degenerata, ho preso solo maglie perché non vi dico come mi stessero su quelle maledette cosce che si amano così tanto che stanno per attaccarsi ancora di più, sembrano due salami.
Io non ho mai ridotto il mio DCA ad un fattore prettamente estetico, anzi ma capite la crisi in quel momento.
Tornata a casa però ho mangiato la mia dose di pane come sempre e Dio solo sa chi mi ha dato la forza di farlo perché penso sia stato il momento più brutto da quando sono in questa situazione,
La mattina dopo, a colazione con il mio yogurt e i miei biscotti mi stavo lamentando con mia madre:pessima, PESSIMA scelta.
Al che lei mi dice: " forse mangi troppo pane!"
FORSE MANGI TROPPO PANE.
Avete capito bene, questa è la frase da dire ad una persona che sta cercando di guarire, che fa uno sforzo immane per mangiarlo, quel pane. Che fino a non molto tempo fa si metteva a piangere se per caso ne mangiava venti grammi. E' praticamente l'alimento su cui ho ristretto di più e che avevo completamente eliminato, quindi potrete capire che vittoria fosse mangiarlo.
La mia dose sarebbe 70 gr, ma a volte mi spingo anche più su perché voglio poter mangiare il pane senza ingrassare in futuro, perché se la panettiera si sbaglia e mi da il panino da 100 gr non ha senso toglierne 30, perché se ne sono 80 non vado a tagliarne 10 gr e così via...
Poi si è ripresa sviando l'argomento sul ciclo ( che è tornato oggi tra l'altro, dopo una settimana di ritardo) ma a me sembra impossibile cambi così tanto.
Ora, potrete pensare che l'ha detto superficialmente e sicuramente in parte è così, ma è stata una coltellata visto che vedendo tua figlia passare dal piangere per una briciola di pane al mangiarne anche più di 70 e a cercare la normalità, vedendo che non mi sto arrendendo nemmeno dopo sapere che ho preso così tanto peso e avrei tutte le ragioni per mollare e ridurmi al limite ancor più di prima fai un'affermazione del genere.
E già questo mi è bastato a fare pensieri ancora più malati, poi ieri resa arriva la coltellata finale. Io le avevo semplicemente chiesto se per caso mi avessero lasciato il cornetto gelato che non ho potuto mangiare l'altra volta visto che non mi hanno aspettata e io ho i miei tempi, ma le ho anche detto che non sapevo quando lo avrei mangiato visto che ero una balena.
Lei mi risponde: "abbiamo preso tutti qualche etto" toccandosi la pancia. Il nervoso è salito alle stelle, invece di sottolinearlo poteva semplicemente rispondere alla domanda.
Cos' era quella? Una "rassicurazione"? Sinceramente bel modo di rassicurarmi, avrei preferito stesse zitta invece di ribadirlo. Come si può pensare di rassicurare una persona con DCA con quella frase?! A volte questi tentativi fuori luogo mi fanno anche u po' ridere, perché evidenziano ancora di più l'incomprensione che dobbiamo sopportare in questo ambito.
Tutte frasi dette così lo so, non mi arrabbio nemmeno con lei, ma che nel momento che sto vivendo mi hanno distrutta, non immaginano quanto si può essere sensibili sull'argomento, persino mio padre l'ha capito ed è venuto in mia "difesa" e questo vi fa capire il tono in cui l'ha detto. Me lo dice spesso che tutti prendiamo chili ma si scorda il piccolo particolare che non tutte le persone che ingrassano hanno un disturbo del comportamento alimentare.
Mi sento smarrita, non so che obiettivo ho adesso, ho PAURA.
Paura di essere come prima, paura paura paura.
Se lo dico stavolta c'è una ragione, le altre volte ero consapevole di non esserlo.
Ora vi lascio, ho scritto troppo ma ne avevo un gran bisogno! Stasera mi aspetta anche la pizza, è l'anniversario dei miei.
Continuerò a mangiare la mia dose ESAGERATA di pane e penso che ci sentiremo dopo la visita al centro probabilmente, spero solo di non avere crisi, qualsiasi cosa accada.
Quanto è dura... Ora vado a leggere i libri che devo per la scuola, anche se sarà difficile con l'immagine nella testa delle mie cosce strizzate dei jeans, mi peserei ora solo per il gusto di vedere che ho preso già tre chili, ma NON LO FACCIO.
Vi abbraccio tutte.
giovedì 30 luglio 2015
Ne vale la pena.
Questa è stata una delle mie vittorie più grandi se non la più grande in assoluto da quando ho deciso che non voglio la malattia nella mia vita. Per quanto faccia paura è indispensabile, perché se mi tiro indietro dalla paura allora non arriverò mai alla meta e non scoprirò mai se ne sarà valsa la pena. Tutta la sofferenza, il dolore, sono necessari ma saremo ripagate di tutto ne sono convinta.
Oggi ho mangiato un gelato, quello che mi faceva paura, che fino ad un secondo prima avevo pensato di non mangiare, rimandavo e rimandavo, e sapevo che sarebbero finiti e io non lo avrei mangiato.
Nella mia testa c'era un susseguirsi delle possibili opzioni, ma non riuscivo a scegliere... Alla fine mi sono detta che mi andava il gelato, che me lo meritavo nonostante le voci mi continuassero a rimproverare, e soprattutto mi sono convinta che non mi avrebbe fatta ingrassare dieci chili di colpo, mi sono diretta verso il freezer e ho scelto quello che volevo: il cono cinque stelle.
È stata dura, ancora adesso ho i sensi di colpa, ma li sto ignorando perché ho mille altri motivi per cui essere felice, perché l'ho fatto per me, ma l'ho fatto anche per la persona a cui tengo di più, lei lo sa e sa che l'ho fatto grazie a lei.
Devo essere fiera di me perché sto vincendo le mie paure, e mi sento sostenuta, soprattutto dopo quello che è successo ieri al centro, cerco di non dilungarmi troppo ma voglio raccontarvi tutto, perché ieri è stata una delle giornate, la prima in cui ho sentito che è un aiuto veramente.
Ho parlato con la dietista, sto prendendo sempre più confidenza con lei, mi fido ed è molto gentile, si vede che ci tiene che tutte noi stiamo bene, mi ha anche detto che aveva notato che dopo un po' che andiamo li siamo più luminose.
Sono riuscita per la prima volta a buttare fuori tutto ciò che volevo dire, tutto il mio dolore.
Dovete sapere che da quando vivo questa situazione ho vari problemi; che mi portano ad essere sempre stanca, continui capogiri, vitamina D al limite, quando inesistente, problemi soprattutto all'intestino, che mi condizionano veramente tantissimo. Ho fatto le analisi e adesso aspetto il responso, voglio capire da cosa deriva e soprattutto se la causa è un'intolleranza alimentare oltre che la restrizione che ha fatto il suo ruolo.
Non ne ho mai parlato qui, ma questa cosa mi condiziona tantissimo ed è molto molto comune nei DCA. Il mio intestino non funziona più, e per questo io mi sento sempre gonfia, quando non vado in bagno mi vedo davvero subito grassa. Lo psichiatra mi ha spiegato che è comunissimo, che a molte ragazze succede e fanno anche un uso smodato di lassativi per questo!
Mi sono sfogata, ho parlato con dietista e psichiatra insieme, ho espresso la mia volontà di capire perché stessi così male, questa cosa mi condiziona troppo con il cibo. Mi hanno tutti e due rassicurata moltissimo, per una volta non mi sono sentita sottovalutata, come ha fatto il medico di base sottovalutando tantissimo la situazione. Ora vedremo di che si tratta, ma soprattutto mi hanno rassicurata anche su un'altra cosa, quella che io chiamo "pelle flaccida". Io la confondo con il grasso, perciò questo mi porta a restringere, invece mi hanno spiegato che è pelle VUOTA, vuota e denutrita, lo sapevo anch'io, ma forse non ho mai voluto vederlo, lo confondevo con il grasso, e lo psichiatra mi ha spiegato che anche un'altra ragazza aveva questo stesso ragionamento, ma ora che ha preso peso si vede addirittura più magra, perché la pelle si è riempita, ed è così che devo fare io, devo prendere quel peso che mi serve che mi piaccia o no.
Abbiamo parlato molto, ma se vi dicessi tutto non finirei più, le cose più importanti sono state queste!
Sto continuando col diario alimentare, la dietista mi ha detto che devo aumentare il pane e fare anche merende più sostanziose, perché nonostante tutte le mie paure, tutti i sensi di colpa, ho addirittura perso peso rispetto alla scorsa volta, vi giuro che non potevo crederci.
