Lettori fissi

domenica 22 novembre 2015

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Ultimamente passa sempre un millennio da l'ultimo post che scrivo e il prossimo, e finisce sempre che ho tante cose da dire che non so da dove iniziare.
Oggi mi sembrava il momento più adatto per scrivere, anche se la domenica mi angoscia sempre tantissimo, come se non bastasse poi mi é morto il cellulare da ieri sera e non riesco proprio a farlo accendere, mi ritroverò con mille messaggi del gruppo classe e persone che mi chiedono appunti di italiano.
Passando al motivo per cui ho scritto il post avrei tantissime cose da dire. Il mio rapporto con il cibo al momento non so definirlo. Diciamo che la situazione é questa: so solo che mi sento in trappola, che sia un' alimentazione normale o meno io mi sento sempre allo stesso modo. Ed anche peggio visto che mi faccio praticamente schifo, ed é questa la cosa che mi fa più paura di tutte, non faccio progressi mentalmente, non penso ad altro che al cibo comunque ed a farmi film mentali su come dimagrire di nuovo. Però mantengo la mia alimentazione solita da più di due mesi, non saprei proprio definire questa situazione.
Mi sento al punto di mollare ogni giorno, ma allo stesso tempo in certi giorni meglio altri meno riesco a non eliminare i carboidrati anche se é stata una giornata di merda o cose del genere, un passo avanti ENORME lo riconosco. Si presuppone che io stia meglio visto che ho recuperato sia chili che alimentazione più normale, sempre con le mie paure ma completamente diversa rispetto a prima, eppure io sto male e non me lo spiego, e non riesco nemmeno a farlo capire agli altri. Visto che al centro credevano che il disturbo si stesse alleviando solo perché faccio "il mio dovere". Per capire cosa dirò dopo devo fare una premessa, cercherò di essere sintetica. Come voi sapete io non ho avuto un piano alimentare, ho fatto il mio percorso da sola con le mie sole conoscenze di me stessa e del mio corpo, ma io così non mi sono mai sentita sicura e penso che il mio non fare progressi mentalmente sia derivato anche un po' da quello. Dopo una visita al centro di qualche settimana fa uscii da quell' ospedale piangendo, con un dolore dentro lancinante visto che mi sembrava di star sbagliando tutto. Non conosco il mio peso e mi spaventa da morire, ma so che il mio BMI é perfettamente normopeso e che dal mio corpo "non si direbbe che ho paura del cibo" come ha detto la dietista l'ultima volta, ma questo so che nessuno lo ha sospettato mai, nemmeno con sei chili e passa in meno di ora (faccio supposizioni perché non conosco il mio peso da un po' ma ne ho un'idea) quindi non mi ha nemmeno toccata più di tanto, ma questo é successo nell'ultima visita.
In quella visita di qualche settimana fa sono andata in crisi perché la dietista cercando di darmi consigli qualitativi mi ha fatto sentire che stavo sbagliando, che i biscotti non saziano, ha avuto da ridire persino sulla torta di mele, cose che FATICOSAMENTE ero riuscita a mangiare e questo mi ha distrutta. Non dovrebbe essere così? Non si dovrebbe cercare di mangiare biscotti, un pezzo di torta per guarire da un disturbo alimentare restrittivo?
Una volta ero riuscita a mangiare i biscotti a merenda, grande conquista. Peccato che lei mi abbia smontato tutto dicendo che era meglio una fetta di pane con l'olio, ed a colazione lei mangia il pane con la marmellata per sentirsi sazia. In pratica mi ha consigliato pane, che già mangio allo spuntino quindi la mia alimentazione doveva essere costituita interamente da pane secondo quello che diceva lei.  Il mio bisogno di un piano alimentare era già presente, ma dopo quell'episodio si era rafforzato ancora di più, anche se nella visita successiva la nutrizionista aveva corretto il tiro dicendo che me lo aveva detto non perché stavo prendendo peso o sbagliassi ma per darmi un consiglio qualitativo. Ma il mio bisogno del piano era sempre lì, visto che mi stavano anche consigliando di fare attività fisica ma per una vita sana e per distrarmi e non per dimagrire, ma io l'ho sempre vissuto così, come se fossi una vacca grassa che deve contenrsi e fare attività fisica a vita sennò ingrassa. Con le varie visite poi ho capito che non vogliono farmi dimagrire come diceva la mia mente malata, anche perché sarebbe stato ridicolo diciamocelo. Però io lo pensavo fermamente e a volte anche adesso.
In realta loro si sono sempre opposti al piano per paura che io restringessi e che avrei preso lo schema come un mezzo di controllo per dimagrire di nuovo, io non ho seguito molto questo loro ragionamento. Se davvero avessi avuto questa intenzione lo avrei fatto in altri modi e da sola.
Io volevo solo essere SICURA di mantenere nel modo più sano possibile, loro mi dicono che rimango stabile ma non mi fido perché loro non considerano aumento nemmeno 400 gr, e so che possono essere tutto ma io non mi fido ancora, visto che mi faccio più schifo ogni giorno che passa.
Così alla fine ho ottenuto il fantomatico piano, dopo aver espresso più volte che altrimenti avrei ristretto di nuovo e sarei probabilmente caduta nelle abbuffate, perché ragazze il mio corpo non ce la fa più, non si fida ancora e ormai credo che il metabolismo si sia velocizzato e se tolgo una briciola sto male, sto creando anche di muovermi di più, vado sempre in bici a scuola ultimamente e sono comunque una ventina di minuti tra andata e ritorno ma prima nemmeno ce l'avrei fatta con il sottopeso. Questo però mi porta ad essere molto più affamata e di conseguenza se una volta non voglio portare a scuola il pane non posso, perché sennò il mio corpo ha reazioni strane.
Questa cosa mi manda abbastanza in crisi, ma me lo merito dopo due anni in cui ho eliminato il pane.
Quindi dicevo arrivando alla fine di questo discorso infinito e intricato che ho ottenuto il piano, ma questo piano é praticamente uguale al piano che mi ero costruita da sola, se non fosse per le indicazioni più precise delle quantità d'olio su cui avevo il braccio un po' troppo corto rispetto alla quantità che mi é stata consigliata, oppure sulla quantità di carne o di pesce e di pasta, mi ha anche lasciato il panino a scuola aumentandomi addirittura la quantità di prosciutto. Non so che mi aspettassi in realtà , ma sicuramente una cosa diversa da quella che mi ero costruita io visto che mi aveva fatta sentire "in errore". Probabilelmnte avevo percepito male io, probabilmente mi stava solo dicendo di variare e scegliere cose più sazianti, sicuramente. Ma adesso quello che mi lascia perplessa é che ho realizzato che mi hanno trascritto su una cartellina verde praticamente quello che mangio io, se non con quantità più precise e condimenti. L'hanno fatto perché volevano farmi stare sicura con il piano, ma allo stesso tempo mi hanno lasciato quasi tutto ciò che mangio per paura che poi dimagrisco, addirittura per una volta che avevo trascritto nel mio diario alimentare ( che ho sempre continuato a fare) di aver mangiato uno snack della loacker al cioccolato me lo ha messo nel piano 1-2 volte a settimana aggiungendo che il piano me lo ha fatto ma é solo una base e che devo mangiare 1-2 volte a settimana lo snack più calorico che ho.
Ciò che mi ha mandata in confusione in sintesi é questo, il cambio di atteggiamento che hanno avuto prima volendomi dare consigli e poi correggendo il tiro essendosi accorti che ormai mantengo così e se mangio meno dimagrisco. La dietista ha detto che ero arrivata io al piano, infatti é praticamente uguale.
In questi giorni da mercoledì non l'ho seguito alla lettera, mi sono adattata a quello che cucinava mia madre per tutti come mi é stato detto di fare, e se ad esempio un giorno avevo la carne ma io avevo la ricotta in frigo ho mangiato quella, oppure cambiano tipo di biscotti visto che gli oro saiwa non mi fanno impazzire e non li avrei comprati apposta, mi sembra anche noioso mangiare solo quelli. Oggi stesso poi a colazione ho mangiato lo yogurt invece che il latte e dei biscotti alla nocciola.
Ho paura che mi dicano che sbaglio, ho paura che mi dicano che ho tanto voluto il piano e non lo rispetto.
Faccio anche fatica ad usare 40 gr di olio al giorno, sinceramente.
Questa é la situazione al momento, mi trovo di fronte ad un grande punto interrogativo e non so dove mi porteranno i pensieri che permangono nella mia testa.
Alla fine non ho altra scelta che continuare visto che se restringo di nuovo va a finire male.
Però io sto male e non so come fare, non so come fare a far riprendere la mente.
Oggi pomeriggio farò anche la pizza con mia sorella e non riesco ad essere completamente felice perché ho l'ansia di mangiarla, cosa che fino a qualche tempo fa era migliorata.