Ho perso anche mezzo centimetro nelle mie odiate cosce, che io vedevo il doppio ma che non sono mai cambiare da quando sono lì nonostante le fluttuazioni di peso.
Questo mi ha dato davvero forza, perché ancora non mi abituo all'idea, ma il mio obiettivo è prendere peso, sto perdendo ancora muscoli...
Non riesco ancora a realizzare di dover aumentare, ma adesso vedo tutto in modo completamente diverso, e spero che non cambi, spero che non sia una fase perché non mi sono mai impegnata così!
So che se continuo, continuo sempre ne varrà la pena.
Il mio metabolismo si sta risvegliando, e spero davvero che stavolta non sia stata "fortuna" spero davvero che si stai riprendendo, io continuo perché è l'unica cosa da fare!
Un'altra cosa che volevo dirvi è che poi hanno voluto conoscere mio padre, gli hanno aperto un po' gli occhi ma non so quanto abbia aiuto, lui pensa sia una cosa fisica e non ha idea di cosa sia un DCA, ma spero lo abbia capito meglio... Devo anche fare una cosa insieme a lui, qualsiasi cosa anche banale ma ho questo compito, non so se ci riuscirò, ci proverò, anche se non mi sento capita.
Domani ho anche una cena, a casa mia... Organizziamo tutto e verranno degli amici, tra cui una mia amica a cui sono legata ma che viene solo in estate, spero di non sentirmi troppo giudicata e in imbarazzo, perché sono a conoscenza del problema, ma io mangerò senza preoccupazioni, e la cosa incredibile è che oggi ho mangiato quel gelato, nonostante io mangi il pane e nonostante questa cena, se mi guardo indietro non so come sia possibile, so solo che il sostegno mi ha salvata, il sostegno dell'unica persona che mi può capire davvero, nel senso ontologico del termine.
Vi lascio con questa foto, voglio ricordare questo momento. Vi mando un bacio, e vi ricordo che i momenti duri, durissimi ci sono, io stessa anche se non l'ho detto ho fatto dei pensieri malati, non immaginate quanto... Ho dovuto lottare ogni giorno contro la mai testa ma si deve continuare sempre, e trarre il meglio dai quei momenti.
Ne varrà la pena.
mercoledì 15 luglio 2015
Fa paura, è rischioso...Ma fino in fondo ci sto andando davvero.
Fa un caldo allucinante, vi scrivo mentre sono spalmata sul letto sperando che arrivi un filo d'aria.
Sono tre giorni che mi alzo alle 6:30, la voragine che mi si crea dentro lo stomaco e il mio corpo che urla per essere nutrito mi impediscono di dormire di più, poi se ci si mette anche il caldo diciamo che non è proprio l'ideale. So che mi sveglio così presto perché sono ancora denutrita, è proprio uno dei sintomi ed è molto comune, ma volevo dirvi che non sto mollando, non ho mangiato meno anzi non so dove sto trovando la forza per andare avanti.
Voglio aggiornarvi un po', nello scorso post vi avevo parlato del fatto che come obiettivo avevo mangiare almeno una fetta di pane normale la sera e prendere l'integratore. Ebbene, da quando l'ho scritto l'ho fatto TUTTI i giorni, non c'è stato un giorno in cui ho ceduto e non ho preso uno dei due. Mi stupisco di me stessa davvero, le paure ci sono, la malattia urla e mi rimprovera. Non vi nego che psicologicamente sto avendo molti crolli, le vocine urlano.
Ma non ho mai ceduto.
Il pane è davvero il mio più grande terrore, considerate che andavo in crisi per 15-20 grammi di pane quando provavo a mangiarlo prima di trovare questa forza. Una volta ho addirittura pianto, e ho detto tutto. Vi dico solo che ora ne sto mangiando una fetta tutte le sere, e non la sto neanche pesando, ma non vi immaginate una fetta da 30 grammi, perché sono sicuramente di più forse il doppio, chi lo sa.
Eppure non ho versato neanche una lacrima, sto davvero contrastando le voci con motivazioni più forti e razionali, giuro che non mi sono mai impegnata così! Mai!
Le ragioni che mi fanno andare avanti ci sono per fortuna, mi sto impegnando così perché non voglio vivere per sempre a dieta e mantenermi con un basso apporto calorico, voglio poter mangiare sano, ma completo, senza programmi e buchi della fame che non sempre possono essere soddisfatti ( sarà mai possibile?!) altra cosa molto importante voglio tornare ad avere organi funzionanti, in particolare l'intestino distrutto che ho. Voglio sentirmi in forze, e mi spinge il fatto che alla visita potrò sfogarmi se sarò lievitata di colpo! Non so se capite questo ragionamento, ma sono più tranquilla perché me lo ha detto la nutrizionista, e lo psichiatra ha detto che posso anche incazzarmi ( scusate, ha detto testuali parole, è un soggetto particolare!) se dovessi lievitare seguendo le sue indicazioni insomma, intendeva questo. Questo mi spingeva davvero, anche perché sto facendo il solito diario alimentare, e di mentire non me la sento, sono due mesi che vado li, solo se esco dalla zona di sicurezza e ci provo davvero posso vedere se riesco a mantenermi, se in questa settimana una fetta di pane e l'integratore mi faranno ingrassare come credo. Se non ingrassassi in queste due settimane sarebbe davvero un sogno, io ci spero, ma non so se sia possibile. Ho sempre paura che il filo che mi tiene a galla si spezzi, non immaginate quanti pensieri malati mi scattano, quanto vorrei ridurre questo corpo a brandelli, quanto proprio non vorrei un corpo da quanto vorrei essere invisibile; ma sono stanca, STANCA.
Per la questione integratore... Anche questo lo sto prendendo ogni giorno, fino ad ora prendevo uno che ha 200 calorie, sono ipercalorici ma anche iperproteici, considerate che questa bottiglietta era da 200 ml. E si, mi faceva tanta paura, calorie liquide= calorie inutili, non è vero cibo pensavo. Adesso ne sto prendendo uno da 125 ml, ed ha 300 CALORIE. La cosa che mi faceva andare avanti è il fatto che comunque non sono calorie come se mangiassi una torta al cioccolato, sono calorie diverse, che servono solo a darmi energia e dicono che siano "già assimilate".
La paura si fa forte perché mangio anche il pane, e perché penso sempre che io con un BMI al limite del normopeso non posso ingrassare. A volte mi è venuta rabbia, perché vogliono farmi ingrassare?! Io non ho bisogno di quei chili, mi è tornato anche il ciclo! E sapere che lo assumono ragazze molto più magre di me mi fa venire ancora più paura, perché so che di solito si fa in sotto peso grave.
Ma poi recupero la ragione penso che io sono denutrita, che non c'è peso per essere denutrita e che sono malata quanto loro. Non so come faccio a fare pensieri razionali a volte, ma io lo so, so che sto male e che ho bisogno di riprendermi!
La mia immagine non è delle migliori, ho anche resistito a non pesarmi (!!!) non so come sto facendo davvero, non lo so. Sto facendo grande esercizio di autocontrollo perché so che se solo mi lascio andare un secondo rovino tutto, ritorno alle vecchie abitudini e anche peggio.
Ho anche paura di sviluppare un altro disturbo per guarire, è molto comune: si tratta solo di sostituire il tipo di controllo. Molte persone sviluppano l'ortoressia, che altro non è che l'anoressia stessa, ma il controllo maniacale è sul cibo sano. Molte persone diventato addirittura vegane o vegetariane, ma non per motivi etici, bensì per avere una "scusa" per controllare tutto ed evitare certi alimenti. Semplicemente per trovare un modo più "socialmente accettabile" di controllare tutto della propria alimentazione, in questo modo ci si sente "meno malate" guarite a metà. Si ha ancora quel controllo maniacale, ma ci si può giustificare dicendo che si vuol solo mangiare sano, peccato che sia una malattia al pari dell'anoressia e di qualsiasi altro DCA.
A questo si accompagna la fissa per l'attività fisica, mi sto accorgendo che è facile caderci. ( Voi che ne pensate?)
Non dico che svilupperò questo disturbo, anzi sto andando avanti per la mia strada come ho detto, nonostante mi ritrovo in faccia tutti i giorni piccole cose che mi fanno venir voglia di mollare tutto.
Certo, mi accorgo che ad esempio mangio sempre meno cose confezionate, cerco sempre le alternative più sane, mi sento meno in colpa. Ma fortunatamente è ancora una cosa innocente e blanda, non voglio arrivare a demonizzare ogni cosa che metto in bocca. Io infatti sono sempre stata della politica che non esiste cibo sano e non sano, tutto dipende dal contesto, questo spiega anche perché non sono arrivata mai a limiti esagerati e squilibrati persino nella restrizione, forse per questo hanno fiducia in me.
Ma io sono comunque affetta da un disturbo alimentare, sono comunque malata, e la prossima volta cercherò di parlare riguardo ad un possibile piano.
Adesso sto andando avanti con tutte le forze, ma ho bisogno di un supporto, da sola non posso uscirne, mi sentirei giustificata a tornare indietro.
La persona che mi sta dando più forza e che mi sta più vicina è Sybil, lo dico sempre ma lo ribadisco, io senza di lei non saprei letteralmente come farei, e questo percorso lo sto dedicando anche a lei, e a tutte voi. Lei mi ha aiutata più dei medici, mi ha dato quella spinta che mi mancava, è sempre strano da descrivere, ma lei mi ha aperto gli occhi, è l'unica che sa come sto realmente. Posso dire che oltre alla mia vita tra le ragioni per cui andare avanti c'è lei! Glielo devo. Facendolo anche per lei mi sento .più forte, mi aiuta tantissimo a ricordarmi il mio obiettivo, ed è un farsi del bene a vicenda,
È difficilissimo ragazze, non vi nego che a volte ho paura, tanta. L'unico modo per guarire è affrontare tutto, anche quando mi vedo enorme, anche quando mi sento materialmente ingrassata, ed è una sensazione orribile. Spero ne varrà la pena, sono sicura che ne vale la pena, ma devo sopportare tutto, so che ci saranno momenti no, per ora mi sorprendo di come sto riuscendo a reagire.
Vi lascio ragazze, vi mando un bacio! Grazie di cuore per il vostro sostegno... È importantissimo per me, leggere che credete così in me è una spinta ad andare avanti.
Sono tre giorni che mi alzo alle 6:30, la voragine che mi si crea dentro lo stomaco e il mio corpo che urla per essere nutrito mi impediscono di dormire di più, poi se ci si mette anche il caldo diciamo che non è proprio l'ideale. So che mi sveglio così presto perché sono ancora denutrita, è proprio uno dei sintomi ed è molto comune, ma volevo dirvi che non sto mollando, non ho mangiato meno anzi non so dove sto trovando la forza per andare avanti.
Voglio aggiornarvi un po', nello scorso post vi avevo parlato del fatto che come obiettivo avevo mangiare almeno una fetta di pane normale la sera e prendere l'integratore. Ebbene, da quando l'ho scritto l'ho fatto TUTTI i giorni, non c'è stato un giorno in cui ho ceduto e non ho preso uno dei due. Mi stupisco di me stessa davvero, le paure ci sono, la malattia urla e mi rimprovera. Non vi nego che psicologicamente sto avendo molti crolli, le vocine urlano.
Ma non ho mai ceduto.
Il pane è davvero il mio più grande terrore, considerate che andavo in crisi per 15-20 grammi di pane quando provavo a mangiarlo prima di trovare questa forza. Una volta ho addirittura pianto, e ho detto tutto. Vi dico solo che ora ne sto mangiando una fetta tutte le sere, e non la sto neanche pesando, ma non vi immaginate una fetta da 30 grammi, perché sono sicuramente di più forse il doppio, chi lo sa.
Eppure non ho versato neanche una lacrima, sto davvero contrastando le voci con motivazioni più forti e razionali, giuro che non mi sono mai impegnata così! Mai!
Le ragioni che mi fanno andare avanti ci sono per fortuna, mi sto impegnando così perché non voglio vivere per sempre a dieta e mantenermi con un basso apporto calorico, voglio poter mangiare sano, ma completo, senza programmi e buchi della fame che non sempre possono essere soddisfatti ( sarà mai possibile?!) altra cosa molto importante voglio tornare ad avere organi funzionanti, in particolare l'intestino distrutto che ho. Voglio sentirmi in forze, e mi spinge il fatto che alla visita potrò sfogarmi se sarò lievitata di colpo! Non so se capite questo ragionamento, ma sono più tranquilla perché me lo ha detto la nutrizionista, e lo psichiatra ha detto che posso anche incazzarmi ( scusate, ha detto testuali parole, è un soggetto particolare!) se dovessi lievitare seguendo le sue indicazioni insomma, intendeva questo. Questo mi spingeva davvero, anche perché sto facendo il solito diario alimentare, e di mentire non me la sento, sono due mesi che vado li, solo se esco dalla zona di sicurezza e ci provo davvero posso vedere se riesco a mantenermi, se in questa settimana una fetta di pane e l'integratore mi faranno ingrassare come credo. Se non ingrassassi in queste due settimane sarebbe davvero un sogno, io ci spero, ma non so se sia possibile. Ho sempre paura che il filo che mi tiene a galla si spezzi, non immaginate quanti pensieri malati mi scattano, quanto vorrei ridurre questo corpo a brandelli, quanto proprio non vorrei un corpo da quanto vorrei essere invisibile; ma sono stanca, STANCA.
Per la questione integratore... Anche questo lo sto prendendo ogni giorno, fino ad ora prendevo uno che ha 200 calorie, sono ipercalorici ma anche iperproteici, considerate che questa bottiglietta era da 200 ml. E si, mi faceva tanta paura, calorie liquide= calorie inutili, non è vero cibo pensavo. Adesso ne sto prendendo uno da 125 ml, ed ha 300 CALORIE. La cosa che mi faceva andare avanti è il fatto che comunque non sono calorie come se mangiassi una torta al cioccolato, sono calorie diverse, che servono solo a darmi energia e dicono che siano "già assimilate".
La paura si fa forte perché mangio anche il pane, e perché penso sempre che io con un BMI al limite del normopeso non posso ingrassare. A volte mi è venuta rabbia, perché vogliono farmi ingrassare?! Io non ho bisogno di quei chili, mi è tornato anche il ciclo! E sapere che lo assumono ragazze molto più magre di me mi fa venire ancora più paura, perché so che di solito si fa in sotto peso grave.
Ma poi recupero la ragione penso che io sono denutrita, che non c'è peso per essere denutrita e che sono malata quanto loro. Non so come faccio a fare pensieri razionali a volte, ma io lo so, so che sto male e che ho bisogno di riprendermi!
La mia immagine non è delle migliori, ho anche resistito a non pesarmi (!!!) non so come sto facendo davvero, non lo so. Sto facendo grande esercizio di autocontrollo perché so che se solo mi lascio andare un secondo rovino tutto, ritorno alle vecchie abitudini e anche peggio.
Ho anche paura di sviluppare un altro disturbo per guarire, è molto comune: si tratta solo di sostituire il tipo di controllo. Molte persone sviluppano l'ortoressia, che altro non è che l'anoressia stessa, ma il controllo maniacale è sul cibo sano. Molte persone diventato addirittura vegane o vegetariane, ma non per motivi etici, bensì per avere una "scusa" per controllare tutto ed evitare certi alimenti. Semplicemente per trovare un modo più "socialmente accettabile" di controllare tutto della propria alimentazione, in questo modo ci si sente "meno malate" guarite a metà. Si ha ancora quel controllo maniacale, ma ci si può giustificare dicendo che si vuol solo mangiare sano, peccato che sia una malattia al pari dell'anoressia e di qualsiasi altro DCA.
A questo si accompagna la fissa per l'attività fisica, mi sto accorgendo che è facile caderci. ( Voi che ne pensate?)
Non dico che svilupperò questo disturbo, anzi sto andando avanti per la mia strada come ho detto, nonostante mi ritrovo in faccia tutti i giorni piccole cose che mi fanno venir voglia di mollare tutto.
Certo, mi accorgo che ad esempio mangio sempre meno cose confezionate, cerco sempre le alternative più sane, mi sento meno in colpa. Ma fortunatamente è ancora una cosa innocente e blanda, non voglio arrivare a demonizzare ogni cosa che metto in bocca. Io infatti sono sempre stata della politica che non esiste cibo sano e non sano, tutto dipende dal contesto, questo spiega anche perché non sono arrivata mai a limiti esagerati e squilibrati persino nella restrizione, forse per questo hanno fiducia in me.
Ma io sono comunque affetta da un disturbo alimentare, sono comunque malata, e la prossima volta cercherò di parlare riguardo ad un possibile piano.
Adesso sto andando avanti con tutte le forze, ma ho bisogno di un supporto, da sola non posso uscirne, mi sentirei giustificata a tornare indietro.