Vi abbraccio, spero di riuscire ad essere più presente, sennò finisce che faccio post lunghissimi e contorti come questo.

domenica 25 ottobre 2015

Il fascino del perdere peso.

Le 9:20 di mattina, sono stanca ma non riesco a dormire per i troppi pensieri.
In questo periodo il tempo, la voglia di scrivere mi mancano. Ma qualcosa devo pur scrivere altrimenti scoppio.
Senza troppi giri di parole: sto male. Sto male perché il pensiero della magrezza e della restrizione mi assillano ancora, il pensiero di annullarmi mi assilla ancora, la paura di ingrassare all'infinito mi assilla ancora, se già mi faccio schifo ora come farei con altro peso in più?
Mercoledì sono andata al centro, e nonostante la cosa che temevo di più non si è verificata non riesco a stare tranquilla, sono rimasta stabile ma fatico a crederci. Mi viene solo da piangere, non ce la faccio davvero più. Dovrei essere felice di aver mantenuto il peso (anche se non ci credo molto) ed invece non ci riesco, non oggi. In certi giorni sono davvero determinata a farcela, mi sforzo di andarmi bene così perché questo peso mi consente di vivere e devo vivere il mio corpo come dice la dietista, ma a volte non ce la faccio.
Penso solo a questi fianchi enormi che sono cresciuti e non ne ho il coraggio, non riesco ad essere serena, e mi chiedo perché la malattia si attacchi alla magrezza, perché proprio la magrezza.
Mentre scrivo qualche lacrima mi è venuta, e vorrei solo spegnere il cervello e addormentarmi per tutto il giorno.
Oggi non ce la faccio ad essere forte, nonostante non abbia ristretto niente, io non so davvero che fare. I pensieri malati mi stanno invadendo e mi sento in bilico, io non voglio cadere di nuovo dopo così tanta fatica, non voglio riziare tutto per l'ennesima volta.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il compleanno a cui sono andata ieri, mi faceva piacere andarci e non ho trovato nessuna scusa, ho accettato subito perché sono molto legata a questa ragazza e non la vedo mai.
Ma mentre mi vestivo quella vista di quei fianchi, di quelle gambe, mi faceva impazzire.
Fatico ad abituarmi, quando non li avevo lo davo per scontato, ora ho fatto la scoperta che dei fianchi li ho anche io. Forse solo chi ha un disturbo alimentare pretende di non averne, ma è più forte di me, mi fanno ribrezzo e vorrei strapparmeli via.
Nonostante tutto vado al compleanno, per il cibo ci hanno servito loro e non era a buffet, ci sono stati prima una sorta di antipasti e potevi scegliere tu cosa prendere e poi ci hanno portato del salmone che non ho mangiato, una lasagna e poi la torta.
Mi sono sentita SPORCA, quel cibo era pesantissimo, unto, il solo pensiero di averlo ingerito mi fa sentire sporca.
Mai mangiate cose così pesanti e artefatte, la torta sembrava presa al supermercato e la lasagna strabordava di olio ed era pesantissima, mai mangiata una cosa del genere, solo a pensarci ho i brividi. Gli antipasti erano meglio ma comunque non sono riuscita ad essere serena.