La persona che mi sta dando più forza e che mi sta più vicina è Sybil, lo dico sempre ma lo ribadisco, io senza di lei non saprei letteralmente come farei, e questo percorso lo sto dedicando anche a lei, e a tutte voi. Lei mi ha aiutata più dei medici, mi ha dato quella spinta che mi mancava, è sempre strano da descrivere, ma lei mi ha aperto gli occhi, è l'unica che sa come sto realmente. Posso dire che oltre alla mia vita tra le ragioni per cui andare avanti c'è lei! Glielo devo. Facendolo anche per lei mi sento .più forte, mi aiuta tantissimo a ricordarmi il mio obiettivo, ed è un farsi del bene a vicenda,
È difficilissimo ragazze, non vi nego che a volte ho paura, tanta. L'unico modo per guarire è affrontare tutto, anche quando mi vedo enorme, anche quando mi sento materialmente ingrassata, ed è una sensazione orribile. Spero ne varrà la pena, sono sicura che ne vale la pena, ma devo sopportare tutto, so che ci saranno momenti no, per ora mi sorprendo di come sto riuscendo a reagire.
Vi lascio ragazze, vi mando un bacio! Grazie di cuore per il vostro sostegno... È importantissimo per me, leggere che credete così in me è una spinta ad andare avanti.
venerdì 10 luglio 2015
Fino in fondo.
Sono giorni che cerco di scrivere un post decente, oltre al contenuto la cosa che mi mette in crisi è anche il titolo però mi piace metterlo, racchiude tutto. Anche nel contenuto non so mai come organizzarmi, più che altro perché ogni giorno mi sento diversamente e capitano cose sconnesse le une dalle altre, il mio umore cambia continuamente e ogni giorno devo lottare con le mie contraddizioni ma sento il bisogno di raccontare qualcosa per cui scrivo.
Partiamo dalla questione centro, ci sono andata l'altro ieri e prima di raccontare com'è andata vi spiego un po' com'è andata questa settimana di 'libertà' che mi avevano dato. Un po' per paura, un po' per i blocchi, un po' perché purtroppo a volte non mi sento pronta a lasciare la malattia e mi sembra di non arrivare mai non ho fatto grossi cambiamenti in questa settimana, benché la volontà ci fosse e benché ci abbia provato, infatti dei piccoli cambiamenti li avevo fatti ma non erano abbastanza. Sono andata li quasi senza speranze, come ho detto nonostante mi ripeto ogni giorno che vale la pena provare e migliorarsi, che vale la pena non identificarsi con la malattia, che non ha senso peggiorare non riesco mai a fare quel passo in più, mi sento spaesata.
Se non ho una montagna da scalare, qualcosa da inseguire che faccio della mia vita? E' questo pensiero che mi porta sempre a tornare sui miei passi, a non uscire dalla 'zona di sicurezza', a volte mi piacerebbe guarire, ma guarire un po' a metà, un piede all'inferno e uno in paradiso. Stare bene ma tenersi sempre quello spazio dentro di te, in cui poterti rifugiare, quel posto che sempre inferno è, ma è un inferno rassicurante.
Se ci penso realizzo che non è possibile 'guarire a metà', perché di fatto non sarei guarita.
Ero in balia di questo pensiero mentre stavo andando al centro, poi in quella sala d'attesa mi sono messa a riflettere; Cosa ci faccio io qui? Quanto tempo sto perdendo e quanto ne perderò ancora se almeno non ci provo? e mentre pensavo questo mi stavo convincendo che se non ci ero riuscita questa settimana non dovevo rinunciare a provarci, a fare quel passo oltre.
Quando sono entrata c'erano sia lo psichiatra che la nutrizionista. Lei ha visto il mio diario, e anche lui lo stava guardando soffermandosi sulle sensazioni che avevo scritto. La nutrizionista ha notato che era sempre restrittivo, mi ha ribadito il pane la sera, poi mi ha pesata ed il peso era stabile. Per me questa era una rassicurazione, ho il terrore di ingrassare anche cosi! Lo psichiatra mi ha fatto notare che sarebbe meglio se mi mantenessi con un'alimentazione giusta, anche se avrebbe potuto portare ad un aumento, perché sarebbe stato giusto. Poi mi ha fatto delle domande, e mi ha detto di scrivere quello che mi dice la vocina, i rimproveri che mi fa e anche se non hanno senso per me devo scriverlo.
La nutrizionista poi mi ha fatto il discorso che così è distruttivo, che anche se non sono ad un sottopeso da rischiare la vita un aumento di peso sarebbe funzionale, mi ha anche prescritto un integratore, quelli super calorici che si danno in caso di malnutrizione, e questo mi ha scioccata un po', perché io non mi vedo affatto sottopeso. Però che ho denutrito il mio corpo lo so, per quello non c'è peso, si può anche essere normopeso e addirittura sovrappeso per essere denutriti. Per questo ho messo a tacere quella voce, e ho deciso di prenderlo. Inoltre serve anche ad allargare lo stomaco, perché saziandomi con quantità più ridotte, appena mangio di più mi gonfio come un pallone, e penso sono piena=ho mangiato troppo, e da li partono i sensi di colpa.
Ammetto che mi ha fatto paura, ma oggi l'ho preso ed il gusto non è neanche male...!
Qui arrivo al succo del post, volevo scriverlo soprattutto per darmi motivazione. Non solo ho preso l'integratore, ma ieri dopo non so quanto ho mangiato UNA FETTA DI PANE, A CENA!
Finora avevo sempre mangiato qualche piccola galletta, qualche crackers o i wasa integrali... ed in quantità esigue! Mi sembravano insormontabili pure quelli, ma visto che prima non ne mangiavo proprio carboidrati a cena mi era stato d'aiuto per reinserirne un minimo.
La cosa è stata molto sofferta ma anche molto improvvisa ed è andata più o meno così, all'inizio ero proprio convinta di non mangiarlo, di mangiare qualche sostituto più leggero... Avevo mille pensieri in testa, "Che faccio? Continuo a stare nella mia zona di sicurezza cosi tra due settimane alla visita potrò anche essere scesa però comunque faccio vedere che un po' mi impegno?" Ero nel pallone... poi però ha prevalso la coscienza che ha parlato, e mi sono detta " No, adesso mangio quel cavolo di pane, che è mille volte più buono di quella roba che ritengo più sicura, mi sento debole e non devo costringere il mio corpo a bruciarsi i muscoli, quella fetta che non mangio adesso la dovrò scontare dopo con la fame"
Così alla fine ho deciso, siamo in ballo, ormai balliamo! Infatti è ciò che continuerò a fare per queste due settimane che mi separano dalla visita, inutile soffermarmi sui sensi di colpa e su quanto mi vedo grassa, vedrò come va qualsiasi cosa la dirò alla nutrizionista devo convincermi che non posso ingrassare con una fetta di pane o due a cena, perché punto a mangiare sempre più completo, e anche agli altri pasti! Per ora mi do questo obiettivo, se sarò lievitata chiederò spiegazioni! ( Potrei anche accettare di dover prendere tre chili, ma non con un apporto calorico che rimane restrittivo nonostante l'aggiunta del pane!)
E' molto difficile ma stavolta è diverso dalle altre, voglio fare questa prova, io stasera mangio il pane e cosi per altre due settimane, nonostante il pensiero mi faccia venire il magone, le altre volte avrei già mollato, stavolta no altrimenti è un continuo mordersi la coda e non guarirò mai.
Ho parlato troppo come sempre e vi avevo avvertite che i miei post non hanno logica, ma questo era troppo importante per non essere scritto, perché è la prima volta che vado in fondo, da quando ho avuto la ricaduta. Il bello è che andrei avanti ancora per ore, e probabilmente mi contraddirrei ad ogni frase, ma stavolta devo andare fino in fondo, devo sopportare i pensieri malati.
Vi abbraccio tutte fortissimo!
<3
Partiamo dalla questione centro, ci sono andata l'altro ieri e prima di raccontare com'è andata vi spiego un po' com'è andata questa settimana di 'libertà' che mi avevano dato. Un po' per paura, un po' per i blocchi, un po' perché purtroppo a volte non mi sento pronta a lasciare la malattia e mi sembra di non arrivare mai non ho fatto grossi cambiamenti in questa settimana, benché la volontà ci fosse e benché ci abbia provato, infatti dei piccoli cambiamenti li avevo fatti ma non erano abbastanza. Sono andata li quasi senza speranze, come ho detto nonostante mi ripeto ogni giorno che vale la pena provare e migliorarsi, che vale la pena non identificarsi con la malattia, che non ha senso peggiorare non riesco mai a fare quel passo in più, mi sento spaesata.
Se non ho una montagna da scalare, qualcosa da inseguire che faccio della mia vita? E' questo pensiero che mi porta sempre a tornare sui miei passi, a non uscire dalla 'zona di sicurezza', a volte mi piacerebbe guarire, ma guarire un po' a metà, un piede all'inferno e uno in paradiso. Stare bene ma tenersi sempre quello spazio dentro di te, in cui poterti rifugiare, quel posto che sempre inferno è, ma è un inferno rassicurante.
Se ci penso realizzo che non è possibile 'guarire a metà', perché di fatto non sarei guarita.
Ero in balia di questo pensiero mentre stavo andando al centro, poi in quella sala d'attesa mi sono messa a riflettere; Cosa ci faccio io qui? Quanto tempo sto perdendo e quanto ne perderò ancora se almeno non ci provo? e mentre pensavo questo mi stavo convincendo che se non ci ero riuscita questa settimana non dovevo rinunciare a provarci, a fare quel passo oltre.
Quando sono entrata c'erano sia lo psichiatra che la nutrizionista. Lei ha visto il mio diario, e anche lui lo stava guardando soffermandosi sulle sensazioni che avevo scritto. La nutrizionista ha notato che era sempre restrittivo, mi ha ribadito il pane la sera, poi mi ha pesata ed il peso era stabile. Per me questa era una rassicurazione, ho il terrore di ingrassare anche cosi! Lo psichiatra mi ha fatto notare che sarebbe meglio se mi mantenessi con un'alimentazione giusta, anche se avrebbe potuto portare ad un aumento, perché sarebbe stato giusto. Poi mi ha fatto delle domande, e mi ha detto di scrivere quello che mi dice la vocina, i rimproveri che mi fa e anche se non hanno senso per me devo scriverlo.
La nutrizionista poi mi ha fatto il discorso che così è distruttivo, che anche se non sono ad un sottopeso da rischiare la vita un aumento di peso sarebbe funzionale, mi ha anche prescritto un integratore, quelli super calorici che si danno in caso di malnutrizione, e questo mi ha scioccata un po', perché io non mi vedo affatto sottopeso. Però che ho denutrito il mio corpo lo so, per quello non c'è peso, si può anche essere normopeso e addirittura sovrappeso per essere denutriti. Per questo ho messo a tacere quella voce, e ho deciso di prenderlo. Inoltre serve anche ad allargare lo stomaco, perché saziandomi con quantità più ridotte, appena mangio di più mi gonfio come un pallone, e penso sono piena=ho mangiato troppo, e da li partono i sensi di colpa.
Ammetto che mi ha fatto paura, ma oggi l'ho preso ed il gusto non è neanche male...!
Qui arrivo al succo del post, volevo scriverlo soprattutto per darmi motivazione. Non solo ho preso l'integratore, ma ieri dopo non so quanto ho mangiato UNA FETTA DI PANE, A CENA!
Finora avevo sempre mangiato qualche piccola galletta, qualche crackers o i wasa integrali... ed in quantità esigue! Mi sembravano insormontabili pure quelli, ma visto che prima non ne mangiavo proprio carboidrati a cena mi era stato d'aiuto per reinserirne un minimo.
La cosa è stata molto sofferta ma anche molto improvvisa ed è andata più o meno così, all'inizio ero proprio convinta di non mangiarlo, di mangiare qualche sostituto più leggero... Avevo mille pensieri in testa, "Che faccio? Continuo a stare nella mia zona di sicurezza cosi tra due settimane alla visita potrò anche essere scesa però comunque faccio vedere che un po' mi impegno?" Ero nel pallone... poi però ha prevalso la coscienza che ha parlato, e mi sono detta " No, adesso mangio quel cavolo di pane, che è mille volte più buono di quella roba che ritengo più sicura, mi sento debole e non devo costringere il mio corpo a bruciarsi i muscoli, quella fetta che non mangio adesso la dovrò scontare dopo con la fame"
Così alla fine ho deciso, siamo in ballo, ormai balliamo! Infatti è ciò che continuerò a fare per queste due settimane che mi separano dalla visita, inutile soffermarmi sui sensi di colpa e su quanto mi vedo grassa, vedrò come va qualsiasi cosa la dirò alla nutrizionista devo convincermi che non posso ingrassare con una fetta di pane o due a cena, perché punto a mangiare sempre più completo, e anche agli altri pasti! Per ora mi do questo obiettivo, se sarò lievitata chiederò spiegazioni! ( Potrei anche accettare di dover prendere tre chili, ma non con un apporto calorico che rimane restrittivo nonostante l'aggiunta del pane!)
E' molto difficile ma stavolta è diverso dalle altre, voglio fare questa prova, io stasera mangio il pane e cosi per altre due settimane, nonostante il pensiero mi faccia venire il magone, le altre volte avrei già mollato, stavolta no altrimenti è un continuo mordersi la coda e non guarirò mai.
Ho parlato troppo come sempre e vi avevo avvertite che i miei post non hanno logica, ma questo era troppo importante per non essere scritto, perché è la prima volta che vado in fondo, da quando ho avuto la ricaduta. Il bello è che andrei avanti ancora per ore, e probabilmente mi contraddirrei ad ogni frase, ma stavolta devo andare fino in fondo, devo sopportare i pensieri malati.
Vi abbraccio tutte fortissimo!
<3
giovedì 2 luglio 2015
"Il maggiordomo interiore"
Questa espressione mi ha colpita molto, mi è stata detta dalla dietista proprio ieri che sono andata al centro. La volta scorsa avevamo concordato con la nutrizionista che mi sarebbe stato dato lo schema alimentare ed io ne ero convintissima! Ieri, arrivata li dopo una lunga attesa come sempre, entra anche mia madre con me. Per prima cosa mi ha chiesto come andasse in generale e come mi vedessi, io le ho detto che sono riuscita ad andare a due compleanni e che mi sono gestita abbastanza bene con il cibo, anche se poi mi sono sentita in colpa. Lei è stata molto contenta, mi ha detto che è stata una sfida e che sono stata brava, mi ha fatto tutto un discorso sul fatto che devo cogliere le occasioni.
Poi mi ha pesata, fortunatamente di spalle, così non sapevo il peso ed è stato un bene. Sento sicuramente che il peso stavolta sia più alto, perché innanzitutto l'ultima volta era mattina quando mi ha pesata la nutrizionista, poi perché essendo andata alle feste e avendo mangiato più liberamente anche se solo liquidi e gonfiore sulla bilancia il peso sarà salito, ma io non lo so e va bene così.
Ora torniamo al maggiordomo interiore, vi spiego meglio! Dopo aver parlato ha visto un po' gli scorsi diari alimentari che avevo riempito, e mi ha ribadito come sempre il pane la sera, facendomi il solito discorso che prendiamo il glicogeno da pasta, pane, patate, cereali ecc... e che è indispensabile anche di sera, visto che il corpo lavora e quel pane che non ho mangiato me lo farà scontare dopo. Ad un certo punto, dopo essere uscita dallo studio e essersi consultata con la nutrizionista rientra e mi dice che più che darmi uno schema dobbiamo lavorare sulla libertà, che io sono già avanti, che ho le basi e avere uno schema sarebbe come mettere un "gesso", in effetti è vero, io le ho le basi perché nella mia restrizione sono stata abbastanza equilibrata... ma al mio corpo non basta, anche se mi ostino a pensare di poter vivere così a volte, so che devo fare pasti più completi, in modo tale da avere le energie giuste e non dover resistere alla fame. Devo ritrovare il maggiordomo interiore, che mi da le giuste porzioni, come prima della malattia, ma sinceramente io non me lo ricordo. Ricordo solo che mangiavo quando mi andava e quello che mi andava, cosa impensabile ora, non so voi ma io il mio maggiordomo l'ho licenziato da un pezzo.
All'inizio non l'ho presa affatto bene, mi sono sentita completamente spaesata, come faccio io che sono influenzata dalla malattia a saper assecondarmi? Come faccio a sapere la giusta porzione? Sì, in teoria so tutto, come immagino anche tutte voi, so tutto di alimentazione ormai, forse per questo che mi sono gestita abbastanza anche nella restrizione. Ma come faccio a metterle in pratica? Pensavo che uno schema stampato nero su bianco mi avesse potuto aiutare, mi si è anche innescato il ragionamento "non sono abbastanza malata neanche per avere uno schema!" mi sono sentita spaesata, e con mia grande sorpresa poi non sono neanche scoppiata a piangere, a martellarmi il cervello pensando di non essere malata, l'ho sentita anche come una negazione d'aiuto, ma alla fine ho colto il senso di quello che voleva dirmi la dietista.