Già per questi pensieri stavo male, ma comunque cercavo di distrarmi, ma poi mi sono sorpresa di quanto sia ancora debole di fronte a certe situazioni. C'era una ragazza che conosco magrissima per costituzione, le tipiche persone che mangiano due piatti di pasta, il secondo e il dolce e non ingrassano, magrissime da una vita. Fin qui niente di strano, sono abituata ad essere circondata da persone così e me ne faccio una ragione. Il problema è sorto quando questa ragazza ha detto di essere stata male, a causa della mononucleosi aveva mangiato meno del solito e ha chiesto alle sue amiche de avesse perso peso perché aveva perso un chilo. Lì mi è scattato qualcosa, vedere quelle gambe mi disturbava, e mi ha fatto pensare a quando pesavo più di cinque chili in meno di ora, sebbene io ci pensi praticamente SEMPRE.
C'è qualcosa di affascinante nel perdere peso, fondamentalmente è questo che mi ha disturbata, il fatto che qualcuno DIMAGRISCA, non la sua magrezza in se. Le persone già magre di solito non mi fanno nessun effetto, io vorrei tornare ad essere come ero IO, non mi interessa degli altri, rivoglio solo l'effetto di come mi faceva sentire perdere peso.
Quando qualcuno dice "ho perso un chilo" mi chiedo come possano essere indifferenti, per me c'è qualcosa di magico e affascinante in tutto ciò, penso sarà così per sempre. Perdere peso mi permette di non pensare, di anestetizzarmi, di sentirmi meno uno schifo.
Quella frase "ho perso un chilo", quella stupida frase è riuscita a farmi scatenare dentro una serie di pensieri assurdi. Vorrei tanto perderlo io, e perdere all'infinto, magari non mi vedrei neanche, ma lo vorrei solo per il gusto del perdere peso in se, per quello che mi fa provare, e insieme a quei chili vorrei perdere tutto il peso che mi porto dentro.
Perché non è facile per niente non restringere dopo aver provato queste sensazioni, accettare il fatto che devo avere un corpo normale e questo significa anche avere delle forme.
Al tempo stesso tutta questa situazione mi sembra ridicola, qualche notte fa ho improvissamente pensato alla morte, e questo mi ha angosciata perché ho realizzato che un giorno tutto questo schifo che sto passando non sarà contato un cazzo, che in un attimo tutto finirà e che senso ha avuto passare tutto ciò?
Il fatto che io pensi SOLO a questo, solo al cibo mi ha angosciata da morire. Mi sento in trappola, ne ho fatto la mia vita, e come mi ha detto Sybil quando realizzi di avere qualcosa ne fai la tua ragione di vita ed è finita per tutto ciò che c'era di normale prima.

Tutto quello che ho detto non ha senso, ma è stato un minimo liberatorio, vorrei solo che questa giornata finisse ora.

Vi abbraccio e grazie di essere sempre qui.

lunedì 5 ottobre 2015

La libertà di scegliere.

Oggi non sono andata a scuola, sono a letto con l'influenza... Mi sento un rottame.
Mi sento anche in colpa e non capisco perché, forse perché anche quando non mi reggevo davvero in piedi io ero lì.

Ma so che ho fatto la cosa giusta a restare a casa e ne approfitto per parlare un po' con voi. Avrei tante cose da dire, da quando ho scritto l'ultima volta sono successe tante cose, è stato sempre un crescendo di difficoltà ma ho intrapreso questo percorso, e non sono mai stata così costante. Sono maturata, sono cresciuta, ho capito che devo farlo per me, ma davvero stavolta.
Ne sono successe tante...

Ho raggiunto i 50. 

Ancora non lo realizzo bene, penso che sia la fase più difficile di tutte. Io ho un rapporto davvero strano con questo numero, io penso che sia un peso normalissimo, giusto... Ma sarà proprio questa normalità che mi spaventa? Penso proprio di sì.
Il mio corpo cambia di giorno in giorno, quasi tutti i jeans che prima mi stavano larghi ora mi stanno aderenti, ed è brutto dirlo ma sembra che ci scoppi dentro, io ero dimagrita appunto perché non volevo che si ripetesse questa situazione, e invece...
Infondo ho preso tre chili.
 Le forme mi fanno paura, mi fanno sentire ingombrante. Mi sentivo protetta quando un anno fa mi sentivo leggera quando camminavo, protetta nel mio sciarpone di lana arancio che mi sembrava più grande di me.

Non avrei MAI immaginato che dopo aver visto il 50 e anche qualche etto in più non sarei tornata indietro, mai. Non dico che non ci pensi, perché ho davvero paura... Ho paura di aumentare per sempre e tornare a 65 chili,
Quando a scuola mangio il mio panino, mi chiedo davvero se io me lo posso permettere come i miei compagni, e mi rispondo di sì. Poi le paure tornano. Ma io non torno indietro, stavolta no. NON VOGLIO STARE A DIETA A VITA.

In queste settimane ho mangiato pizza, compleanni, panini a scuola... E quando sono andata al centro mercoledì avevo preso tre etti, ma mi hanno detto che conta da mantenimento, anche perché avevo mangiato prima... Questo mi ha dato davvero fiducia. Io non avrei mai pensato che fosse possibile mantenermi mangiando così, ma evidentemente è perché mi avvicino al mio peso. Secondo lo psichiatra dovrei ancora stabilizzarmi, io in realtà vorrei restare così, perché non so fino a quanto potrei sopportare ancora.
Io so che non posso controllare il mio corpo, so che aumenterò lo stesso... Ma il mio corpo deve farmelo capire, voglio che stia dalla mia parte, che mi faccia capire qual è il peso giusto per me e che si fermi.

Non vi nego che anche se non ho intaccato la mia alimentazione ho passato giorni di veri e propri crolli psicologici, ma andare al centro mi ha aiutata. Ho la visita dopodomani, ma non riesco ad essere tranquilla, perché penso sia solo un caso non essere aumentata troppo l'altra volta sebbene avessi mangiato la pizza due giorni di fila e avessi avuto un compleanno.
Sabato ne ho avuto un altro, e penso che sia stata la vera prova di quanto sono cambiata.
Di solito io non faccio mai il bis, prendo il mio piatto una volta e basta, e non riesco ad alzarmi due volte o più. Anche se gli altri lo fanno, al massimo vado con qualcuno, ma da sola mai... Figuriamoci!
E invece ieri l'ho fatto per bene DUE VOLTE, mi sono alzata da quella fottuta sedia e sono andata a prendere le patatine, perché le avevano messe dopo e io non le mangio mai, e sì le volevo. Mi sono alzata e ho cercato di non pensare a come avrebbero osservato gli altri le mie gambe, a cosa avrebbero pensato, a cosa avrebbero detto, perchè questo è il MIO percorso, e se pensano che sto ingrassando non me ne può fregare di meno.
Io so che ho ancora TANTA strada da fare, forse durerà una vita.
E poi arrivano i dolci, volevo fermarmi a quel profiterole super calorico, ma no io volevo assaggiare anche la torta, e l'ho fatto DA SOLA. Mi sono alzata anche stavolta, anche stavolta non curante del fatto che avrebbero pensato che fossi un'ingorda, perché io mi sono negata le cose per due anni, e se me le nego anche adesso finisco per abbuffarmi lo so.

Anche io ho il LIBERO ARBITRIO.