Ha ragione in fondo, avere uno schema sarebbe limitante, sarebbe sostituire un controllo all'altro e quando non potrei rispettarlo impazzirei, e forse non mi andrebbe neanche bene e mi lamenterei comunque, allora ho deciso di provarci, perché in teoria so tutto quello che dovrei fare, la parte difficile sarà la pratica. Quindi, cerco davvero di andare avanti e fare quello che devo fare, perché non mi sentirò mai dire quello che voglio farmi sentir dire, io intanto ci provo davvero perché così non posso ancora tirare avanti per molto, devo incrementare un po' tutto. Grazie come sempre al supporto indispensabile di Sybil che mi ha anche spiegato com'era il suo piano e mi ha fatto capire gli svantaggi ho una visone diversa, ormai lo dico in ogni post, ma senza di lei non ce la farei! E' impegnatissima ma mi da sempre attenzione, e voglio provarci per lei, perché grazie a lei ho colto l'aspetto positivo di questa mia "libertà"e che mi da una ragione per farcela.
Le paure ci sono, ho paura che tutta questa fiducia che mi danno non me la meriti, perché comunque sono influenzata dalla parte malata! Ho paura anche che con questa libertà io restringa, ma avendo il diario alimentare mi sarà più facile impegnarmi, perché devo essere sincera su ciò che mangio, e una possibilità me la voglio dare, penso che mi aiuteranno se vedono che non ce la faccio, dovrebbe essere scontato ma a volte mi sembra di essere presa un po' alla leggera rispetto ad altre a cui dopo una settimana che sono li danno uno schema, mentre io ci vado dal sei maggio e mi sembra di non aver concretizzato niente se non i progressi che ho fatto in certe situazioni da sola e con l'aiuto di Cecilia. Dovevo dirlo, mi dispiace ma è quello che sento, ma vado avanti, le ragioni per lottare le ho!
Questa è più o meno la situazione, chissà se questo "maggiordomo" sarà affidabile dopo che l'ho licenziato brutalmente. Volevo condividerlo qui! La notte rifletto molto, di notte mi sembra tutto superabile o quasi, mi dico domani mangio completo e salutare, mangio il pane e anche i dolci nelle giuste quantità, seguo il senso di sazietà e do al mio corpo tutto quello che gli serve, e mentre faccio queste riflessioni ci credo, perché sono stremata dopo essere andata a dormire senza essermi saziata completamente e sento i muscoli doloranti, non riesco a dormire. Il mattino poi è più difficile, ma mi sto impegnando, sembrerà una cavolata ma ho fatto merenda con latte e biscotti, anche se erano quelli leggeri e ormai o non sento la fame (o faccio finta di non sentirla?) o ho dei vuoti allucinanti in questi giorni e se non mangio subito e ho tutto pronto rischierei di abbuffarmi! Ma come ho detto passo dopo passo ci provo, sento una grossa responsabilità, davvero grandissima.
Ora vi lascio, vi abbraccio tutte forte! <3 Grazie ad ognuna di voi. mi sento a casa qui. Vi lascio anche una domanda, secondo voi è possibile ritrovare il nostro maggiordomo interiore?
Poi mi ha pesata, fortunatamente di spalle, così non sapevo il peso ed è stato un bene. Sento sicuramente che il peso stavolta sia più alto, perché innanzitutto l'ultima volta era mattina quando mi ha pesata la nutrizionista, poi perché essendo andata alle feste e avendo mangiato più liberamente anche se solo liquidi e gonfiore sulla bilancia il peso sarà salito, ma io non lo so e va bene così.
Ora torniamo al maggiordomo interiore, vi spiego meglio! Dopo aver parlato ha visto un po' gli scorsi diari alimentari che avevo riempito, e mi ha ribadito come sempre il pane la sera, facendomi il solito discorso che prendiamo il glicogeno da pasta, pane, patate, cereali ecc... e che è indispensabile anche di sera, visto che il corpo lavora e quel pane che non ho mangiato me lo farà scontare dopo. Ad un certo punto, dopo essere uscita dallo studio e essersi consultata con la nutrizionista rientra e mi dice che più che darmi uno schema dobbiamo lavorare sulla libertà, che io sono già avanti, che ho le basi e avere uno schema sarebbe come mettere un "gesso", in effetti è vero, io le ho le basi perché nella mia restrizione sono stata abbastanza equilibrata... ma al mio corpo non basta, anche se mi ostino a pensare di poter vivere così a volte, so che devo fare pasti più completi, in modo tale da avere le energie giuste e non dover resistere alla fame. Devo ritrovare il maggiordomo interiore, che mi da le giuste porzioni, come prima della malattia, ma sinceramente io non me lo ricordo. Ricordo solo che mangiavo quando mi andava e quello che mi andava, cosa impensabile ora, non so voi ma io il mio maggiordomo l'ho licenziato da un pezzo.
All'inizio non l'ho presa affatto bene, mi sono sentita completamente spaesata, come faccio io che sono influenzata dalla malattia a saper assecondarmi? Come faccio a sapere la giusta porzione? Sì, in teoria so tutto, come immagino anche tutte voi, so tutto di alimentazione ormai, forse per questo che mi sono gestita abbastanza anche nella restrizione. Ma come faccio a metterle in pratica? Pensavo che uno schema stampato nero su bianco mi avesse potuto aiutare, mi si è anche innescato il ragionamento "non sono abbastanza malata neanche per avere uno schema!" mi sono sentita spaesata, e con mia grande sorpresa poi non sono neanche scoppiata a piangere, a martellarmi il cervello pensando di non essere malata, l'ho sentita anche come una negazione d'aiuto, ma alla fine ho colto il senso di quello che voleva dirmi la dietista.
Ha ragione in fondo, avere uno schema sarebbe limitante, sarebbe sostituire un controllo all'altro e quando non potrei rispettarlo impazzirei, e forse non mi andrebbe neanche bene e mi lamenterei comunque, allora ho deciso di provarci, perché in teoria so tutto quello che dovrei fare, la parte difficile sarà la pratica. Quindi, cerco davvero di andare avanti e fare quello che devo fare, perché non mi sentirò mai dire quello che voglio farmi sentir dire, io intanto ci provo davvero perché così non posso ancora tirare avanti per molto, devo incrementare un po' tutto. Grazie come sempre al supporto indispensabile di Sybil che mi ha anche spiegato com'era il suo piano e mi ha fatto capire gli svantaggi ho una visone diversa, ormai lo dico in ogni post, ma senza di lei non ce la farei! E' impegnatissima ma mi da sempre attenzione, e voglio provarci per lei, perché grazie a lei ho colto l'aspetto positivo di questa mia "libertà"e che mi da una ragione per farcela.
Le paure ci sono, ho paura che tutta questa fiducia che mi danno non me la meriti, perché comunque sono influenzata dalla parte malata! Ho paura anche che con questa libertà io restringa, ma avendo il diario alimentare mi sarà più facile impegnarmi, perché devo essere sincera su ciò che mangio, e una possibilità me la voglio dare, penso che mi aiuteranno se vedono che non ce la faccio, dovrebbe essere scontato ma a volte mi sembra di essere presa un po' alla leggera rispetto ad altre a cui dopo una settimana che sono li danno uno schema, mentre io ci vado dal sei maggio e mi sembra di non aver concretizzato niente se non i progressi che ho fatto in certe situazioni da sola e con l'aiuto di Cecilia. Dovevo dirlo, mi dispiace ma è quello che sento, ma vado avanti, le ragioni per lottare le ho!
Questa è più o meno la situazione, chissà se questo "maggiordomo" sarà affidabile dopo che l'ho licenziato brutalmente. Volevo condividerlo qui! La notte rifletto molto, di notte mi sembra tutto superabile o quasi, mi dico domani mangio completo e salutare, mangio il pane e anche i dolci nelle giuste quantità, seguo il senso di sazietà e do al mio corpo tutto quello che gli serve, e mentre faccio queste riflessioni ci credo, perché sono stremata dopo essere andata a dormire senza essermi saziata completamente e sento i muscoli doloranti, non riesco a dormire. Il mattino poi è più difficile, ma mi sto impegnando, sembrerà una cavolata ma ho fatto merenda con latte e biscotti, anche se erano quelli leggeri e ormai o non sento la fame (o faccio finta di non sentirla?) o ho dei vuoti allucinanti in questi giorni e se non mangio subito e ho tutto pronto rischierei di abbuffarmi! Ma come ho detto passo dopo passo ci provo, sento una grossa responsabilità, davvero grandissima.
Ora vi lascio, vi abbraccio tutte forte! <3 Grazie ad ognuna di voi. mi sento a casa qui. Vi lascio anche una domanda, secondo voi è possibile ritrovare il nostro maggiordomo interiore?
domenica 21 giugno 2015
Attenzione: post lunghissimo di aggiornamento.
Sono successe talmente tante cose che non so proprio da dove iniziare! Cercherò di fare una specie di riassunto, ma se mi conoscete ormai sapete che alla fine dirò un mucchio di cose senza un filo logico. Adesso finalmente è finita la scuola, e voglio essere più presente qui, perché ormai fa parte di me, e qui ho conosciuto persone fantastiche, quindi vi sento tutte vicine come una famiglia, mi è mancato scrivere qui.
Partiamo col raccontare di come è andato il famoso pranzo con la classe, vi ricordate?! Che dire è stata una sorpresa e anche un po' scioccante, per il cibo avevo l'ansia a mille ma avevamo già deciso cosa mangiare e ho mangiato un piatto enorme di pasta all'amatriciana, ( di cui ne lasciai un po' perché davvero mi stava venendo una crisi!) poi anche qualche frittellina e un pezzetto di dolce. A parte questa parentesi inutile su cosa ho mangiato passiamo alle cose serie, prima che arrivasse il dolce vedo delle mie compagne appartarsi e poco dopo rientrare con un enorme mazzo di rose rosa, tutti iniziano ad applaudire ed anch'io, ero sicura che fossero per le professoresse, tutto regolare. Ad un certo punto però vedo che si avvicinano a me, panico. C'era anche una lettera e l'ho letta, c'era scritto che si erano accorti che qualcosa mi faceva soffrire e che anche se non potevano sostituirsi a dei medici e si sentivano impotenti volevano starmi vicino, io mi sono anche commossa perché non me lo aspettavo proprio, probabilmente la professoressa ne avrà parlato in classe, e dopo l'emozione iniziale sono scattate le paranoie e i pensieri malati, volevo tenermelo per me, volevo non essere un peso per gli altri, volevo non essere al centro dell'attenzione, non volevo creare aspettative, perché come ho letto nel post di Euridice, dal momento in cui decidi di guarire e quello in cui lo fai davvero passeranno anni, e non è neanche detto che guarirai completamente. Ecco, io sento che adesso loro si aspettano che io torni a settembre come nuova, e che dovrò fingere di stare bene altrimenti sarò un peso, e già sento di essere diversa e di ricevere compassione obbligata ( si lo so, sono paranoie malate ma non posso fare a meno di fare certi ragionamenti) sarà ancora peggio.
Comunque mi ha fatto piacere e sono sicura che avessero le migliori intenzioni, e questo è molto bello, anche se mi sento un po' oppressa.
Ho finito la scuola con due giorni di anticipo, perché non ce la facevo più, e dopo mesi di lotte e sofferenze sentivo davvero di meritarmelo, e sono stata contenta della mia scelta, mi sono risparmiata due giorni di vertigini a tutte le ore e di sforzi di autocontrollo.
Col capitolo scuola ho finito, adesso vi spiego brevemente come va la questione amicizie/vita sociale, allora partiamo dalle cose belle. Fino a pochi giorni fa ho passato del tempo con una mia amica, che abita vicino Roma ma che ha la casa qui, e che torna tutti gli anni, la conosco praticamente da dieci anni. Sono andata al mare, mi sono scottata e addirittura ho anche preso un po' di abbronzatura! Sono uscita con lei la sera, le ho anche parlato del disturbo e mi ha ascoltata e capita, mi ha presa abbastanza sul serio e non mi ha mai giudicata, mi ha fatta sentire bene e a mio agio, e anche se non stavo bene fisicamente con lei me ne quasi dimenticavo. Ho riso tantissimo perché lei è una di quelle persone solari e che hanno sempre tanto da raccontare, mi ha detto di andarla a trovare a Luglio, per poi ritornare qui insieme, visto che lei ora ha gli esami di riparazione che da lei si fanno a Luglio ed è dovuta ripartire. Sono stata proprio bene con lei, con chi non mi mette ansia e pressione non ho problemi ad uscire, anzi, mi sono sentita quella di sempre.
E qui arriviamo al punto, con chi mi mette ansia, io non riesco a uscire, entro nel circolo vizioso della "restrizione da ansia" e mi sento ancora peggio, ancora più debole e spossata, ma lo faccio per stare più tranquilla per avere il controllo almeno del cibo. Sto parlando del mio amico, quello di cui spesso ho parlato, ci ho riflettuto tanto, davvero tanto e sono giunta alla conclusione: lui mi fa restringere, è deleterio, estremamente deleterio per me. È una cosa automatica, io non mi sento capita da lui, a volte partono addirittura le ramanzine e mi sento presa in giro nel vero senso della parola la maggior parte delle volte. Mi sono sentita dare della ridicola, della debole, e io questo non lo tollero perché io ho scoperto di essere forte invece. Con tutta l'ansia e la pressione che mi mette io restringo perché mi sento davvero persa in quei momenti, e non so a cosa aggrapparmi per stare meglio, se non alla restrizione. Cosa da non sottovalutare inoltre, mi porta a pensare " adesso perdo ancora peso, così sarò al limite e divento uno scheletro ambulate, magari si accorge e mi sta lontano" e questo è un ragionamento non malato, di più. Io non mi posso uccidere se la gente non vede che sto male, e non posso costringermi ad uscire con qualcuno con cui non sto bene, perché se mi mette ansia un motivo c'è oltre al fatto di quello che ho appena detto, io con lui mi annoio, e mi viene l'ansia. Cosi, all'ennesima richiesta di uscire ho deciso di avere un po' di polso per una dannata volta nella mia vita, gli ho detto che devo concentrarmi su me stessa e che sembrerà strano ma sento che è l'unico modo per stare bene adesso, e che non deve chiedermelo neanche in questi gironi perché la risposta sarà la stessa. Lui è rimasto sorpreso dal mio atteggiamento diverso dal solito, e la sua reazione mi ha confusa e spiazzata. Mi ha detto che è una mia scelta, che però gli dispiace non vedermi mai, e che devo dirgli quando potrà chiedermelo di nuovo, mi ha anche detto che gli sembrava fossi arrabbiata. Io ho sviato, ho detto che non ero arrabbiata e che mi faceva piacere che avesse capito che era una mia scelta, e che non sapevo quando sarei stata pronta, la realtà è che non so SE sarò pronta ad uscire con lui. Forse sarò stata ambigua, forse gli avrò fatto intendere che ora sono io a non voler uscire, e non gli ho fatto capire che il problema è principalmente uscire con lui. Intanto martedì ci sarà un compleanno di una compagna di classe e mi ha chiesto di andare insieme all'andata, io ho accettato però non so se ho fatto bene, da una parte sono confusa perché mi dico "ma allora ci tiene a me!" E da una parte ne sono convinta, ma sarà l'inconpatibilità di carattere e di esperienze a non farmi trovare bene con lui, e che lo porta ad avere certi atteggiamenti con me che mi fanno imbestialire e che a ogni suo messaggio mi fanno scoppiare d'ansia, una volta ho PIANTO. E ho capito che non devo accontentarmi, che non devo logorarmi per nessuno se non ci sto bene, e ringrazio tantissimo anche per questo Sybil che me lo ha fatto capire.
Credo che con questo argomento ho chiuso, anche perché ringrazio davvero chi è arrivato fin qui! Scusate davvero, avevo bisogno di dire tutto!
Adesso per ultima cosa ma forse la più importante vi aggiorno sulla situazione centro! L'altro ieri ci sono stata, la scorsa volta mi sono sfogata con la nutrizionista, ho pianto in quello studio, e mi sono sentita dire "tu stai MALE, punto." Non mi dilungo perché davvero non finirebbe più questo post, ma il primo luglio avrò il piano da seguire, che mi darà la dietista. Sono contenta perché è un passo chiave per stare meglio, ma dall'altra sono spaventata, perché lo psichiatra mi ha detto che potrei "normalizzare" il peso fino a 50, tre chili in più di ora, e sinceramente sono terrorizzata. Non peso 50 da un anno, e psicologicamente è durissima, visto che non mi sento abbastanza magra neanche adesso. Ma se questo mi ridarà indietro la mia salute, mi ridarà il VERO CONTROLLO di me stessa, e diventerà il mio stile di vita per stare bene e libera dalle ossessioni, allora vale la pena provare e pagare questo prezzo. Sarà difficilissimo, ma se elimino tutte le situazioni/persone che mi mettono ansia e con cui sento di dimostrare qualcosa e al contrario mi circondo di chi mi fa stare bene allora posso davvero farcela. Questa cosa della "restrizione da ansia" deve finire perché mi sta distruggendo la vita e ho preso consapevolezza.
Vi lascio ragazze, mi siete davvero mancate e tornerò ad essere presente anche da voi e a darvi sostegno! Voi me ne date molto davvero... Scusate per la lunghezza, penso sia il post più lungo che abbia mai scritto e anche difficile da seguire, ma ora ho fatto un riassunto quanto più possibile dettagliato di cosa è successo durante la mia assenza! Grazie di cuore a chi avrà letto fin qui, vi abbraccio una ad una, GRAZIE. Voglio essere un po' più presente e cercherò di aggiornare!