Sapete, ho scoperto che ho il potere di decidere per me, le diete le lascio a loro. A loro che mi fanno impazzire ogni volta che nominano una cazzo di dieta, perché sono talmente stupide che non si ammaleranno mai, e invece io prima mi sono ammalata e poi ho fatto una dieta, se così si può chiamare.
Mi fanno impazzire perché mi riempiono il cervello di quelle convinzioni ERRATE, e io vorrei urlare, urlare urlare e basta. Vi giuro che è deleterio e pesante sentirle, e per fortuna la compagna che sta facendo la fame per dimagrire non è più nella mia classe, viene soltanto a ricreazione, ma ogni volta le vorrei urlare contro, è più forte di me. E no, non provo nessuna compassione perché è una persona STUPIDA e IGNORANTE, perché è quel tipo di persona che non si ammalerà mai, è chiaro dal suo atteggiamento.

E nulla, io continuo lo stesso.
Avevo tante cose da dire ma penso che queste siano le più importanti.
Un'altra novità che può sembrare una cavolata è che finalmente ce l'ho fatta e che mi sono iscritta a Facebook, senza un motivo preciso, forse per avere più contatto col mondo. E ho messo da parte le mie paure, anche se sono sempre lì. Chissà che non ne esca qualcosa di buono.

Incrocio le dita per la visita di mercoledì, io ho bisogno di speranza, mi nutro di quella e voglio comunicarla a tutte voi.

Vi abbraccio forte forte.

martedì 15 settembre 2015

Fiume in piena.

Sono incazzata.

Mi sento un fiume in piena che sta per straripare, a parte il fatto che sto per esplodere davvero da quanto sono ingrassata. Non mi soffermo su quanto sono ingrassata perché non avete idea. Vi descriverò un episodio emblematico.

Non mi riconosco più. 

Avete presente quando succedono una serie di cose tutte insieme proprio nel momento meno opportuno? Nel momento in cui state già abbozzando troppo e una minima goccia potrebbe distruggervi completamente?

Ecco, su di me è sceso un temporale, all'improvviso.

Sto male, inutile negarlo... dopo quei tre giorni a Bologna mi sembra mi stia crollando tutto addosso.
Ho quella forza che avevo trovato li, è con quella che sono andata avanti in questi giorni.
Giovedì è ricominciata la scuola, il fatidico ultimo anno. Quella mattina io sono andata a fare colazione benché non avessi la minima voglia con il mio amico e il suo gruppo di amiche che conosco anche io. Per fortuna avevo fatto colazione a casa dato che loro hanno preso un misero caffè, e poche persone hanno preso in seguito una brioche ma ovviamente io avevo fatto colazione, non sarei riuscita a prenderla.
Già quella è stata una vittoria enorme per me, visto che non lo vedevo da un secolo e non sapevo nemmeno come comportarmi.

A scuola sto portando il PANE per spuntino, perché a me quello serve, se mangio la barrettina di cereali non mi reggo in piedi come l'anno scorso.
Per la prima volta, dopo un anno non sto di merda a scuola, o meglio: non sono una morta vivente.
Faccio una colazione che è il doppio di quella di prima e in combinazione col pane per spuntino non mi sento più morire, non mi gira più la testa, non mi vengono più gli attacchi di panico, riesco a fare ginnastica. Sono enorme ma almeno il mio corpo ora regge e di questo almeno sono stata felice per un secondo.
Fantastico,no? Direte voi, perché ti lamenti allora?

Il fatto è che sono ingrassata e continuo ad ingrassare.
Mi faccio schifo così, ho paura. Io non voglio continuare ad ingrassare per sempre, sono al LIMITE.
Non riesco a guardarmi allo specchio, non ce la faccio. Mi sembra di impazzire e ho la visita al centro solo tra otto giorni, non ce la faccio ad aspettare.
E' una fase critica.

Io ho abbozzato, ho continuato ad incassare, continuo a NON restringere ogni giorno ma non serve a niente se dentro sto di merda. E' la fase più difficile da due anni a questa parte.

Se fin ora sentivo delle goccioline ma comunque mi riparavo col mio ombrello ora è scoppiata una grandinata, il mio ombrello si sta bucando.
Oggi a scuola stavo facendo ginnastica, mi sentivo letteralmente il grasso scoppiare da qualsiasi parte del corpo,dai leggins che ero stata costretta a mettere. Adesso pure nei fianchi, quando il mio punto debole erano sempre state le gambe.
Ma resistevo perché dicevo "almeno non sto di merda, wow!" cioè sono stanca,ma stanca come gli altri, anzi loro si lamentavano più di me.


Tra un esercizio di corsa e l'altro arriva il momento della trave, arriva il mio turno. La bocca di quella stronza (la mia professoressa) si apre lentamente... quando dice:"Oh, ti vedo molto meglio rispetto all'anno scorso, abbiamo messo su la ciccetta eh?!"

Attimo di silenzio. Sbiancamento totale. Agghiacciata. Paralizzata.

Parte la risatina isterica, cosa cazzo avrei dovuto rispondere? Che questa CICCETTA che ho preso mi ha permesso di non morire? Che questa CICCETTA mi permette quanto meno di fare un passo senza sentirmi crollare il mondo addosso? Che questa CICCETTA è la conseguenza del mio NUTRIMENTO? Che io ho un fottutissimo disturbo alimentare? Che ci devo convivere a vita ed è già troppo doloroso così?
Lo so, non mi andrà mai bene nulla di quello che dicono, ma io già mi sento obesa di mio, anzi lo sono e poteva benissimo fermarsi al classico,canonico "ti vedo meglio" che è sempre un'offesa per noi ma almeno non ferisce più di tanto, mi sarebbe andato persino bene -che poi mica tanto, perché fa supporre che hai preso ciccia- però non il termine CICCIA, me lo ripete già troppo il mio amico, che tanto lo ripeteva anche a 45 chili. Eh sì, perché in tutto questo io ho dovuto anche sopportare questo, sentire questo termine in continuazione, non mi frega niente se lo dice sempre per "scherzo".

Mi dite come si fa dopo questo a non crollare? EPPURE IO NON HO RISTRETTO.
Ma non lo dico nemmeno per sentirmi forte o altro, perché tanto faccio pensieri terribili lo stesso e la mia immagine mi fa venire gli attacchi di panico e mi fa scoppiare a piangere ( cosa mai successa fino ad ora) quindi il fatto che non stia restringendo è marginale,

E adesso cosa faccio? Torno a restringere? NON POSSO.
Continuo a ingrassare a oltranza?
Io ora non posso mangiare meno di questo. e allora che faccio?

Ogni giorno io continuo a ignorare il fatto che sono grassa ora, ogni giorno non restringo ma soffro anche tantissimo, come non mai.

In questo ci si aggiunge anche l'ansia che mi mette la gente, una tizia mi deve portare gli appunti che le ho prestato da un mese, addirittura un quaderno di Maggio, DI MAGGIO.
Io stavolta mi sono incazzata, ci è rimasta di merda perché tutti pensano che sono quella dolce e buona, e grassa. Ma NO. Non lo sono, io mi sono ammalata per l'incapacità di dire NO.
E allora ho controllato il cibo, wow quante cose ho capito. Oggi le ho parlato con un tono con cui mai avevo fatto, spero porti i suoi frutti, vediamo se mi chiede ancora qualcosa, la gente mi STRESSA.

Pensavo mi avrebbero lasciata in pace diventando uno scheletro? Per loro sto benissimo, io sono quella che fa tutto per tutti, io sono una birra rossa come dice Michela Marzano nel suo libro, anch'io ho i capelli neri, ma sono rossa. 
Rossa dentro.
Forse è questo il mio problema... "Nel bene e nel male non riesco a non essere eccessiva... Se c'è un termine che mi definisce veramente quello sarebbe "troppo". Mi innamoro troppo. Mi appassiono troppo. Mi stanco troppo. Mi arrabbio troppo."
Io sono esattamente così.

Stasera, FORSE riuscirò a farmi ridare quei maledetti quaderni (io sono l'unica a cui li chiedono, io sono quella che "li prende bene") perché ovviamente oggi pomeriggio deve andare dallo zio che sta male, sembra che succedano apposta questo genere di cose.

Scusate il linguaggio più volgare del solito, perdonatemi ma sto scoppiando in tutti i sensi.
Se non mi sfogo qui non so dove altro farlo.

Perché io quando mi arrabbio, mi arrabbio troppo.

Vi abbraccio.

martedì 8 settembre 2015

Tre giorni di normalità a... Bologna!

Eccomi qui, sono tornata giusto ieri da Bologna.
Vi chiederete come mai sono stata lì, sono andata per accompagnare mia cugina che ha dovuto fare un test per l'università e cercare casa. Sono partita sabato e sono tornata ieri nel tardo pomeriggio, non avrei mai pensato di accettare, ma mi sono buttata senza pensarci più di tanto, perché ero sicura alla fine che mi avrebbe fatto BENE. Fino ad un secondo prima già pensavo al cibo che avrei dovuto mangiare, agli imprevisti, agli orari diversi dal solito, al fatto che a casa sarei stata tentata di restringere... Ma alla fine ho detto sì.

Sono stati i tre giorni più belli che abbia mai vissuto da tanto tempo ormai.

Finalmente posso raccontare qualcosa di bello dopo tutto questo schifo, dopo tutta questa battaglia che mi sta sfinendo.
Non so da dove partire perché ogni momento è stato speciale, ma nel viaggio dell'andata è successa una cosa bellissima: ho detto a mia cugina del blog.
Ebbene sì, non le ho detto il titolo perché non ero pronta in quel momento, ma ha capito benissimo... Le ho detto che ho conosciuto Sybil, che ho conosciuto tutte voi. Lei ha capito tutto perfettamente, sapevo che potevo fidarmi e mi sono sentita davvero leggera dopo averglielo detto!

Abbiamo fatto merenda in macchina con un panino, pranzo con un panino e un tortino al limone, per me era incredibile! Con lei ho ritrovato la mia naturalità con il cibo, non lo associavo più ad uno schema rigido, mi ha fatto capire tante di quelle cose che se le scrivessi tutte non finirei davvero più e sarebbe difficile esprimerle con le sue parole. Ho capito fondamentalmente una cosa: MI SONO FATTA GIÀ TROPPO MALE.
Io mi vedo normalissima ormai, anzi in questo periodo mi vedo addosso come macigni tutti i chili che ho preso, chili vitali però... L'ho capito grazie a lei. Addirittura lei mi vede ancora non troppo in forma,  quando ha parlato del mio corpo con i termini "braccine" e "gambette" sembrava che non stesse descrivendo il mio corpo, mi ha detto di aver paura per me, perché sono due anni che sono in restrizione e il corpo per un po' va avanti ma poi non ce la fa più.

Una cosa mi ha colpito molto, lei se ne era accorta prima di tutti, anzi lei è stata l'unica qui vicino a me fisicamente ad essersi accorta di me, che mi stavo distruggendo, perché lei ci è passata.
Già a Natale, ha detto di avermi vista cambiarmi di schiena, aver visto lo scheletro ed esser tornata a casa con quell'immagine nella mente. Io ancora non mi rendo conto di aver potuto scatenare una reazione simile, lei è stata l'unica a vederlo. Ma con quelle parole ho capito che io in realtà non devo dimostrare niente a nessuno, chi ha gli occhi per vedere vede, non posso aprire gli occhi a persone che li hanno serrati, in nessun modo.

Sabato sera abbiamo parlato tanto di questo... Mi ha detto tanto, mi ha insegnato tanto e paura l'ho avuta anch'io per come mi sono trattata. Non posso dire tutto ciò che ci siamo dette perché non finirei più davvero! Ma ho capito tanto,  ho capito che questo scherzo della mente non può durare a lungo, che non posso tornare indietro, che io voglio che a Natale lei mi riveda come un tempo, serena e in forma, il mio peso forma.

Questa cosa dovevo proprio raccontarla, il viaggio in se è stato tranquillo, il tempo è passato velocemente e la cosa più importante è che in questi tre giorni mi sono fatta GUIDARE, ho seguito esattamente ciò che facevano gli altri, mia cugina ha avuto un DCA come sapete, ma ora vede le cose diversamente e dall'esterno per fortuna. Mi ha dato tanta speranza perché io l'ho vista stare male quanto me, distruggersi completamente, stare meglio e poi distruggersi ancora e così via... È sempre stata una persona stupenda, ma ora le si vede in faccia che ha superato una cosa più grande di lei, a parlarne mi viene da piangere, chissà se un giorno lei leggerà questo post, un po' mi vergogno... Ma sarebbe fiera di me, ne sono certa.