A presto!
❤️
Partiamo col raccontare di come è andato il famoso pranzo con la classe, vi ricordate?! Che dire è stata una sorpresa e anche un po' scioccante, per il cibo avevo l'ansia a mille ma avevamo già deciso cosa mangiare e ho mangiato un piatto enorme di pasta all'amatriciana, ( di cui ne lasciai un po' perché davvero mi stava venendo una crisi!) poi anche qualche frittellina e un pezzetto di dolce. A parte questa parentesi inutile su cosa ho mangiato passiamo alle cose serie, prima che arrivasse il dolce vedo delle mie compagne appartarsi e poco dopo rientrare con un enorme mazzo di rose rosa, tutti iniziano ad applaudire ed anch'io, ero sicura che fossero per le professoresse, tutto regolare. Ad un certo punto però vedo che si avvicinano a me, panico. C'era anche una lettera e l'ho letta, c'era scritto che si erano accorti che qualcosa mi faceva soffrire e che anche se non potevano sostituirsi a dei medici e si sentivano impotenti volevano starmi vicino, io mi sono anche commossa perché non me lo aspettavo proprio, probabilmente la professoressa ne avrà parlato in classe, e dopo l'emozione iniziale sono scattate le paranoie e i pensieri malati, volevo tenermelo per me, volevo non essere un peso per gli altri, volevo non essere al centro dell'attenzione, non volevo creare aspettative, perché come ho letto nel post di Euridice, dal momento in cui decidi di guarire e quello in cui lo fai davvero passeranno anni, e non è neanche detto che guarirai completamente. Ecco, io sento che adesso loro si aspettano che io torni a settembre come nuova, e che dovrò fingere di stare bene altrimenti sarò un peso, e già sento di essere diversa e di ricevere compassione obbligata ( si lo so, sono paranoie malate ma non posso fare a meno di fare certi ragionamenti) sarà ancora peggio.
Comunque mi ha fatto piacere e sono sicura che avessero le migliori intenzioni, e questo è molto bello, anche se mi sento un po' oppressa.
Ho finito la scuola con due giorni di anticipo, perché non ce la facevo più, e dopo mesi di lotte e sofferenze sentivo davvero di meritarmelo, e sono stata contenta della mia scelta, mi sono risparmiata due giorni di vertigini a tutte le ore e di sforzi di autocontrollo.
Col capitolo scuola ho finito, adesso vi spiego brevemente come va la questione amicizie/vita sociale, allora partiamo dalle cose belle. Fino a pochi giorni fa ho passato del tempo con una mia amica, che abita vicino Roma ma che ha la casa qui, e che torna tutti gli anni, la conosco praticamente da dieci anni. Sono andata al mare, mi sono scottata e addirittura ho anche preso un po' di abbronzatura! Sono uscita con lei la sera, le ho anche parlato del disturbo e mi ha ascoltata e capita, mi ha presa abbastanza sul serio e non mi ha mai giudicata, mi ha fatta sentire bene e a mio agio, e anche se non stavo bene fisicamente con lei me ne quasi dimenticavo. Ho riso tantissimo perché lei è una di quelle persone solari e che hanno sempre tanto da raccontare, mi ha detto di andarla a trovare a Luglio, per poi ritornare qui insieme, visto che lei ora ha gli esami di riparazione che da lei si fanno a Luglio ed è dovuta ripartire. Sono stata proprio bene con lei, con chi non mi mette ansia e pressione non ho problemi ad uscire, anzi, mi sono sentita quella di sempre.
E qui arriviamo al punto, con chi mi mette ansia, io non riesco a uscire, entro nel circolo vizioso della "restrizione da ansia" e mi sento ancora peggio, ancora più debole e spossata, ma lo faccio per stare più tranquilla per avere il controllo almeno del cibo. Sto parlando del mio amico, quello di cui spesso ho parlato, ci ho riflettuto tanto, davvero tanto e sono giunta alla conclusione: lui mi fa restringere, è deleterio, estremamente deleterio per me. È una cosa automatica, io non mi sento capita da lui, a volte partono addirittura le ramanzine e mi sento presa in giro nel vero senso della parola la maggior parte delle volte. Mi sono sentita dare della ridicola, della debole, e io questo non lo tollero perché io ho scoperto di essere forte invece. Con tutta l'ansia e la pressione che mi mette io restringo perché mi sento davvero persa in quei momenti, e non so a cosa aggrapparmi per stare meglio, se non alla restrizione. Cosa da non sottovalutare inoltre, mi porta a pensare " adesso perdo ancora peso, così sarò al limite e divento uno scheletro ambulate, magari si accorge e mi sta lontano" e questo è un ragionamento non malato, di più. Io non mi posso uccidere se la gente non vede che sto male, e non posso costringermi ad uscire con qualcuno con cui non sto bene, perché se mi mette ansia un motivo c'è oltre al fatto di quello che ho appena detto, io con lui mi annoio, e mi viene l'ansia. Cosi, all'ennesima richiesta di uscire ho deciso di avere un po' di polso per una dannata volta nella mia vita, gli ho detto che devo concentrarmi su me stessa e che sembrerà strano ma sento che è l'unico modo per stare bene adesso, e che non deve chiedermelo neanche in questi gironi perché la risposta sarà la stessa. Lui è rimasto sorpreso dal mio atteggiamento diverso dal solito, e la sua reazione mi ha confusa e spiazzata. Mi ha detto che è una mia scelta, che però gli dispiace non vedermi mai, e che devo dirgli quando potrà chiedermelo di nuovo, mi ha anche detto che gli sembrava fossi arrabbiata. Io ho sviato, ho detto che non ero arrabbiata e che mi faceva piacere che avesse capito che era una mia scelta, e che non sapevo quando sarei stata pronta, la realtà è che non so SE sarò pronta ad uscire con lui. Forse sarò stata ambigua, forse gli avrò fatto intendere che ora sono io a non voler uscire, e non gli ho fatto capire che il problema è principalmente uscire con lui. Intanto martedì ci sarà un compleanno di una compagna di classe e mi ha chiesto di andare insieme all'andata, io ho accettato però non so se ho fatto bene, da una parte sono confusa perché mi dico "ma allora ci tiene a me!" E da una parte ne sono convinta, ma sarà l'inconpatibilità di carattere e di esperienze a non farmi trovare bene con lui, e che lo porta ad avere certi atteggiamenti con me che mi fanno imbestialire e che a ogni suo messaggio mi fanno scoppiare d'ansia, una volta ho PIANTO. E ho capito che non devo accontentarmi, che non devo logorarmi per nessuno se non ci sto bene, e ringrazio tantissimo anche per questo Sybil che me lo ha fatto capire.
Credo che con questo argomento ho chiuso, anche perché ringrazio davvero chi è arrivato fin qui! Scusate davvero, avevo bisogno di dire tutto!
Adesso per ultima cosa ma forse la più importante vi aggiorno sulla situazione centro! L'altro ieri ci sono stata, la scorsa volta mi sono sfogata con la nutrizionista, ho pianto in quello studio, e mi sono sentita dire "tu stai MALE, punto." Non mi dilungo perché davvero non finirebbe più questo post, ma il primo luglio avrò il piano da seguire, che mi darà la dietista. Sono contenta perché è un passo chiave per stare meglio, ma dall'altra sono spaventata, perché lo psichiatra mi ha detto che potrei "normalizzare" il peso fino a 50, tre chili in più di ora, e sinceramente sono terrorizzata. Non peso 50 da un anno, e psicologicamente è durissima, visto che non mi sento abbastanza magra neanche adesso. Ma se questo mi ridarà indietro la mia salute, mi ridarà il VERO CONTROLLO di me stessa, e diventerà il mio stile di vita per stare bene e libera dalle ossessioni, allora vale la pena provare e pagare questo prezzo. Sarà difficilissimo, ma se elimino tutte le situazioni/persone che mi mettono ansia e con cui sento di dimostrare qualcosa e al contrario mi circondo di chi mi fa stare bene allora posso davvero farcela. Questa cosa della "restrizione da ansia" deve finire perché mi sta distruggendo la vita e ho preso consapevolezza.
Vi lascio ragazze, mi siete davvero mancate e tornerò ad essere presente anche da voi e a darvi sostegno! Voi me ne date molto davvero... Scusate per la lunghezza, penso sia il post più lungo che abbia mai scritto e anche difficile da seguire, ma ora ho fatto un riassunto quanto più possibile dettagliato di cosa è successo durante la mia assenza! Grazie di cuore a chi avrà letto fin qui, vi abbraccio una ad una, GRAZIE. Voglio essere un po' più presente e cercherò di aggiornare!
A presto!
❤️
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