Bologna è bellissima, abbiamo camminato, camminato e camminato, tutto il giorno. Il mio corpo era distrutto ma ha retto, perché gli ho dato tutto il necessario. Come dico nel titolo sono stati tre giorni di normalità, di naturalezza col cibo. Sapevo che dovevo camminare TANTO, e ho mangiato tutto il necessario che a volte nemmeno bastava! Vi giuro che abbiamo camminato tutto il giorno, ci spostavamo a piedi dall'hotel alla stazione e al centro, la gente del posto era sconvolta perché non era abituata a camminare così. Per trovare dei posti in cui mangiare, o le vie per vedere le case con cui avevamo appuntamento poi non vi dico! Ho fatto chilometri e chilometri, e senza colazione all'hotel, senza panino, senza pizza, senza gelato, senza tutte queste cose non ce l'avrei mai fatta, il cibo è il nostro carburante in tutti i sensi.
Vi faccio un piccolo riepilogo per farvi capire quante sfide ho affrontato:
- sabato panini a pranzo e pizza a cena (buonissima!)
- domenica mattina colazione all'hotel, pranzo con strette alla romagnola (piatto tipico tipo tagliatelle con prosciutto affumicato in un posto bellissimo) cena alla roadhouse con panino e patatine FRITTE.
-domenica colazione all'hotel, pranzo con un pezzo di pizza e un gelato delizioso, sarà un anno e più che non mangiavo il gelato artigianale.

È stato bellissimo, mi sono fatta proprio guidare come vi dicevo, per quanto ho camminato era più che giusto!
Non ho mai mangiato così, con quelle sensazioni... NON ME LO RICORDAVO PIÙ, non ricordavo più come fosse mangiare per nutrirsi.

Ho fatto anche shopping, ho preso il libro "volevo essere una farfalla" di Michela Marzano, un po' mi sono vergognata a chiederlo, ma poi ho pensato: vergogna di cosa? Che pensassero ciò che vogliono, tanto avranno SEMPRE da ridire, TUTTI. ( altra cosa che ho capito ancora meglio)
Già mi aspetto i commenti quando dopodomani ahimè... Ricomincia la scuola.
Non sono pronta e non ho le forze, ma forse farò un post a parte per lamentarmi di questo, questo non può essere rovinato da questo argomento.

Ho comprato anche dei jeans, nel camerino sono andata in crisi quando la 38 di certi jeans mi stava stretta, poi ho trovato dei jeans semplicissimi che ho preso alla fine, e che ho messo giusto oggi. Ma mi vedo davvero un salame, mi mancano quelle cosce un po' più sottili anche se prive di muscoli e vuote.
Ma quello che mi è restato di questi non è una taglia di un paio di jeans, ma tre giorni di normalità, di divertimento e di spensieratezza in tutti i sensi, ho affrontato tutto.
Mi è dispiaciuto così tanto tornare alla normalità, era così bello lì, in una città grande con la persona a cui voglio un bene immenso e che mi capisce, con i miei zii che mi hanno fatta sentire al sicuro, che mi chiedevano sempre come stessi.

Ho conservato lo spirito di questi tre giorni e me lo porto nel cuore, oggi ho mangiato tutto il pacchetto di biscotti a colazione; era confezionato così, con otto pezzi e li ho mangiati tutti.
Ancora non mi sembra vero, questo era uno scoglio che mi sembrava insormontabile, davvero.
Nel frattempo ho fatto anche cena e ho mangiato la mia dose esagerata di pane ( ricordate?!) e anche un po' di più perché non posso toglierne 15 gr se le fette sono fatte così, o meglio potrei ma non avrebbe senso, sarebbe malato.

Sono davvero orgogliosa di me perché nonostante i pensieri ( e vi assicuro sono tantissimi, se non li assecondo non vuol dire che non mi assillino, anzi... potete immaginare!) sono riuscita a fare così tanto, non lo avrei mai immaginato, ho finalmente capito che il mio corpo ci metterà un po' per riprendersi, ho capito che non devo avvelenarmici più il sangue perché io so che tutti i danni che mi sono creata dipendono esclusivamente da come mi sono trattata.
Gli altri non lo vedono?! STI GRAN CAVOLI. Mi fa male che non lo vedano ma almeno ora non sento il bisogno di dimostrare niente e spero che questo momento duri, perché non saprei affrontare un'altra ricaduta, proprio no.
E vi dirò di più... Guarire vuol dire anche AFFRONTARE  la vita, senza escamotage che conosciamo bene... E oggi che ha fatto la vostra Kiki? E' andata a girare un video per il compleanno del suo amico di cui parla sempre, benché non avesse la minima voglia e avesse un mal di testa atroce. INCREDIBILE. Non vi racconto delle figure che ho fatto ( era una sorta di intervista e ad alcune domande non ho risposto, non sapevo che dire... Si vede che non ci esco più?!)

Guarire vuol dire soprattutto questo.

Detto ciò vi dico velocemente che la visita di mercoledì è andata... per loro bene, io devo ancora metabolizzare il tutto, alla fine sì, ho preso peso e mi devo malissimo,molto  cambiata, ma non tre chili come pensavo.

Ma avete visto? Ho risposto così. Ve lo sareste mai aspettate?! Io no, affatto.

Basta volerlo davvero e anche se io per prima a volte non lo voglio completamente vi dico che si può, vorrei darvi un minimo di speranza, perché io sono la prima che adesso è pervasa da pensieri malati e a volte penso sul serio di cedere ma mi auguro che non sarà sempre così, me lo auguro davvero perché non ce la farei a ricominciare tutto.

Vi abbraccio forte
<3

venerdì 28 agosto 2015

Frasi dette così, come coltellate.

Avrei voluto intitolare questo post in un altro modo ma poi ho preferito cambiare titolo, racchiude tutto meglio.
Mi ero scordata di quanto fosse utile scrivere per riordinare i pensieri, io ne ho talmente tanti che forse non ce la faccio a riordinarli tutti.
Non so da dove partire... quindi partiamo dall'ovvio: mi sento grassa, grassissima.
 Anzi dovrei dire sono perché se dico "mi sento" faccio intendere che è solo un'impressione.

Non so assolutamente quanto peso ma manco lo voglio lontanamente sapere, sarebbe troppo da sopportare. Sono ventitré giorni che non mi peso, ventitré giorni in cui ho mangiato pane ogni sera in quantità variabili ma mai in senso restrittivo, ventitré giorni in cui ho affrontato anche altri cibi e schemi.
Non so che numero aspettarmi il due settembre quando mi peserò al centro, si sorprenderanno forse di quanto sia possibile prendere peso così velocemente, e io a quel punto che faccio? Chiedo il piano di mantenimento? Ma no, non posso perché io so gestirmi da sola a quanto pare.
Vorrei tanto che fossero tutti film mentali, vorrei tanto aver preso al massimo solo un chilo ( che sarebbe comunque una batosta perché secondo me per ingrassare ci vuole di più, o almeno mi piace pensarlo per giustificare il fatto che avrei sempre fame da quando il metabolismo è impazzito ) ma è un dato di fatto, non posso avere conferma dalla bilancia ma dai vestiti, e a quanto pare anche da chi sta attorno a me.
Qui veniamo al titolo del post, che mi ha dato una bella ispirazione per scriverlo visto che in questi giorni scrivevo post e poi li eliminavo...

Sono sicura che nel vostro trascorso coi DCA e tutt'ora ne avrete sentite di ogni,  (non trattenetevi dal commentare con quale "bel" commento che vi è stato rivolto in una fase così delicata della vostra vita che vi avrebbe fatto prendere il muro a pugni dal nervoso) e prima di citarvi alcune simpatiche frasi dette da mia madre faccio una piccola premessa per farvi capire meglio la situazione.

Mercoledì ero andata al centro commerciale con tutta la famiglia, l'estate sta finendo e quindi ho pensato potesse fare un po' freschetto quando sarei tornata, così ho avuto la brillante idea di mettere dei jeans lunghi e per di più non un paio a caso, ma quelli che mi avrebbero dato la prova schiacciante che sono più grassa dello scorso anno in questo preciso periodo (in cui mi vedevo ugualmente grassa e che avrebbe segnato la fase "luna di miele") e ho scoperto che sono terribilmente più grassa. Non so come ho avuto la lucidità di mettere subito i pantaloncini e andare via (mi vedevo enorme anche con quelli ma decisamente meglio rispetto a quelli lunghi)
Non so come ho fatto visto che già lo scorso anno mi sembrava di impazzire, e vedermi il doppio di allora mi ha fatta sentire praticamente sovrappeso, sento che sto tornando al punto di partenza e la cosa mi fa impazzire da giorni.
Al centro commerciale la situazione è degenerata, ho preso solo maglie perché non vi dico come mi stessero su quelle maledette cosce che si amano così tanto che stanno per attaccarsi ancora di più, sembrano due salami.
Io non ho mai ridotto il mio DCA ad un fattore prettamente estetico, anzi ma capite la crisi in quel momento.

Tornata a casa però ho mangiato la mia dose di pane come sempre e Dio solo sa chi mi ha dato la forza di farlo perché penso sia stato il momento più brutto da quando sono in questa situazione,
La mattina dopo, a colazione con il mio yogurt e i miei biscotti mi stavo lamentando con mia madre:pessima, PESSIMA scelta.
Al che lei mi dice: " forse mangi troppo pane!"

FORSE MANGI TROPPO PANE.

Avete capito bene, questa è la frase da dire ad una persona che sta cercando di guarire, che fa uno sforzo immane per mangiarlo, quel pane. Che fino a non molto tempo fa si metteva a piangere se per caso ne mangiava venti grammi. E' praticamente l'alimento su cui ho ristretto di più e che avevo completamente eliminato, quindi potrete capire che vittoria fosse mangiarlo.
La mia dose sarebbe 70 gr, ma a volte mi spingo anche più su perché voglio poter mangiare il pane senza ingrassare in futuro, perché se la panettiera si sbaglia e mi da il panino da 100 gr non ha senso toglierne 30, perché se ne sono 80 non vado a tagliarne 10 gr e così via...
Poi si è ripresa sviando l'argomento sul ciclo ( che è tornato oggi tra l'altro, dopo una settimana di ritardo) ma a me sembra impossibile cambi così tanto.

Ora, potrete pensare che l'ha detto superficialmente e sicuramente in parte è così, ma è stata una coltellata visto che vedendo tua figlia passare dal piangere per una briciola di pane al mangiarne anche più di 70 e a cercare la normalità, vedendo che non mi sto arrendendo nemmeno dopo sapere che ho preso così tanto peso e avrei tutte le ragioni per mollare e ridurmi al limite ancor più di prima fai un'affermazione del genere.

E già questo mi è bastato a fare pensieri ancora più malati, poi ieri resa arriva la coltellata finale. Io le avevo semplicemente chiesto se per caso mi avessero lasciato il cornetto gelato che non ho potuto mangiare l'altra volta visto che non mi hanno aspettata e io ho i miei tempi, ma le ho anche detto che non sapevo quando lo avrei mangiato visto che ero una balena.
Lei mi risponde: "abbiamo preso tutti qualche etto" toccandosi la pancia. Il nervoso è salito alle stelle, invece di sottolinearlo poteva semplicemente rispondere alla domanda.
Cos' era quella? Una "rassicurazione"? Sinceramente bel modo di rassicurarmi, avrei preferito stesse zitta invece di ribadirlo. Come si può pensare di rassicurare una persona con DCA con quella frase?! A volte questi tentativi fuori luogo mi fanno anche u po' ridere, perché evidenziano ancora di più l'incomprensione che dobbiamo sopportare in questo ambito.

Tutte frasi dette così lo so, non mi arrabbio nemmeno con lei, ma che nel momento che sto vivendo mi hanno distrutta, non immaginano quanto si può essere sensibili sull'argomento, persino mio padre l'ha capito ed è venuto in mia "difesa" e questo vi fa capire il tono in cui l'ha detto. Me lo dice spesso che tutti prendiamo chili ma si scorda il piccolo particolare che non tutte le persone che ingrassano hanno un disturbo del comportamento alimentare.

Mi sento smarrita, non so che obiettivo ho adesso, ho PAURA.
Paura di essere come prima, paura paura paura.
Se lo dico stavolta c'è una ragione, le altre volte ero consapevole di non esserlo.

Ora vi lascio, ho scritto troppo ma ne avevo un gran bisogno! Stasera mi aspetta anche la pizza, è l'anniversario dei miei.
Continuerò a mangiare la mia dose ESAGERATA di pane e penso che ci sentiremo dopo la visita al centro probabilmente, spero solo di non avere crisi, qualsiasi cosa accada.
Quanto è dura... Ora vado a leggere i libri che devo per la scuola, anche se sarà difficile con l'immagine nella testa delle mie cosce strizzate dei jeans, mi peserei ora solo per il gusto di vedere che ho preso già tre chili, ma NON LO FACCIO.

Vi abbraccio tutte.

giovedì 30 luglio 2015

Ne vale la pena.

 Questa è stata una delle mie vittorie più grandi se non la più grande in assoluto da quando ho deciso che non voglio la malattia nella mia vita. Per quanto faccia paura è indispensabile, perché se mi tiro indietro dalla paura allora non arriverò mai alla meta e non scoprirò mai se ne sarà valsa la pena. Tutta la sofferenza, il dolore, sono necessari ma saremo ripagate di tutto ne sono convinta.

Oggi ho mangiato un gelato, quello che mi faceva paura, che fino ad un secondo prima avevo pensato di non mangiare, rimandavo e rimandavo, e sapevo che sarebbero finiti e io non lo avrei mangiato. 
Nella mia testa c'era un susseguirsi delle possibili opzioni, ma non riuscivo a scegliere... Alla fine mi sono detta che mi andava il gelato, che me lo meritavo nonostante le voci mi continuassero a rimproverare, e soprattutto mi sono convinta che non mi avrebbe fatta ingrassare dieci chili di colpo, mi sono diretta verso il freezer e ho scelto quello che volevo: il cono cinque stelle. 
È stata dura, ancora adesso ho i sensi di colpa, ma li sto ignorando perché ho mille altri motivi per cui essere felice, perché l'ho fatto per me, ma l'ho fatto anche per la persona a cui tengo di più, lei lo sa e sa che l'ho fatto grazie a lei. 
Devo essere fiera di me perché sto vincendo le mie paure, e mi sento sostenuta, soprattutto dopo quello che è successo ieri al centro, cerco di non dilungarmi troppo ma voglio raccontarvi tutto, perché ieri è stata una delle giornate, la prima in cui ho sentito che è un aiuto veramente. 

Ho parlato con la dietista, sto prendendo sempre più confidenza con lei, mi fido ed è molto gentile, si vede che ci tiene che tutte noi stiamo bene, mi ha anche detto che aveva notato che dopo un po' che andiamo li siamo più luminose.
Sono riuscita per la prima volta a buttare fuori tutto ciò che volevo dire, tutto il mio dolore. 
Dovete sapere che da quando vivo questa situazione ho vari problemi; che mi portano ad essere sempre stanca, continui capogiri, vitamina D al limite, quando inesistente, problemi soprattutto all'intestino, che mi condizionano veramente tantissimo. Ho fatto le analisi e adesso aspetto il responso, voglio capire da cosa deriva e soprattutto se la causa è un'intolleranza alimentare oltre che la restrizione che ha fatto il suo ruolo. 

Non ne ho mai parlato qui, ma questa cosa mi condiziona tantissimo ed è molto molto comune nei DCA. Il mio intestino non funziona più, e per questo io mi sento sempre gonfia, quando non vado in bagno mi vedo davvero subito grassa. Lo psichiatra mi ha spiegato che è comunissimo, che a molte ragazze succede e fanno anche un uso smodato di lassativi per questo! 

Mi sono sfogata, ho parlato con dietista e psichiatra insieme, ho espresso la mia volontà di capire perché stessi così male, questa cosa mi condiziona troppo con il cibo. Mi hanno tutti e due rassicurata moltissimo, per una volta non mi sono sentita sottovalutata, come ha fatto il medico di base sottovalutando tantissimo la situazione. Ora vedremo di che si tratta, ma soprattutto mi hanno rassicurata anche su un'altra cosa, quella che io chiamo "pelle flaccida". Io la confondo con il grasso, perciò questo mi porta a restringere, invece mi hanno spiegato che è pelle VUOTA, vuota e denutrita, lo sapevo anch'io, ma forse non ho mai voluto vederlo, lo confondevo con il grasso, e lo psichiatra mi ha spiegato che anche un'altra ragazza aveva questo stesso ragionamento, ma ora che ha preso peso si vede addirittura più magra, perché la pelle si è riempita, ed è così che devo fare io, devo prendere quel peso che mi serve che mi piaccia o no. 

Abbiamo parlato molto, ma se vi dicessi tutto non finirei più, le cose più importanti sono state queste! 
Sto continuando col diario alimentare, la dietista mi ha detto che devo aumentare il pane e fare anche merende più sostanziose, perché nonostante tutte le mie paure, tutti i sensi di colpa, ho addirittura perso peso rispetto alla scorsa volta, vi giuro che non potevo crederci. 
Ho perso anche mezzo centimetro nelle mie odiate cosce, che io vedevo il doppio ma che non sono mai cambiare da quando sono lì nonostante le fluttuazioni di peso. 
Questo mi ha dato davvero forza, perché ancora non mi abituo all'idea, ma il mio obiettivo è prendere peso, sto perdendo ancora muscoli...
Non riesco ancora a realizzare di dover aumentare, ma adesso vedo tutto in modo completamente diverso, e spero che non cambi, spero che non sia una fase perché non mi sono mai impegnata così! 
So che se continuo, continuo sempre ne varrà la pena. 
Il mio metabolismo si sta risvegliando, e spero davvero che stavolta non sia stata "fortuna" spero davvero che si stai riprendendo, io continuo perché è l'unica cosa da fare! 

Un'altra cosa che volevo dirvi è che poi hanno voluto conoscere mio padre, gli hanno aperto un po' gli occhi ma non so quanto abbia aiuto, lui pensa sia una cosa fisica e non ha idea di cosa sia un DCA, ma spero lo abbia capito meglio... Devo anche fare una cosa insieme a lui, qualsiasi cosa anche banale ma ho questo compito, non so se ci riuscirò, ci proverò, anche se non mi sento capita. 

Domani ho anche una cena, a casa mia... Organizziamo tutto e verranno degli amici, tra cui una mia amica a cui sono legata ma che viene solo in estate, spero di non sentirmi troppo giudicata e in imbarazzo, perché sono a conoscenza del problema, ma io mangerò senza preoccupazioni, e la cosa incredibile è che oggi ho mangiato quel gelato, nonostante io mangi il pane e nonostante questa cena, se mi guardo indietro non so come sia possibile, so solo che il sostegno mi ha salvata, il sostegno dell'unica persona che mi può capire davvero, nel senso ontologico del termine. 

Vi lascio con questa foto, voglio ricordare questo momento. Vi mando un bacio, e vi ricordo che i momenti duri, durissimi ci sono, io stessa anche se non l'ho detto ho fatto dei pensieri malati, non immaginate quanto... Ho dovuto lottare ogni giorno contro la mai testa ma si deve continuare sempre, e trarre il meglio dai quei momenti. 

Ne varrà la pena.